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Architettura

Collezione Basile-Ducrot


Edificio n. 14 della Città Universitaria di viale delle Scienze


AVVISO
Si avvisano i signori utenti che la Mostra permanente della Dotazione Basile e la Collezione delle Tavole Didattiche sono visionabili su richiesta rivolgendosi direttamente al personale della reception al piano terra dell'Edificio 14 oppure telefonando ai seguenti numeri telefonici: 091.23864211 - 091.23896120 dalle ore 8.30 alle 17.30.



Dal 2014, in seguito all’abolizione dell’istituto delle facoltà il Dipartimento di Architettura ha acquisito la storica Dotazione Basile-Ducrot (oggi sotto la denominazione Collezioni Basile e Ducrot) fino ad allora della Facoltà di Architettura di Palermo.
La Dotazione Basile-Ducrot originariamente era costituita dal Fondo Basile, formato da materiali dell’Archivio e della Biblioteca degli architetti Giovan Battista Filippo Basile (Palermo 1825 – 1891) ed Ernesto Basile (Palermo 1857 – 1932), padre e figlio, e dal Fondo Ducrot, formato da materiali dell’Archivio e della Biblioteca dell’industria palermitana di mobili Ducrot.
La Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo negli anni Cinquanta del XX secolo (nella prima sede di via Caltanissetta) ha ricevuto il materiale documentario degli architetti Basile direttamente dalla famiglia (per volontà di Roberto Basile, figlio di Ernesto).
Al Fondo Basile successivamente sono stati aggregati altri due fondi: nel 1971 quello dei materiali documentari provenienti dall’Archivio e dalla Biblioteca della ditta Ducrot (acquistati in seguito all’Asta Fallimentare bandita dal Tribunale di Palermo nel 1970) consistenti prevalentemente nella documentazione (fotografica e grafica) dell’attività produttiva e degli stabilimenti del celebre mobilificio palermitano, oltre che dei cataloghi di vendita e dei fascicoli di periodici conservati nella relativa biblioteca aziendale; nel 1992 il Fondo delle Tavole Didattiche realizzate negli anni Ottanta del XIX secolo, sotto la direzione di G.B.F. Basile (e in parte su suoi studi e schizzi), da Michelangelo Giarrizzo su supporti di tela di juta (trattata con gesso dolce, colla di coniglio e bianco di titanio) di m. 2,37 x 1,92 e collocate, originariamente, nell’Aula Magna della ex Regia Scuola per Ingegneri e Architetti di Palermo, sita in via Maqueda nel complesso detto del Convento della Martorana. In questo plesso i fondi della Dotazione Basile-Ducrot sono stati conservati fino al 2011 e quindi trasferiti nella sede definitiva dell’Edificio n. 14 (nuova sede della Facoltà di Architettura) della Città Universitaria di Viale delle Scienze (in via Ernesto Basile). L’attuale dislocazione comprende due ambienti distinti (entrambi accessibili anche ai disabili) denominati Area 1 e Area 2: la prima, sistemata su progetto del 2002 di Tilde Marra (con la collaborazione di Armando Barraja), è formata dalla Galleria delle Tavole Didattiche, destinata sia alla mostra permanente delle 34 tavole di M. Giarrizzo (supporto illustrativo del Corso di Architettura Tecnica tenuto, fra il 1875 e il 1891, da G.B.F. Basile presso la Regia Scuola per Ingegneri e Architetti di Palermo) che ad ospitare manifestazioni culturali e l’esposizione ciclica di disegni di progetto dei Basile e di materiali documentari dell’industria Ducrot; l’Area 2 è destinata alla conservazione e alla consultazione delle biblioteche e delle raccolte della Dotazione Basile-Ducrot.
Le Tavole Didattiche di Michelangelo Giarrizzo, unico ciclo completo conservatosi in Italia di questa categoria di dotazione didattica d’età positivista, nel 1992 sono state restaurate nel laboratorio di Michele Enzo Sottile (Castelbuono) con finanziamento della Provincia Regionale di Palermo.
Il Fondo Basile è formato dalla Raccolta Disegni, dalla Raccolta Fotografica, dalla Raccolta Documenti e dalla Biblioteca. Quest’ultima (per quanto è pervenuto alla Dotazione Basile-Ducrot) raccoglie 2.915 esemplari fra volumi e collezioni di fascicoli di periodici specializzati facenti parte del patrimonio librario già della Biblioteca dei Basile; si tratta di materiali a stampa italiani e stranieri, editi fra il XVIII secolo e la prima metà del XX secolo e inerenti, prevalentemente, all’architettura e all’ingegneria, all’archeologia, alle arti figurative e decorative, con particolare riferimento al periodo eclettico e a quello modernista, ma vi sono conservate anche annate complete delle più importanti riviste italiane di architettura e di arte decorativa degli anni Venti e Trenta.
La Raccolta Disegni comprende il materiale documentario dell’attività progettuale di Ernesto Basile (in massima parte) e del padre Giovan Battista Filippo Basile (presente con un nucleo di minore quantità, ma di grande valore) e di Giovan Battista Filippo Basile junior (con pochi esemplari); essa consiste di 2.288 disegni di vario formato, realizzati con tecniche diversificate (matita, china, inchiostri policromi, acquerelli) e su supporti di diverse dimensioni e tipi (carte di varie dimensioni, cartoncini, carta da spolvero, carta da schizzi, tela cerata, carta da lucido), oltre ad una circoscritta aliquota di copie eliografiche, spesso con aggiunte autografe.
Nel Fondo Basile si conservano: 242 progetti di Ernesto Basile, per un totale di 2.239 disegni; 6 progetti di Giovan Battista Filippo Basile, per un totale di 26 disegni; un progetto a doppia firma (G.B.F. Basile e E. Basile), per un totale di 12 disegni; un progetto di Giovan Battista Filippo Basile junior (per un totale di 4 tavole); 316 fotografie di cantieri, di fabbriche e di arredi di Ernesto Basile; 7 fotografie di cantieri e di fabbriche di Giovan Battista Filippo Basile; 504 documenti di Ernesto Basile (dei quali 81 dell’attività professionale, 37 dell’attività accademica e curricula, 78 di cariche e nomine, 15 di mostre ed esposizioni, 14 di onorificenze e diplomi, 3 documenti di riconoscimento, 253 di corrispondenza funebre, 12 di corrispondenza, 12 in miscellanea); 457 volumi e 70 collezioni di periodici (per un totale di 2.459 fascicoli) della biblioteca di Ernesto Basile e di Giovan Battista Filippo Basile; un ritratto in lega metallica a mezzo busto (autore ignoto) di Giovan Battista Filippo Basile.
Giovan Battista Filippo Basile, architetto, docente di Architettura Decorativa e poi di Architettura Tecnica presso la Scuola di Applicazione per Ingegneri e Architetti della Regia Università degli Studi di Palermo, è una delle figure più originali e interessanti nel panorama italiano del rinnovamento sperimentale dell’architettura eclettica; ha lasciato una diffusa produzione editoriale, didattica e storico-critica, mentre sono pochi gli elaborati conosciuti a tutt’oggi che documentano la sua formidabile attività progettuale; entrambi gli aspetti della sua operosità sono documentati presso la Dotazione (schizzi e disegni di progetto, molti dei quali in grandi tavole colorate, e saggi critici, riviste, libri, testi didattici, di cui fu autore e spesso editore).
Ernesto Basile, architetto, docente di Architettura Tecnica presso gli Atenei di Roma e Palermo, originale interprete dell’ultimo eclettismo, è uno dei principali protagonisti della lunga stagione del modernismo italiano, operando prevalentemente in Sicilia e a Roma; diversamente dal padre ha curato con implacabile attenzione la documentazione della sua attività professionale. Il corpus relativo alla produzione progettuale e artistica di Ernesto Basile (elaborati grafici, schizzi, studi e rilievi) conservato nella Raccolta Disegni della Dotazione Basile-Ducrot consta dunque di 2.239 unità documentarie, alle quali andrebbero aggiunti altri 12 disegni (alla stesura dei quali potrebbe avere partecipato Ernesto) relativi al progetto presentato unitamente al padre al Concorso Nazionale per il Monumento a Vittorio Emanuele II in Roma del 1880-1881.
La Dotazione Basile-Ducrot è, pertanto, la maggiore fonte di documentazione della produzione progettuale di Ernesto Basile: questo nonostante le considerevoli dispersioni e frammentazioni verificatesi anche prima della sua morte (come nel caso degli elaborati progettuali rimasti presso l’Archivio della Camera dei Deputati a Roma e della probabile perdita dei suoi disegni esecutivi per mobili e arredi durante uno degli incendi delle Officine Ducrot). La ricchezza del materiale conservato e la magistrale perizia grafica nella stesura, anche del più modesto disegno, fanno di questa raccolta un patrimonio grafico di grande valore artistico oltre che documentario. Altri materiali (disegni, documenti e fotografie) sono conservati principalmente nell’Archivio della famiglia Basile (Palermo) ed anche presso l’Archivio della Camera dei Deputati (Roma), presso il Museo della Medicina di Trapani, presso gli archivi comunali delle tante città nelle quali operò, presso poche collezioni private e presso alcuni degli archivi degli eredi di suoi committenti. Di minore entità risultano la Raccolta Documenti (relazioni tecniche, telegrammi, corrispondenza varia) e la Raccolta Fotografica (formata da poche serie incomplete di documentazioni, prevalentemente di cantiere).
Una prima organizzazione del materiale (ad opera di Anna Maria Sciarra Borzì, Annie Titi, Maria Valeria Arizzi, Nino Alfano e Rosario De Simone) e un riordino con inventariazione, finalizzati alla formazione di un indice generale sistematico, erano stati attivati negli anni Settanta da Gianni Pirrone (allora Responsabile Scientifico) e svolti da Vincenzo Palazzotto e Renato Zappulla per i disegni, da Nunzio Marsiglia per la biblioteca, da Ettore Sessa per il materiale documentario del Fondo Ducrot; un’ulteriore definizione dell’inventario dei disegni è stata poi attuata nel 1981 da Eliana Mauro, Ettore Sessa e Livia Titi.
I lavori di riordino definitivo (con catalogazione e documentazione) e il progetto di restauro e di messa a norma dei materiali documentari della Raccolta Disegni (operazione svolta d’intesa con l’Istituto Nazionale per la Grafica e per la quale nel 1997 fu stanziato un apposito finanziamento dalla Provincia Regionale di Palermo) sono stati affidati, dall’allora Preside della Facoltà di Architettura Francesco Saverio Brancato, ad Ettore Sessa (Coordinatore e poi Responsabile Scientifico) con la Consulenza Scientifica di Eliana Mauro e con un gruppo di lavoro del quale hanno fatto parte Claudia Asaro, Vitalba Canino, Tiziana Coste, Nuccia Donato (coordinamento di settore), Giusi Lo Tennero (coordinamento di settore), Loredana Manata, Elisabetta Mangiardi, Eleonora Marrone, Patrizia Miceli (coordinamento di settore), Manuela Milone, Gaetano Palazzolo, Livia Parrino, Angela Persico, Manuela Raimondi, Livia Realmuto, Giovanni Rizzo, Gaetano Rubbino (coordinamento di settore), Maria Luisa Scozzola, Antonella Sorce, Roberto Speziale, Cristina Stassi, Davide Ventimiglia.
Obiettivo finale dell’operazione è stato il restauro dell’intero fondo con relativa campagna di documentazione fotografica, a cui si aggiungerà la pubblicazione del catalogo generale della Raccolta Disegni della Dotazione Basile-Ducrot e l’istituzione di un archivio fotografico di consultazione dei disegni dei due Basile. La prima operazione relativa al recupero del fondo, promossa nel 1995, essendo allora Preside Pasquale Culotta (che aveva già provveduto a far risistemare gli ambienti della vecchia sede della Dotazione Basile-Ducrot in via Maqueda), è stata curata da Giovanni Liotta della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Palermo (con la collaborazione di Alfonso Agrò e Giovanni Leto Barone) ed ha riguardato lo studio delle cause di infestazione e delle alterazioni prodotte sui materiali da agenti biotici di degrado; a questa fase ha fatto seguito l’intervento di bonifica e disinfestazione scientifica dei materiali del fondo e della relativa sede (eseguito da Federico Fiandaca, Palermo). L’attuazione del restauro dei disegni e dei lavori connessi all’adeguamento del fondo è avvenuta nel corso del 1999. Nell’intervento di restauro, ogni disegno è stato pulito dalle macchie d’inchiostro e dalle patine, la pigmentazione superficiale è stata consolidata, sono stati eliminati gli effetti e la sovrapposizione di materiali estranei (per esempio, colla e carta improprie) dovuti a isolati interventi di manutenzione (con tecniche poco idonee) effettuati nel passato, sono stati ricomposti i margini e, dove possibile per l’integrità dei pezzi, sono stati riassemblati i disegni e le grandi tavole composite il cui supporto era ormai diviso in diversi pezzi; ciascun disegno è stato quindi conservato dentro cartelle di materiale antiacido.
Il restauro (di 300 disegni) e la manutenzione dell’intero fondo di disegni, la messa a norma per la conservazione di tutti i materiali grafici sono stati diretti da Fabio Fiorani, Direttore responsabile del Laboratorio di Restauro delle Opere d’Arte su Carta dell’Istituto Nazionale per la Grafica, con la collaborazione di Gabriella Pace, e sono stati effettuati, dopo apposita gara, da laboratori specializzati nel restauro delle carte (Donatella Cecchin, Teresa Marciante, Elisabetta Marmori, Silvia Moschettini, Stefania Passerini, Dania Severi, con la collaborazione di Flavia Serena di Lapigio, Maria Franca Bartolucci, Simonetta Iannuccelli, Karmen Korak Rinesi).
Prima dei lavori di restauro e a conclusione di tutto l’intervento di recupero della Raccolta Disegni ogni soggetto è stato documentato fotograficamente (Publifoto, Palermo), anche al fine di predisporre quanto indispensabile alla formazione di un archivio fotografico di consultazione del fondo. Tutta l’operazione è stata possibile grazie ad un finanziamento di 527.000.000 di lire, assegnato all’Università dalla Provincia Regionale di Palermo nel 1997 (su progetto di E. Mauro, E. Sessa e A. Sole).
A conclusione dei lavori di restauro sono state organizzate due mostre dei disegni restaurati (curate da E. Mauro ed E. Sessa). Una prima mostra, allestita a Palermo presso il Loggiato dell’Ospedale di San Bartolomeo e documentata da uno specifico catalogo, si è svolta dal 2 maggio al 30 maggio 2000 e si è conclusa con un convegno tematico sulle due figure di Giovan Battista Filippo e di Ernesto Basile. La successiva mostra, organizzata nell’ottobre 2000 a Roma (anch’essa illustrata da un apposito catalogo) è stata allestita nella Sala della Regina del Palazzo di Montecitorio, in collaborazione con la Camera dei Deputati; sono stati esposti, oltre ad una selezione dei disegni presentati a Palermo, arredi e disegni del progetto dell’ampliamento del Palazzo di Montecitorio, provenienti sia dalla Dotazione Basile che dall’Archivio della Camera dei Deputati (questi ultimi restaurati per l’occasione).
Nel corso dei lavori di recupero della Raccolta Disegni (e della relativa schedatura scientifica con i criteri dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), sono stati inoltre avviati e portati a termine il riordino, la classificazione e la catalogazione della Biblioteca (a cura di Giusi Lo Tennero e di Eleonora Marrone), del Fondo Fotografico (a cura di Stefania Di Grigoli, Loredana Manata, Angela Persico e Livia Realmuto) e del Fondo Documenti (a cura di Eliana Mauro, Angela Persico, Antonella Sorce, Cristina Stassi e Maria Antonietta Calì).
Il Fondo Ducrot conserva la più cospicua raccolta documentaria (relativa al periodo 1899-1970) della storica fabbrica di mobili e arredi che, fondata a Palermo da Carlo Golia nel penultimo decennio del XIX secolo, venne riformata nel 1896 secondo criteri industriali da Vittorio Ducrot. Da allora la fabbrica Ducrot svolse un ruolo di primo piano nella cultura della produzione industriale italiana, almeno fino alla metà del XX secolo. Fra le prime imprese commerciali in Europa ad avere perseguito una mediazione fra profitto e ricerca artistica (sia pure solo in determinati periodi della sua storia) la ditta Ducrot riuscì ad imporsi anche sul mercato internazionale sia con la produzione di mobili e arredi completi di qualità sia con la realizzazione di arredi e decorazioni per gli interni di grandi alberghi, sedi istituzionali, transatlantici, prestigiose residenze ed esclusivi locali pubblici. Il definitivo salto di qualità nell’organizzazione produttiva si verifica nel biennio 1902-03 anche in seguito all’assunzione da parte di Ernesto Basile del ruolo di Direttore Artistico della produzione; sempre Basile avrà parte attiva nella creazione di un vero e proprio Ufficio Tecnico nel quale, tra gli altri, gli succederanno (a diverso titolo) Giuseppe Capitò, Giuseppe Spatrisano, Vittorio Corona, e al quale presteranno la propria collaborazione anche Galileo Chini, Gustavo Pulitzer-Finali e nel secondo dopoguerra A. Luccichenti. Il fondo comprende: la Raccolta Fotografica della produzione di mobili, ammobiliamenti completi e specifici arredi e della documentazione degli stabilimenti e delle fasi di lavorazione (per un totale di circa 4.000 stampe fotografiche e poco più di un migliaio di lastre fotografiche); la Raccolta Progetti (alquanto lacunosa), relativa al materiale grafico da laboratorio e agli schizzi e disegni esecutivi dell’Ufficio Tecnico (prevalentemente in copie eliografiche, spesso con aggiunte di annotazioni grafiche, schizzi e conteggi); la Raccolta Cataloghi, comprendente una serie completa di cataloghi di produzione (per singole tipologie) e due cataloghi di vendita da magazzino; la Biblioteca con collezioni di albums di arredi e di cataloghi di vendita di altre imprese e con la collezione incompleta di periodici dei primi tre decenni del Novecento, specializzati nelle arti decorative (in prevalenza francesi, tedeschi e italiani), già conservati nella biblioteca degli stabilimenti dell’azienda siti in via Paolo Gili, a Palermo.
Alla fine degli anni Settanta del XX secolo, dopo un primo riordino (a cura di Nino Alfano e Rosario De Simone), è stata schedata e catalogata la sola parte relativa alla produzione di mobili e arredi modernisti, déco, novecento e razionalisti realizzati dall’impresa palermitana fino al 1939 (a cura di Ettore Sessa). La collezione della Raccolta Fotografica relativa alla sola produzione di mobili e di arredi del periodo 1899-1939 è stata ordinata nel biennio 1997-1998 (a cura di Ida Giostra e di Isabella Tallo) e inventariata nel 2014 (a cura di Federica Cottone). La collezione della Raccolta Progetti relativa alla sola produzione di mobili e di arredi del periodo 1955-1970 è stata ordinata nel 2011 (a cura di Patrizia Miceli). Tutti i materiali del fondo, per i quali è in previsione un intervento di restauro e messa a norma, sono oggi in fase di riordino, di inventariazione e di schedatura (a cura di Eliana Mauro ed Ettore Sessa e con la collaborazione di Virginia Bonura, Davide Borzoee, Maria Antonietta Calì, Federica Cottone, Davide Leone, Vincenzo Luparello, Vincenza Maggiore, Angela Persico, Livia Realmuto).
La Dotazione Basile-Ducrot (oggi Collezioni Basile e Ducrot) è Socio Fondatore dell’Associazione Nazionale Archivi Architettura Contemporanea (AAA Italia, con sede presso lo I.U.A.V. di Venezia) e contribuisce attivamente, per le specifiche competenze, alla conoscenza e alla divulgazione del patrimonio culturale siciliano e alle ricerche sulla cultura architettonica europea d’età contemporanea.

Fra le principali mostre che hanno illustrato, anche per capisaldi, l’intera produzione dei Basile e fra le mostre a tema, alle quali ha contribuito la Dotazione Basile-Ducrot, vanno citate: Ernesto Basile architetto, Venezia, Biennale di Venezia, settembre-novembre 1980; Giovan Battista Filippo ed Ernesto Basile, settant’anni di architetture. I disegni restaurati della Dotazione Basile, 1859-1929, Palermo, Loggiato di San Bartolomeo, maggio 2000; Ernesto Basile a Montecitorio e i disegni restaurati della Dotazione Basile, Roma, Palazzo di Montecitorio, ottobre 2000; Dispar et Unum, 1904-2004. I cento anni del Villino Basile, Palermo, Villino Florio, dicembre 2004-gennaio 2005; La “professione” della qualità. Cento disegni a matita di Ernesto Basile, Palermo, Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo, 7-14 febbraio 2008. Selezioni di disegni di progetto o anche rilievi di edifici storici, eseguiti da Ernesto Basile, sono stati esposti in numerose mostre fra le quali si citano: Mostra del Liberty italiano, Milano, Palazzo della Permanente, dicembre 1972 – febbraio 1973; Liberty a Palermo, Palermo, Civica Galleria d’Arte Moderna, giugno 1973; Palermo 1900, Palermo, Civica Galleria d’Arte Moderna, 15 ottobre 1981 – 15 gennaio 1982; Il Liberty in Italia, Roma, Chiostro del Bramante, 21 marzo-17 giugno 2001; Les Normands en Sicile. XI-XXI siècles. Histoire et légendes, Caen, Musée de Normandie, 2006; Matteo Carnilivari, Pere Compte, 1506-2006, due maestri del gotico nel Mediterraneo, Noto, Palazzo Trigona, maggio-luglio 2006; Le visioni dell’architetto. Tracce dagli archivi italiani di architettura, 11a Mostra Internazionale di Architettura, Eventi collaterali, Biennale di Venezia 2008; Arte e architettura liberty in Sicilia, Palermo, Palazzo Ziino, 29 aprile-1 giugno 2008; Architettare l’Unità, Roma, Casa dell’Architettura – Acquario Romano, aprile – maggio 2011.