
Titolo progetto
Hierarchy and market in the transformations of the global, digital and robotic enterprise. Metamorphosis of the powers of the employer and workers’ rights.
Gerarchia e mercato nelle trasformazioni dell’impresa globale, digitale e robotica. Metamorfosi dei poteri datoriali e diritti dei lavoratori
Abstract:
The business literature has been studying the effects of the processes of globalization, automation and digitalization both on the productive and organizational methods of the companies and on the working relationships. In particular, was underlined the capacity of digitalization to produce a real revolution, leading, inter alia to: the deployment of specialized micro-enterprises, the development of business strategies aimed at acquiring goods and services on the market, the creation of new ways of exercising the typical powers of the entrepreneur, the change in the intensity of the hierarchy constraints (sometimes attenuated, at least apparently, other times strengthened), the configuration of new ways of working and the consequent problems of qualification of employment relationships as well as problems of updating safeguards, the desynchronization of the system of the times of job and the necessity of balance with the times of life, in order to avoid existential conflicts and loss of identity. The speed of the transformations underway is followed by the "mobility" of the scenarios under investigation and the repercussions on people’s lives. A "mobility" that concerns, first of all, the dislocation of the company and the definition of its boundaries, but also the evolution of science and technology: just think of Industry 4.0 with its world dominated by algorithms.
The doctrinal and political debate on the new types of contract is open. The proliferation of labour platforms primarily concerns the qualification of the employment relationship, on which a copious doctrinal and jurisprudential elaboration (both national and foreign) has already been formed. However, the originality and variety of work on the platform complicate its referral to the traditional categories of labour law (subordination,
autonomy, parasubordination), which, despite recent national reforms (see Legislative Decree no. 81/2015, Law no. 81/2017 and Law no. 128/19) still present critical issues. Meanwhile, the European Commission approved the recent proposal for a directive of December 9, 2021, whose process will need to be carefully monitored.
For the relations between enterprises, it should be mentioned the construction of new organisational models focusing on business aggregation: the "groups of companies", characterised by corporate links and (as a rule) uniform coordination, have been accompanied by innovative instruments of cooperation, such as business networks and global value chains, especially among SMEs. Even in these realities, specific arrangements for the performance of work are emerging, which propose, in new terms, problems relating to the attribution of title to the employment relationship, the exercise of the employer’s powers and the protection of the worker’s rights.
In addition, when the organizational transformations take the road of the productive decentralization and use the digital technologies exacerbate the difficulties of the traditional forms of representation of workers' interests. On the one hand, the small size of the company often does not allow the establishment of the trade union organization, just where, on the other hand, digitalization shatters every link between the subjects involved in the same organization and produces a strong individualization and atomization of work. This, in turn, constitutes a negative precondition for the development of coalitions and for the exercise of trade union rights.
Finally, Globalization’s multiple effects, ambivalent or even dangerous, are highlighted. The strong competition pushes to recognize to the system of the enterprises ample normative flexibility in the acquisition and the management of the professional resources. Therefore, it is essential to consider the initiatives and best practices adopted, at international and European level, which are useful in order to identify at least the limits of the race to the regression of social rights. From this point of view, for example, reference can be made, on the one hand, to the models of contractual liability in the outsourcing processes adopted by the Union (Directive 2014/67/EU) and on the other hand to the more or less cogent strategies of the ILO (see “Declaration on Social Justice for a Fair Globalization” and the more recent “Centenary Declaration for the Future of Work”), aimed at preventing company fragmentation and organisational changes in digital work from being translated into factors of contractual and social dumping and labour informalisation. In this perspective, the regulations of the main Western countries are also important, as well as the issue of corporate social responsibility.
Abstract (italiano):
La letteratura economico-aziendale studia da tempo gli effetti dei processi di globalizzazione, automazione edigitalizzazione sia sulle modalità produttive e organizzative delle imprese che sulle relazioni di lavoro. Inparticolare, della digitalizzazione è stata evidenziata la capacità di produrre una vera e propria rivoluzione,determinando, tra l’altro, la diffusione di microimprese specializzate, lo sviluppo di strategie aziendali volte adacquisire beni e servizi sul mercato, la creazione di nuove modalità di esercizio dei poteri tipici dell’imprenditore,la variazione dell’intensità dei vincoli di gerarchia (a volte attenuata, almeno apparentemente, altre volterafforzata), la configurazione di nuovi modi di lavorare con i conseguenti problemi di qualificazione dei rapporti dilavoro e di adeguamento della disciplina di tutela, la desincronizzazione del sistema dei tempi di lavoro e lanecessità di bilanciamento con i tempi di vita per evitare conflitti esistenziali e perdite di identità da parte deiprestatori di lavoro. Alla velocità delle trasformazioni in atto consegue la “mobilità” degli scenari oggetto diindagine e delle ricadute sulla vita delle persone. Una “mobilità” che riguarda, anzitutto, la dislocazionedell’impresa e la definizione dei suoi confini, ma anche l’evoluzione della scienza e della tecnica: basti pensare aIndustry 4.0 con il relativo mondo fatto di algoritmi.
Sulle nuove tipologie contrattuali è aperto il dibattito dottrinale e politico. La proliferazione delle labour platformcoinvolge anzitutto il tema della qualificazione del rapporto di lavoro, sul quale si è già formata una copiosaelaborazione dottrinale e giurisprudenziale (sia nazionale che straniera). Ma l’originalità e la varietà del lavoro supiattaforma complicano la sua riconduzione alle categorie giuslavoristiche tradizionali (subordinazione,autonomia, parasubordinazione), che, pur alla luce di recenti riforme nazionali (v. d.lgs. 81/2015, l. 81/2017 e l.128/19), presenta ancora evidenti criticità. Nel mentre, la Commissione europea ha approvato la recenteproposta di direttiva del 9 dicembre 2021, il cui iter andrà attentamente monitorato.
Per le relazioni tra imprese, si segnala la costruzione di nuovi modelli organizzativi incentrati sull’aggregazioneimprenditoriale: ai “gruppi di imprese”, caratterizzati da collegamenti societari e (di norma) da un coordinamentounitario, si sono affiancati innovativi strumenti di collaborazione, quali le reti d’imprese e le catene globali divalore, in particolare tra le PMI. Anche in queste realtà, emergono peculiari modalità di esecuzione dellaprestazione lavorativa, che ripropongono, in nuovi termini, problemi relativi alla imputazione della titolarità delrapporto di lavoro, all’esercizio dei poteri del datore di lavoro e della tutela dei diritti del lavoratore.
Le trasformazioni organizzative, poi, quando intraprendono la strada del decentramento produttivo e sicombinano con l’uso delle tecnologie digitali, aggravano le difficoltà delle forme tradizionali di rappresentanzadegli interessi dei lavoratori. Da un lato, la piccola dimensione aziendale spesso non consente l’insediamentodell’organizzazione sindacale, proprio laddove, dall’altro, la digitalizzazione frantuma ogni legame tra i soggetticoinvolti nella stessa organizzazione e produce una forte individualizzazione e atomizzazione del lavoro. Il checostituisce, a sua volta, una precondizione negativa per lo sviluppo di coalizioni e per l’esercizio di diritti sindacali.
Si mettono in luce, infine, i molteplici effetti della globalizzazione dai caratteri ambivalenti, se non pericolosi. Laforte competizione spinge a riconoscere al sistema delle imprese ampie flessibilità normative nella acquisizione enella gestione delle risorse professionali. Cosicché appare in ogni caso essenziale considerare le iniziative e lebest practices adottate, o allo studio, nella dimensione internazionale ed europea, utili per individuarequantomeno degli argini alla corsa verso l’arretramento dei diritti sociali. Da questo punto di vista, ad esempio, sipuò fare riferimento, da un lato, ai modelli di responsabilità contrattuale nei processi di esternalizzazione adottatidall’Unione (v. dir. 2014/67/UE) e dall’altro alle strategie, più o meno cogenti, dell’OIL (v. la “Dich. per una giustaglobalizzazione” e la più recente “Dich. del Centenario dell’OIL per il Futuro del Lavoro”), finalizzate ad impedireche le frammentazioni dell’impresa e le trasformazioni organizzative del lavoro digitale si traducano in vettori didumping contrattuale e sociale e di informalizzazione del lavoro. In tale ottica assumono, altresì, rilievo leregolamentazioni dei principali Stati occidentali, così come deve essere considerato il tema della responsabilitàsociale dell’impresa.
Responsabile scientifico
Prof. Alessandro Bellavista
