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Scuola di lingua italiana per stranieri

8-set-2015

ANCHE ITASTRA E I SUOI STUDENTI STRANIERI ALLA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI

marcia

Ci sarà anche la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo, con i suoi numerosi studenti provenienti da tutto il mondo, alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi, organizzata da associazioni e organizzazioni di Palermo che hanno scelto di portare anche in Sicilia la manifestazione che sta attraversando tutta l'Europa. L'obiettivo è chiedere più diritti per i migranti, i rifugiati politici e i richiedenti asilo. 
Per prepararsi all'evento del 10 settembre (ore 19, piazza Verdi) numerosi ragazzi della Scuola hanno preso carta e penna e hanno tradotto in tante lingue la frase di adesione alla manifestazione: arabo, bangladese, mandinka, giapponese, cinese, turco, francese, inglese. 
Tra i giovani traduttori anche “minori stranieri non accompagnati”, ragazzi sbarcati senza famiglia sulle coste italiane e inseriti gratuitamente nelle classi di lingua italiana della scuola. 
“Insieme, Giovedì 10 settembre, con tanti cittadini di Palermo, cammineremo a piedi nudi in segno di solidarietà con i migranti, i rifugiati, i richiedenti asilo, per una Europa senza muri”. Questa la frase scelta dagli studenti e le traduzioni si possono trovare nell'evento facebook creato dalla Scuola “ItaStra aderisce alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi” (link: https://www.facebook.com/pages/Marcia-delle-donne-e-degli-uomini-scalzi-Palermo/904616626298425?fref=ts )

"In questi anni migliaia di giovani, donne, uomini, molti dei quali in fuga dalle guerre e dalla fame, tanti arrivati sulle coste italiane da soli ancora adolescenti, hanno condiviso le loro storie e le loro lingue presso la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo - scrive la Scuola di lingua italiana per Stranieri - Dentro e fuori le classi di italiano, ragazzi asiatici e africani, donne dell’Europa dell’est e rifugiati, studenti e docenti dell’Ateneo, hanno costruito insieme quel sentire comune che in questi giorni in tutta Europa sta scendendo per le strade per dire no ai respingimenti e sì all’accoglienza e alla solidarietà"