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RICERCA/Su “Cell Trasplantation” lavoro di ricercatori Unipa

14-lug-2011

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Il lavoro dal titolo “In vitro generation of pancreatic endocrine cells from human adult fibroblast-like limbal stem cells”, descrive le modalità attraverso le quali una nuova popolazione di cellule staminali umane ottenute dal limbo corneale, dopo essere state isolate e caratterizzate, sono state indirizzate attraverso complesse metodologie verso la differenziazione in cellule beta pancreatiche, capaci di produrre insulina in risposta a stimoli specifici. Il lavoro, sulla cui metodologia grava un brevetto italiano ed internazionale dell’Università di Palermo, ha come autori solo ricercatori palermitani, medici e  biotecnologi (di ruolo e non - dottorandi ed assegnisti di ricerca) che sono stati coordinati da Carla Giordano, Associato di Endocrinologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Il lavoro già noto nel circuito internazionale da pochi addetti, ha ritardato la sua pubblicazione al fine di favorire il deposito del brevetto. La rivista su cui verrà supplicato è nel ranking internazionale  la prima su 24 per Impact Factor (IF) tra le riviste sui trapianti e terza su 12 per l’ingegneria tissutale e cellulare.
“Il lavoro trova la sua originalità – spiega Carla Giordano – sul fatto che una sottoclasse di cellule staminali limbari è stata identificata e caratterizzata ed usata per raggiungere lo scopo di produrre insulina in modo fisiologico, ovvero dopo stimolazione con glucosio o farmaci insulino - secretori. La risposta è risultata soddisfacente e soprattutto la quantità di cellule staminali insulino - producenti è la migliore in assoluto rispetto ai dati già pubblicati in letteratura, anche se paragonata a quella ottenuta da cellule embrionarie. Un altro vantaggio di grande importanza è legato alle caratteristiche delle cellule limbari corneali, ovvero il fatto che quest’ultime non esprimono antigeni di istocompatibilità  e quindi è ipotizzabile che l’uso futuro di queste cellule per trapianto in vivo non debba tener conto di tale parametro (ovvero qualsiasi donatore  può essere utilizzato, vivente o cadavere). La procedura di prelievo è molto semplice ed indolore, e pertanto rende possibile anche prelevare le cellule limbari dallo stesso soggetto diabetico. Le cellule analizzate sono simil - fibroblastiche e crescono in coltura in modo estremamente rapido pur mantenendo intatte le loro caratteristiche cromosomiche (altro grande vantaggio)”.
Gli esperimenti dovranno proseguire e le prime prove dovranno essere effettuate sul modello animale (topo o altri animali  di piccola taglia, quali il maialino), prima di passare all’uomo.  In parte ciò si sta realizzando, ma con gravi difficoltà logistiche. “Il futuro di questo lavoro è destinato probabilmente ad essere svolto all’estero – aggiunge Giordano – dove i giovani ricercatori coautori del brevetto e protagonisti del lavoro, si sono già trasferiti per poter proseguire il loro percorso culturale. Il mio auspicio è che coloro che sono stati allertati al rientro dei cervelli, possano fermare l’esodo dei giovani meritevoli che sono stati capaci di giungere a siffatti risultati. Inoltre bisogna aggiungere, la carenza  di finanziamenti pubblici e privati che sembra tagliare in modo inesorabile le prospettive di sviluppo della ricerca sulle cellule staminali. Basti pensare che stiamo ancora aspettando nel 2011 i PRIN 2009 banditi nel 2010”.