Salta al contenuto principale
Passa alla visualizzazione normale.

RICERCA/Studio ricercatori Unipa sulla rinite allergica e non allergica

11-giu-2012

Ascolta

“Tra le malattie allergiche IgE-mediate, la rinite allergica è la forma clinica a maggiore prevalenza nella popolazione generale. Volendo semplificare al massimo, esistono due forme di rinite una allergica ed un’altra non allergica. La rinite allergica può essere stagionale, cioè presentarsi solo o prevalentemente durante una o due stagioni, o essere aperiodica cioè non riconoscere alcuna stagionalità. Gli allergeni responsabili della rinite allergica stagionale sono i pollini anemofili di alcune piante che sono presenti nel territorio dove il paziente vive. In Sicilia, tra i pollini responsabili della rino - congiuntivite allergica ricordiamo: le graminacee, i cui pollini si ritrovano nei mesi primaverili (marzo - giugno), le composite, i cui pollini si riscontrano a fine estate ed inizio autunno (agosto-settembre), la Parietaria, i cui pollini sono presenti praticamente tutto l’anno, ma con un notevole aumento in primavera ed in autunno, il polline d’olivo che si riscontra invece soltanto nei mesi primaverili, da aprile ai primi di giugno, ed infine il polline del Cipresso che si trova nei mesi invernali, da dicembre ad inizio marzo. Nella provincia di Trapani vi è un altro polline quello della salsola kali che si ritrova da aprile a fine maggio”.
E’ quanto afferma Gabriele Di Lorenzo, docente presso il Dipartimento di Dipartimento di Medicina Interna e Specialistica (DIMIS), il quale aggiunge: “E’ ovvio che queste sono notizie generiche, ma oggi il paziente allergico è maggiormente informato, trovando sia nelle farmacie di Palermo che sul sito dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo (www.policlinico.pa.it) il calendario settimanale dei pollini che viene fornito da un Gruppo di esperti del settore aerobilogico siciliano, che fanno parte nell’ambito del Progetto “Aerobiologia e Patologia Umana da immunoreazione di I tipo”, promosso dalla AOUP”.
Le riniti non stagionali possono essere imputate ad allergeni che si ritrovano negli appartamenti come gli acari della polvere di casa o forfore degli animali domestici, gatto, cane, coniglio e criceti. Oltre la rinite allergica vi sono altre forme di rinite, che pur presentando gli stessi sintomi, non riconoscono un meccanismo allergico, e che fanno parte dell’ampio e meno noto capitolo della rinite non allergica.  
“Per i motivi esposti – continua Di Lorenzo – è più facile pensare che tutte le forme di rinite siano di natura allergica ma in realtà non è così, circa il 30% dei pazienti con rinite non è allergico. Oggi il costo di un percorso diagnostico allergologico completo è di circa 170 euro. Il paziente spesso rinuncia a sottoporsi agli accertamenti e preferisce affidarsi ad una terapia in più delle volte frutto di notizie pubblicitarie o fornite da un amico che ha gli stessi problemi. Il Medico di Medicina Generale, che ha un ruolo centrale nella gestione di un paziente, non dispone ad oggi di mezzi scientificamente validati per consigliare, ad un paziente con sintomi nasali se sia necessario o meno sottoporsi ad un test diagnostico  allergologico”.
Nel 2010, la dott.ssa Maria Stefania Leto - Barone ha discusso una tesi dal titolo “Valutazione di un questionario ed identificazione dei fattori di rischio per la diagnosi della rinite allergica”, nella Scuola di Specializzazione di Medicina Interna, allora diretta dal prof. Maurizio Averna, relatore il prof. Gabriele Di Lorenzo. La tesi è stata poi oggetto di pubblicazione in una Rivista Internazionale del settore allergologico. Nel 2011 la dott.ssa Leto - Barone è stata ammessa al Dottorato di Biopatologia, di cui è Direttore il prof. Calogero Caruso, con un Progetto di Ricerca sulla Rinite, ed in particolare sui fattori predittivi utili ad identificare i pazienti con probabile rinite allergica, con tutor il prof. Gabriele Di Lorenzo. Si è quindi costruito, attraverso l’esame di centinaia di cartelle cliniche dell’Ambulatorio di Allergologia ed Immunologia Clinica (Responsabile Gabriele Di Lorenzo) dell’U.C. di Medina Interna (Direttore Giuseppe Montalto), un algoritmo da cui è derivato un questionario, al quale ha collaborato anche l’Ingegnere Valerio La Cagnina, Ricercatore della Facoltà di Economia dell’Università di Palermo. “Attraverso questo questionario sono stati valutati, in un altro Centro Allergologico – afferma Maria Stefania Leto – Barone – pazienti con rinite, verificandone l’alta sensibilità (92%) e l’alta specificità (93%), e quindi dimostrando l’ottima concordanza del risultato dell’algoritmo con la positività e con la negatività dei test allergologici (k = 0.86). L’alta prevalenza della rinite allergica nella popolazione generale (~25%), i costi della diagnostica allergologica, il momento di difficoltà economica in cui si trovano i pazienti, ma soprattutto la necessità dei pazienti con sintomi nasali, che se non adeguatamente curati possono andare incontro a complicanze locali (per esempio sinusiti) o a distanza (asma bronchiale), ci hanno indotto a stimare il valore probabilistico del questionario, nella popolazione generale, cioè la capacità di identificare pazienti con sintomi nasali che devono eseguire accertamenti allergologici e pazienti con sintomi nasali che non hanno necessità di eseguire i test allergologici”.
Dall’analisi dei risultati, il Gruppo di studio, coordinato da Gabriele Di Lorenzo, spera di poter ricavare per il Medico di Medicina Generale uno strumento valido che sia in grado di selezionare, non sottovalutando e non sopravalutando, la necessità di eseguire un test allergologico.
“E’ chiaro che il questionario non può sostituire l’Allergologo – conclude Di Lorenzo - perché la diagnosi etiologica della rinite, cioè l’identificazione degli allergeni responsabili dei sintomi nasali avverrà sempre attraverso i test allergologici, che devono essere eseguiti, interpretati e verificati dall’Allergologo, ma potrà evitare l’esecuzione di test inutili. In questo momento di recessione la possibilità di un risparmio diretto ed indiretto per il paziente e per il sistema sanitario è sicuramente economicamente importante”.