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Programma Formativo

12-apr-2013

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Il Dottorato, supportato dalle Facoltà di Architettura e di Ingegneria, ha iniziato l’attività nell’A.A. 1999-2000 in concomitanza con il XIV ciclo dei Dottorati, continuando poi con i cicli XV, XVI, XVII e XVIII. Esso si caratterizza per la sua pluridisciplinarietà. Il nucleo scientifico più consistente è costituito dalle discipline tecnologiche, che tradizionalmente hanno sostenuto la tematica del recupero come ricerca di strategie, condizioni e modalità per il riacquisto di beni che versano in stato di abbandono o di forte precarietà, tuttavia, intorno a tale nucleo, si articolano altre aree disciplinari, quali la compositiva, l’economica, l’urbanistica, la strutturale e l’impiantistica.

Motivazioni
Dalla crisi degli anni Settanta ad oggi, è possibile notare sia una più ampia ricerca scientifica sui beni culturali e ambientali, sia un maggiore interesse del pubblico verso i contesti antichi; significativo, anche dal punto di vista finanziario. Con il termine contesti antichi ci riferiamo a quegli insiemi architettonici ed ambientali a forte connotazione storica, che risultano stratificati da antica data, spesso sovrapposti, e che occupano ambiti extra-urbani ed urbani. Tali siti secondo le più recenti acquisizioni culturali, sono luoghi in cui è necessario il confronto disciplinare fra l’archeologia, l’architettura, la museologia, l’urbanistica, la geografia, l’economia e la tecnologia; ciò non solo per la conoscenza, ma anche per la conservazione, la valorizzazione e la fruizione di questi beni culturali e ambientali. Per avviare un “approccio congiunto” nella Regione Sicilia, tanto ricca di queste risorse, si è proposto di attivare questo Dottorato di Ricerca, che si riferisce ai contesti antichi, comprendenti sia i siti come aree, vincolate o vincolabili, di forte e stratificata connotazione storica, sia quelle adiacenze che sono necessarie alla tutela ed alla fruizione; comunque aree di ambito extra-urbano ed urbano.

Obiettivi
Il proposto “recupero” dei Contesti Antichi si traduce nella rivitalizzazione, nella fruizione, nella musealizzazione, nella gestione e nell’esercizio, con effetti o ricadute di carattere sia culturale che sociale ed economico. Così, coerentemente alle effettive esigenze della comunità scientifica mediterranea ed alle richieste produttive del nostro Paese, questo Corso di Dottorato mira ad una elevata formazione dei neo-laureati in Architettura e in Ingegneria con i seguenti obiettivi:
- contribuire, con analisi tecnologiche legate ai processi formativi, alla conoscenza, complessa e pluridisciplinare, che i contesti antichi richiedono per il recupero, la valorizzazione, la conservazione e la fruizione;
- integrare la cultura umanistica, già consolidata, con la cultura scientifica, tecnologica e ambientale;
- determinare, con opportune analisi, criteri, parametri e stime per una conservazione duratura ed adeguata, sia al degrado, sia al contesto specifico;

Riferimento territoriale e legislativi
Per i luoghi di riferimento territoriale, si assumono quelli di ambito mediterraneo, di cui all’Objective 1 Regions in the TMR Programme 1994-1998 of European Commission. Dal punto di vista legislativo, la proposta converge con il programma-piano di formazione, volto alla preparazione di personale tecnico, scientifico e gestionale, coerentemente con le finalità del D.P.C.M. 11/12/1995 sulla “valorizzazione dei beni culturali e ambientali”.