Salta al contenuto principale
Passa alla visualizzazione normale.

Mille migranti all’Università di Palermo

4-giu-2018

Il progetto “La forza della lingua. Percorsi di inclusione per soggetti fragili”, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 si chiude con un grande evento fatto di tanti pezzi e tanti protagonisti dei 14 lunghi e intensi mesi fatti di lingua, di arte, di innovazione culturale e didattica.

La Scuola di Lingua italiana dell’Ateneo di Palermo festeggia il successo di numeri e qualità con Igor Scalisi, Yousif Latif Jaralla, le foto, i disegni, i libri serigrafati frutto di sei laboratori di arte e narrazione condotti dagli artisti Federico Lupo, Giuseppe Mistretta, Rita Casdia e Gaetano Cipolla.

Igor Scalisi presenta al pubblico una enorme installazione pittorica che riassume il lavoro svolto con i più piccoli partecipanti del progetto (gli studenti della scuola primaria Perez-Calcutta, che insieme a lui hanno dipinto l’opera); Yousif Latif Jaralla con una nuova storia: Amadou nella pancia della balena, storia di sconfitti, di chi non ce l’ha fatta. L’installazione di Scalisi e la narrazione di Jaralla segnano i confini di questo gigantesco progetto, l’una guarda al futuro, i piccoli studenti migranti di una scuola della città l’altro, ci ricorda che progettare in Sicilia, a Palermo, lo si può fare in modo giusto partendo dagli ultimi, dai più fragili, da chi non ce l’ha fatta.

1000 migranti, uomini e donne, giovani e bambini, inclusi nei tanti percorsi del progetto; 3000 ore di corsi di lingua, formazione e laboratori di arte; 150 migranti giunti in Italia privi di scrittura oggi alfabetizzati; 200 donne e 300 minori stranieri non accompagnati appartenenti alle tante comunità migranti della città oggi in grado di far fronte ai bisogni di comunicazione nei contesti di vita più urgenti; 130 certificazioni Cils di livello A2 utili per il rilascio del permesso di soggiorno UE di lungo periodo e poi ancora bambini, studenti delle scuole palermitane, formazione di docenti, di volontari, di educatori. “Tutto questo - chiosa Mari D’Agostino, direttrice di ItaStra e responsabile del progetto - ci dice quanto sia grande il bisogno di formazione della popolazione migrante a Palermo, e in particolare di partecipazione a percorsi di inclusione che abbiano al centro la lingua (o meglio le lingue)”.

Tutto questo sarà presentato alla festa conclusiva del progetto insieme al corposo volume La forza delle lingue, nella migrazione e nella inclusione (in allegato uno specimen) che racconta 14 mesi di intenso lavoro e prefigura un modello di inclusione a 360 gradi. I vari momenti del percorso progettuale verranno documentati dalle fotografie di Antonio Gervasi.

Insieme a ItaStra hanno partecipato i partner del progetto: Comune di Palermo, Centro Astalli, Cpia Palermo 1, Cooperativa Libera…Mente”.

Durante la serata è stato ricordato uno dei nostri studenti Musa, di 18 anni, scomparso la scorsa settimana, e verranno raccolti fondi per riportarlo dai suoi genitori in Gambia.

“Questo enorme lavoro – prosegue la direttrice di ItaStra - che ha superato ampiamente tutti gli obiettivi che il progetto si era dato, sia per numero di corsi attivati, per numero di partecipanti, per ore di formazione a vario titolo erogata, e per tanto altro ancora, non sarebbe stato possibile se non all’interno di una realtà universitaria che ha costituito negli anni un punto di riferimento nazionale e internazionale nella formazione, nella ricerca e nella didattica dell’italiano L2 e, nello stesso tempo, ha creato una rete vastissima di soggetti diversi con i quali la collaborazione è, anche in questo caso, quotidiana: dal Comune di Palermo, alle istituzioni scolastiche, alle comunità di accoglienza, alle associazioni di volontariato”.

Info: Scuola di lingua italiana per Stranieri - Università di Palermo - Sito ufficiale: www.unipa.it/strutture/scuolaitalianastranieri/ - Pagina FB: www.facebook.com/itastra/