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Laboratorio Materiali Plastici e Bioplastici

6-mag-2013

 

 

I polimeri termoplastici e le bioplastiche sono materiali adoperati per usi che vanno dagli imballaggi, alle applicazioni in agricoltura, a dispositivi biomedicali. Il laboratorio offre diverse possibilità di prove e tipologie di lavorazione per una completa caratterizzazione di questi materiali.

1. Prove reologiche

Le prove reologiche si propongono di studiare il comportamento di un materiale allo stato fuso/fluido sottoponendo il materiale a diversi regimi di moto (es. tagli, elongazionale). Esse sono particolarmente importanti per la regolazione di parametri di lavorazione di polimeri termoplastici e materie bioplastiche (estrusione, filatura, filmatura, stampaggio ma anche per determinare/prevedere le proprietà finali di un manufatto o studiarne la durabilità.

2. Prove di Lavorazione

Le prove di lavorabilità sono essenziali in fase di progettazione di un manufatto o di scelta di un'apparecchiatura. Utilizzando piccole quantità e opportune apparecchiature a scala di laboratorio è possibile, infatti, ottenere tutte le informazioni sul comportamento della plastica o bioplastica nelle future condizioni di esercizio su scala industriale.

3. Prove di resistenza all'irraggiamento solare

Esposti alle radiazioni luminose, i materiali polimerici subiscono cambiamenti spesso significativi. Tale tipo di degradazione (fotodegradazione) può essere seguita vantaggiosamente nel nostro laboratorio, tramite apparecchiatura QUV basata su una tecnologia consolidata nell'invecchiamento accelerato che sfrutta raggi ultravioletti ad alta energia.

4. Prove meccaniche e termiche

Le prove meccaniche, eseguite imponendo sollecitazioni "semplici" (es. trazione, flessione) consentono di ottenere un quadro estremamente preciso su come dimensionare un oggetto, sulle sue possibilità di applicazione, sulla sua idoneità in uno specifico campo.

Le prove termiche si propongono di studiare il comportamento del materiale ad elevate temperature. In particolare, le prove calorimetriche danno informazioni sul comportamento del materiale alla transizione vetrosa e alla fusione/cristallizzazione, quelle termomeccaniche combinano gli effetti termici a quelli meccanici.

5. Prove strutturali e morfologiche

Basate sul riconoscimento di specifici gruppi chimici che vibrano ad energie caratteristiche, i metodi spettroscopici consentono di determinare la composizione chimica di una plastica o bioplastica, seguire le variazioni che essa subisce nel tempo (ad es. ad opera di degradazione termica o fotodegradazione) o valutarne la trasparenza.