Salta al contenuto principale
Passa alla visualizzazione normale.

Scienze per la Promozione della Salute e Materno Infantile "G.D'Alessandro"

MED/42 Igiene generale e applicata

 

Docenti afferenti al settore MED/42

 

Alessandra Casuccio

Professore Ordinario

Francesco Vitale

Professore Ordinario

Maria Fatima Massenti

Professore Associato

Maria Valeria Torregrossa

Professore Associato

Giuseppe Calamusa

Ricercatore

Claudio Costantino

Ricercatore a t.d. (art. 24 comma 3-a L. 240/10)

Alberto Firenze

Ricercatore

Carmelo Maida

Ricercatore

Walter Mazzucco

Ricercatore

Fabio Tramuto

Ricercatore

 

Attività Operative nell’ambito del settore

Epidemiologia clinica con Registro Tumori di Palermo e provincia (Responsabile: Prof. Francesco Vitale) - Centro di Riferimento Regionale per la sorveglianza epidemiologica, l’isolamento e la genotipizzazione virale del morbillo e della rosolia congenita; Centro di Riferimento Regionale per la Sorveglianza Virologica dell’Influenza; Registro Tumori della di Palermo e provincia.

Prevenzione e Sorveglianza Infezioni Ospedaliere (Responsabile Prof. Maria Valeria Torregrossa)

Risk Management e Internazionalizzazione (Responsabile: Dott. Alberto Firenze)

Controllo Igiene Ospedaliera (Responsabile: Dott. Lucia Cannova)

Centro Enterobatteri Italia Meridionale (CEPIM) e Centro di Riferimento Regionale per la Sorveglianza e la tipizzazione molecolare di M. tuberculosis (Responsabile: Prof. Caterina Mammina)

Laboratorio di analisi delle acque (Responsabile: Dott. Carmelo Maida)

  

Cenni storici

1805 – Nasce in embrione il primo Istituto d’Igiene presso la Regia Università degli Studi di Palermo, che grazie a Angelo Celli, occupa alcuni locali della Casa di S. Giuseppe dei Teatini con apparecchiature per ricerche di interesse della pubblica salute e di insegnamento agli studenti.

1893 – Quando venne chiamato alla Cattedra di Igiene il Prof. Luigi Manfredi, si ebbe un grande impulso verso la vera fondazione dell’Istituto di Igiene. Egli propose al Rettore del tempo di potere utilizzare i locali dell’ex Monastero delle Ree pentite in Via Divisi. In tale struttura il Prof. Manfredi realizzò un’aula per l’insegnamento e dei locali per attività pratiche di studio. Tra questi, un laboratorio di Chimica applicata all’Igiene specialmente per il controllo della potabilità delle acque e per le esigenze dei servizi di vigilanza igienica da parte del Comune e della Provincia sugli alimenti e bevande.

1945 – Da questo anno, prima con il Prof. Buonomini e poi con il Prof. D’Alessandro, si ebbe una fase di ricostruzione dei locali e di realizzazione di nuove strutture fondamentali per la ricerca e l’insegnamento. L’Istituto si dotò di un moderno laboratorio di Batteriologia, di Sierologia, di locali per lo studio di parassiti malarici e degli anofeli e di un efficiente laboratorio di Chimica e d’analisi Chimico-cliniche; nel corso degli anni si arricchì di una moderna e ricca biblioteca e di nuovi laboratori di Virologia e di Microscopia elettronica.

1966 – Venne completato il nuovo Istituto d’Igiene presso la Via del Vespro, con ampi spazi dedicati alle attività di ricerca e di didattica e uno grande stabulario. L’opera è stata definita “neorazionalista” per l’utilizzazione di una tipologia innovativa con l’adozione del “curtain wall”. L’edificio comprendeva tre elevazioni più un seminterrato dove è stato realizzato un moderno laboratorio per le ricerche sui virus HIV e su quelli dell’epatite.

 

Linee storiche di studio e di ricerca

È lusinghiero che la storia dell’Igiene a Palermo abbia inizio con la presenza, nel corso dei primi anni, di tre illustri Maestri che si sono succeduti dal 1865 al 1893. Ciascuno di loro ha lasciato un segno concreto, con riflessi anche in campo nazionale ed internazionale, per gli studi condotti e per l’impostazione data alla materia nella fase iniziale.

Corrado Tommasi Crudeli. Venne a Palermo nel 1865 vincitore della Cattedra d’Anatomia Patologica ma ben presto s’indirizzò verso l’Igiene. Così diresse la campagna contro il colera e condusse fondamentali studi sull’agente responsabile della malaria e sull’agente patogeno della difterite. Dell’Igiene Egli disse:”… è diventata una materia universale che dà l’impronta sua a tutta la medicina moderna”.

Angelo Celli. Vincitore del concorso nel 1886, arrivò a Palermo a ventinove anni, vi rimase per due, ma in questo breve periodo ebbe modo di far valere le sue doti d’organizzatore, scienziato e Maestro. Organizzò in pochi locali un Istituto d’Igiene dotandolo di tutte le attrezzature disponibili per quel tempo. Invitato dal Comune di Palermo, organizzò un Centro per la profilassi contro la rabbia. Si occupò dello studio di diverse malattie infettive come la meningite cerebrospinale, il colera asiatico e la dissenteria. Ma l’impegno scientifico maggiore fu nel campo della malaria e in questo indirizzò la maggior parte delle sue ricerche. Nel 1889 descrisse il parassita malarico della terzana maligna. Furono sue le prime osservazioni della trasmissione della malaria con le zanzare a cui seguì la prima campagna di lotta antimalarica a Palermo.

Luigi Manfredi. Fondatore dell’Istituto di Igiene, può essere considerato il Padre dell’Igiene a Palermo. Vinse la Cattedra di Igiene a Palermo nel 1893. Notevoli furono i suoi studi sull’importanza della contaminazione della superficie stradale delle grandi città, dal punto di vista dell’igiene e dell’ingegneria sanitaria, nonché l’inquinamento del suolo a Napoli in rapporto alla pavimentazione stradale. Questi lavori furono tradotti in varie lingue, ebbero larga notorietà e furono basilari nella scelta della pavimentazione stradale e la trasformazione delle immondizie in concime utile all’agricoltura.

Dopo l’uscita di scena del Prof. Manfredi, fu chiamato a ricoprire la Cattedra il Prof. Mario Mazzeo nel 1934. Il suo impegno scientifico fu indirizzato verso gli studi sulla tubercolosi, sulla malaria, sulla brucellosi.

Nel 1939 subentrò il Prof. Giulio Buonomini, che nonostante le enormi difficoltà incontrate, specialmente nel periodo dei bombardamenti, svolse un’intesa attività di ricerca verso lo studio della composizione antigenica della S. Typhi e nella preparazione di vaccini antitifici. Si occupò delle tossinfezioni alimentari da Salmonella e le sue ricerche furono basilari ed esposte al Congresso Nazionale d’Igiene a Palermo nel 1948. Successivamente, grazie anche al Prof. Mariano Cefalù, l’Istituto d’Igiene divenne sede del Centro per lo studio degli Enterobatteri patogeni dell’Italia meridionale e si occupò di alcuni episodi epidemici di febbre tifoide e dell’identificazione e tipizzazione di tutti i ceppi di Enterobatteri isolati nel sud dell’Italia.

Gli anni compresi tra il 1940 ed il 1970 sono molto importanti per l’Igiene perché maturano indirizzi nuovi della Medicina con la scoperta di nuovi farmaci e di nuove sostanze antiparassitarie e si delinea una nuova organizzazione sanitaria. Il laboratorio di Malariologia dell’Istituto s’indirizza verso lo studio dell’azione insetticida del D.D.T. e degli insetticidi clorurati sulle mosche e sulle diverse specie d’anofeli identificate nelle varie zone. Viene scoperto il primo caso di resistenza delle mosche al D.D.T. e viene dimostrata la trasmissibilità delle resistenze dell’insetto adulto alla progenie attraverso le uova. L’Istituto d’Igiene diventa il punto di riferimento per l’organizzazione della campagna contro le mosche, le zanzare e gli altri insetti. Le ricerche per identificare possibili casi di resistenza vengono estese ed i risultati divengono oggetto di attenzione da parte dell’O.M.S. per la quale l’Istituto d’Igiene diventa Centro di riferimento. La Prof. Alessandra Lavagnino effettua la mappatura dei flebotomi, vettori di Leishmania nel palermitano. Sotto la guida del Prof. Giuseppe D’Alessandro, gli indirizzi di ricerca si sviluppano da un lato nel campo sierologico ed immunologico specialmente nel settore della sierologia della sifilide e dall’altro nello studio degli enterobatteri patogeni e dei virus enterici insieme alla Prof. Rosaria Comes. Uno degli aspetti più significativi di quel periodo è stata la scoperta della reazione dell’acido b-fenilpropionico negli enterobatteri, contemporaneamente messa in evidenza da ricercatori giapponesi dell’Istituto Pasteur di Parigi. Questa reazione ha permesso l’identificazione di stipiti di Shigella e di E. coli. Si sviluppa, altresì, lo studio della malaria nel campo biologico, naturalistico e sociale. Le ricerche nel campo dell’Igiene si svilupparono ulteriormente con il contributo del Prof. Antonino Gullotti, nel campo dell' Igiene ambientale, e con il Prof. Luigi Dardanoni si indirizzarono allo studio della sierologia della sifilide e alla struttura antigenica del Treponema pallidum, oltreché ai problemi dell’inquinamento atmosferico e all’epidemiologia nel campo delle malattie cronico-degenerative.

 

Dal 1980 la comparsa sulla scena epidemiologica mondiale di nuovi virus, quali in particolare quello responsabile dell’AIDS, indirizza verso questo settore il Prof. Nino Romano, il quale organizza nell’Istituto un nuovo laboratorio che diventa presto il Centro di Riferimento per la diagnosi sierologica dell’AIDS in seno alle attività assistenziali dell’A.O.U.P. “P. Giaccone”. Le sue ricerche più significative riguardano lo studio delle componenti antigeniche del virus HIV e delle sue varianti. In quegli anni, nasce in seno alla sezione d’Igiene dell’ormai Dipartimento di Igiene e Microbiologia il Registro Tumori della Provincia di Palermo.

 

Linee attuali di studio e di ricerca

HHV8 e Sarcoma di kaposi classico

Prevenzione primaria e secondaria (Vaccini, screening oncologici)

Epidemiologia delle malattie infettive

Epidemiologia e sorveglianza delle malattie non infettive

Determinanti di salute di popolazione

Igiene degli alimenti e dell’ambiente

Organizzazione Sanitaria e Risk management

Infezioni correlate all’assistenza sanitaria e sociosanitaria

Medicina dei viaggi e delle migrazioni

Statistica sanitaria

 

Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva

Direttore: Prof. Francesco Vitale