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UniPa informa sui rischi di Infezione da Coronavirus "2019-nCoV"

6-mar-2020

I focolai di nuove infezioni virali sono sempre fonte di preoccupazione per la salute pubblica. Il rischio derivante da questi focolai dipende dalle caratteristiche del virus, compreso se e in che misura si diffonde tra le persone, dalla gravità della malattia risultante e dalle misure mediche o di altro tipo disponibili per controllare l'impatto del virus (ad esempio vaccino o farmaci di trattamento). Un focolaio di malattie respiratorie causato da un nuovo coronavirus (chiamato "2019-nCoV") che è stato rilevato per la prima volta in Cina nella città di Wuhan, provincia di Hubei, e continua ad espandersi al di fuori della provincia. Infezioni con 2019-nCoV sono state segnalate anche in un piccolo numero di località internazionali. 

In questo contesto, in cui la diffusione mediatica dell’informazione sull’infezione spesso assume caratteri sensazionalistici più che scientifici rievocando i precedenti della SARS e della MERS e ipotizzando scenari di diffusione mondiale, riteniamo doveroso che la comunità Accademica del nostro Ateneo, caratterizzato dalla presenza di studenti e docenti che vengono da ogni parte del mondo, inclusa la Cina e l’Estremo Oriente, assuma un atteggiamento responsabile, attento e non discriminatorio. 

Contesto generale 

Il 31 dicembre 2019, le autorità sanitarie cinesi hanno notificato un focolaio di casi di polmonite ad eziologia non nota nella città di Wuhan (Cina). All'inizio, molti dei pazienti dell'epidemia di Wuhan, in Cina, avrebbero riferito di avere qualche legame con un grande mercato di frutti di mare e animali, suggerendo una diffusione da animale a persona. Tuttavia, secondo quanto riferito, un numero crescente di pazienti non ha avuto esposizione ai mercati degli animali e vi sono prove che si stia verificando una diffusione da persona a persona. Al momento, non è chiaro quanto questo virus si diffonda facilmente o in modo sostenibile tra le persone. 

Il 9 gennaio 2020, il China CDC ha identificato un nuovo coronavirus (2019-nCoV) come causa eziologica di queste patologie. Le autorità sanitarie cinesi hanno inoltre confermato la trasmissione inter-umana del virus. 

Al 26 gennaio 2020 l' ultimo report OMS (n.6) indica, nel mondo, 2014 casi confermati per il nuovo coronavirus (2019-nCoV) di cui 1985 sono stati segnalati dalla Cina 29 casi sono stati segnalati in altri Paesi; 26 di questi avevano una storia di viaggio a Wuhan. In totale 324 casi sono risultati gravi e 56 sono morti. Tuttavia ogni giorno aumentano le casistiche relative ai casi e ai decessi.

In base ai dati di contesto generale si ritiene utile fornire alla Comunità Accademica ulteriori informazioni riguardo i rischi e le possibili strategie di prevenzione tramite alcune domande e risposte, in gran parte tratte dal sito dell'Istituto Superiore di Sanità:

Sintomi 

I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, che una forma più grave di malattia. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale. 

Una forma inizialmente lieve può progredire in una forma grave, soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche preesistenti, come ipertensione e altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie; anche le persone anziane potrebbero essere più suscettibili alle forme gravi. La frequenza di morte è stimata dal CD attorno a 3-4 ogni 1000 casi di infezione sintomatica. 

Sono possibili anche casi asintomatici di infezione con 2019-nCoV. 

Quali sono le persone a rischio?

Oggi persone a rischio sono considerate quelle che nei quindici giorni precedenti si sono recate nelle zone coinvolte e che manifestano una sintomatologia simile alle infezioni delle alte vie respiratorie, quali febbre, tosse, dolore muscolare ed affaticamento. 

Quali comportamenti bisogna adottare per prevenire il rischio di contagio?

In questa fase dell’anno ci troviamo nel picco della diffusione dell’infezione influenzale (che nei soggetti non vaccinati ha una mortalità stimata di 1 su 1000). I comportamenti da adottare sono gli stessi che prevengono comunemente anche l’influenza. La prevenzione ha regole universali come lavarsi le mani frequentemente, starnutire e tossire coprendo le vie aeree (narici e bocca, con un fazzoletto possibilmente monouso o con il gomito flesso), evitare contatti ravvicinati con persone malate. Le conoscenze di cui disponiamo al momento ci dicono che la trasmissione di questo virus avviene prevalentemente per contatto tra le persone e non per via alimentare. Dunque in questo momento in Italia si può andare a mangiare in un ristorante cinese e avere contatti con persone di qualunque provenienza geografica senza alcun effettivo rischio di contagio con 2019-nCoV.

I prodotti made in China in vendita possono trasmettere il virus?

Al momento non ci sono evidenze che questo tipo di infezione si trasmetta attraverso oggetti inanimati, come giocattoli, vestiario o altre tipologie di materiale. Non ci sono quindi restrizioni ad acquisti di merci provenienti dall’Oriente. 

Cosa sta facendo il nostro Paese?

Il Servizio Sanitario Nazionale è pronto per affrontare questo tipo di emergenza. I siti del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità hanno creato appositi spazi che vengono continuamente aggiornati con le informazioni sull’infezione. In caso di sintomi al rientro di un viaggio nelle zone colpite bisogna rivolgersi alle strutture sanitarie. Il 25 gennaio u.s. il Ministro della Salute ha chiesto alle Regioni di costituire un Gruppo di Lavoro al fine di garantire una corretta comunicazione, individuazione e gestione di eventuali casi sospetti di polmonite da nuovo coronavirus. In Sicilia l'Assessorato alla Salute ha convocato il 28.01.2020 un tavolo tecnico per la costituzione di tale Gruppo di Lavoro.

Ci sono rischi nelle nostre strutture didattiche?

Le persone a rischio sono esclusivamente quelle che si sono recate nelle zone coinvolte dall’epidemia negli ultimi quindici giorni. Quindi tutte le persone che non rientrano in questa categoria compresi i componenti della comunità cinese, o di origine cinese, che frequentano le nostre strutture didattiche o coabitano con altri studenti, non presentano rischi di contagio. Non possono e non debbono dunque sussistere restrizioni di alcun genere alla frequenza o ai contatti interpersonali basate su un ipotetico rischio di contagio. 

A chi rivolgersi?

Innanzitutto al proprio Medico di Medicina Generale (MMG) che saprà valutare i sintomi presenti, il grado di rischio individuale e la probabilità che un infezione respiratoria acuta sia causata da virus influenzale o da altro. Nel caso di sintomi più severi, e su indicazione del MMG, alle strutture sanitarie infettivologiche di tutti gli ospedali siciliani che sono in rete con i reparti di Malattie Infettive dell'Ospedale "Spallanzani di Roma e con il "Sacco" di Milano. Presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone”, al laboratorio di sorveglianza regionale per le l'influenza (UOC di Epidemiologia Clinica) già nei prossimi giorni sarà messo a punto il test, approvato dall'Istituto Superiore di Sanità in Roma, per il rilevamento di 2019-nCoV mediante tampone faringeo esclusivamente su richiesta di reparti di Malattie Infettive per soggetti che abbiano realmente i criteri clinici ed epidemiologici di rischio.

prof. Antonio Craxì, P.O. di Gastroenterologia, AOUP "Paolo Giaccone" di Palermo

prof. Francesco Vitale, P.O. di Igiene e Med. Preventiva, AOUP "Paolo Giaccone" di Palermo


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