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STUDENTI/Obbligatora l’iscrizione part-time ai corsi dell’Università di Palermo

25-nov-2012

L’iscrizione part-time ai corsi dell’Università di Palermo diventa obbligatoria per gli studenti che nell’anno precedente non abbiano sostenuto esami per almeno 12 crediti formativi (Cfu). La decisione, assunta dal Senato accademico dell’Ateneo, è valida a partire dall’attuale anno accademico, il 2012/2013. “In questo modo si concede un’opportunità agli studenti che per varie ragioni di lavoro o di famiglia sanno di non potere tenere il ritmo previsto dal piano di studi - spiega il rettore Roberto Lagalla - e che in questo modo pagano meno tasse ed evitano di finire tra i fuori corso”. Con l’iscrizione part-time obbligatoria uno studente che compie il suo percorso didattico interamente a tempo parziale rimane in corso per una durata doppia rispetto a quella legale del titolo di studio. Per esempio, sei anni per una laurea che nasce triennale, e quattro per una magistrale, di durata ordinariamente biennale.
I fuori corso non sono considerati studenti attivi dal ministero (e quindi non sono computati ai fini della quantificazione del Fondo di finanziamento ordinario agli Atenei) e, con il decreto sulla spending review, sono stati esclusi dal limite massimo di tassazione imposto a livello centrale alle Università: il 20 per cento sul fondo di finanziamento ordinario. Senato accademico e Consiglio di amministrazione dell’Ateneo di Palermo si erano già espressi prima del decreto limitandosi per quest’anno al solo incremento previsto per la tassa nazionale e per l’adeguamento Istat. Contestualmente, il Senato ha varato la nuova norma sulle iscrizioni obbligatorie part-time proprio per offrire agli studenti la possibilità di restare studenti “regolari” in un tempo molto più lungo.
L’iscrizione part-time non si applica agli studenti che sono fuori corso; agli iscritti al vecchio ordinamento (il 509) o a quelli precedenti;  agli iscritti alle scuole di specializzazione, ai dottorati, ai master; a quanti chiedono passaggi ad altro corso, abbreviazione di corso, trasferimenti da altre sedi per il primo anno; agli studenti che chiedono di partecipare al concorso Ersu o ad altri esoneri.
La modalità ordinaria di immatricolazione è quella di pagare le tasse (in due rate o in soluzione unica) per un intero anno accademico e per un numero di esami per anno mediamente pari a 60 Cfu. Lo studente a tempo parziale potrà acquistare ogni anno da un minimo di 30 a un massimo di 40 Cfu. Le tasse che dovrà pagare saranno proporzionali al numero di crediti da acquistare: per un impegno di 30 Cfu, dovrà pagare metà delle tasse relative all’impegno standard. Il sistema è elastico e consente il passaggio da un impegno a tempo parziale a uno a tempo pieno, con un solo vincolo: completare il percorso a tempo parziale iniziato in un anno nell’anno successivo. In pratica, se in un anno si acquistano 30 crediti, il successivo anno non si può tornare a tempo pieno e si è obbligati ad acquistare i rimanenti 30.
Finora hanno scelto l’iscrizione part-time 8 studenti su 100: il valore minimo si registra nella facoltà di Scienze della formazione (2,2 per cento), mentre il valore massimo in quella di Giurisprudenza (13,2). Adesso scatta appunto l’obbligatorietà dell’iscrizione part time per chi ha sostenuto pochi esami. “Gli studenti – spiega il prorettore vicario Vito Ferro - compilano la domanda di iscrizione on-line mediante il portale studenti del sito web di Ateneo e dichiarano i Cfu sostenuti nell’anno accademico precedente. Il sistema informatico verifica il piano di studio dello studente e segnala se risulta un numero di crediti inferiore alla soglia di 12. In questo caso lo studente, se avesse sostenuto esami che non risultano ancora caricati in carriera, può dichiarare in autocertificazione, compilando un campo di testo, gli esami sostenuti e il numero di Cfu conseguiti. Ovviamente la segreteria controllerà le dichiarazioni degli studenti e interverrà su eventuali dichiarazioni false”.