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“Regalami un sorriso” | Donate ad UniPa le mascherine con visiera trasparente

5-giu-2020

Sono state donate all'Università degli Studi di Palermo le mascherine con visiera trasparente che consentono la lettura labiale alle persone con deficit uditivo realizzate con il progetto “Regalami un sorriso”, pensato da una giovane donna con problemi uditivi, Sara Gerini, e dal medico audiologico Aldo Messina.

Il linguaggio verbale rappresenta solo uno dei centonovantadue modi di comunicare che un essere umano possiede e per questo motivo l'uomo è l'essere vivente che ha sviluppato, con l'evoluzione, il maggior numero di muscoli, con relativa innervazione, a livello del viso.

Per ottenere, ad esempio, un'espressione così apparentemente semplice come un sorriso, sono coinvolti ben 12 diversi muscoli (levator anguli oris, levator labii superioris, orbicuaris oculi, risorius, zygomaticus major e minor). Sono questi i principi della comunicazione non verbale necessaria a completare la interpretazione della comunicazione orale. Al tempo stesso il movimento labiale diventa comunicazione per quei soggetti con deficit uditivo che sfruttano la lettura labiale per comprendere quello che gli si sta dicendo.

“Grazie al sostegno del dott. Alfredo Barbaro - spiega il dott. Aldo Messina - sono state realizzate ed acquistate un centinaio di mascherine con visiera trasparente che saranno distribuite gratuitamente in alcuni luoghi simbolo per la comunicazione come gli uffici o a personaggi pubblici che rilasciano interviste televisive. Il messaggio che il progetto intende portare avanti è quello di non dimenticare, neanche in momenti di isolamento come questi, il valore di un sorriso rivolto ad ogni nostro simile.”

“Si tratta di un progetto importante che condividiamo pienamente. Queste speciali mascherine trasparenti sono indispensabili per garantire alle persone con problemi uditivi di comprendere il proprio interlocutore - commenta il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, prof. Fabrizio Micari - Ringraziamo chi lo ha realizzato per averlo proposto al nostro Ateneo che da sempre ha tra i suoi doveri il sostegno e l'attenzione per chi ha delle disabilità.”