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RICERCA STEBICEF ..

29-giu-2021

Un recente studio, pubblicato nella prestigiosa rivista scientifica Nature, con il contributo di Rafael da Silveira Bueno, attualmente borsista presso il Dip. STEBICEF dove collabora al progetto LIFE Desert Adapt (http://www.desert-adapt.it/index.php/en/), e Dottore di Ricerca in SCIENZE AGRARIE, FORESTALI E AMBIENTALI presso il Dip. SAAF, ha messo in relazione la dispersione di semi vegetali con le traiettorie migratorie degli uccelli che dei semi ne rappresentano il veicolo.

La ricerca ha rivelato che la maggioranza delle piante di comunità boschive europee è dispersa da uccelli che migrano a sud, verso latitudini più calde, mentre solo una minoranza è dispersa da uccelli che migrano a nord, verso latitudini più fresche. Di fatto, un limite per un’adeguata risposta al riscaldamento globale.

E’ ormai riconosciuto che, a causa dell’aumento delle temperature medie, le condizioni climatiche ottimali delle specie si stanno spostando verso latitudini più fresche, costringendo una ridistribuzione della biodiversità sulla Terra. La mobilità consente agli animali di raggiungere aree con un clima più vantaggioso alla loro sopravvivenza; mentre, le piante incapaci di movimento, affidano la dispersione dei loro semi, su lunghe distanze, agli animali; nell’area Mediterranea sono il 65% delle specie vegetali.

Colonizzare aree geografiche più fredde è considerato un processo-chiave nell’adattamento ai cambiamenti climatici.

Lo studio pubblicato su Nature, con la partecipazione di 18 ricercatori di 13 istituzioni europee, mostra che la maggior parte delle specie vegetali in Europa disperde i propri semi grazie a uccelli migratori che si spostano verso latitudini più calde. Un modello di dispersione poco vantaggioso per adattarsi agli attuali scenari di cambiamento climatico. Lo studio è stato condotto in 13 comunità boschive in tutta Europa, sia in aree temperate che mediterranee, includendo un totale di 949 interazioni tra 46 specie di uccelli e 81 specie di piante.

I ricercatori suggeriscono che questo potenziale limitato di dispersione verso aree più idonee avrà conseguenze sulla composizione delle future comunità vegetali, poiché la maggior parte delle specie potrebbe restare indietro rispetto al rapido aumento delle temperature. Pertanto, questa ricerca è fondamentale per comprendere, arrestare e mitigare la perdita di biodiversità dovuta ai cambiamenti climatici.

https://www.nature.com/articles/s41586-021-03665-2

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