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RICERCA/Palermo quarto mega-ateneo in Italia per qualità dei progetti di ricerca

28-nov-2012

L’Università di Palermo quarto mega-ateneo italiano per qualità dei progetti di ricerca, con il 35.7 dei programmi finanziati. L’esito della tornata 2012 dei Prin (Progetti di rilevante interesse nazionale), la prima a essere ripartita con criteri assolutamente nuovi, premia l’Ateneo con 5 progetti ammessi su 14 per il coordinamento nazionale e 40 su 146 selezionati come unità di ricerca locali. Una valutazione che mette Palermo davanti a Università di grande prestigio come Bologna, la Statale di Milano e la Statale di Torino. Secondo il rettore Roberto Lagalla, “i risultati conseguiti sono meritevoli di particolare e positiva considerazione, e la credibilità scientifica dell’Ateneo esce rafforzata grazie a un impegno scientifico volitivo messo in campo dai dipartimenti e dai singoli gruppi di ricerca”.
L’esito positivo avrà ricadute sulla quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario, attribuita sulla base di una serie di criteri, tra cui appunto la qualità della ricerca. Complessivamente Palermo risulta presente, come coordinamento nazionale o come partecipazione in qualità di unità locale, a oltre il 18 per cento dei programmi varati a livello nazionale. E 22 dipartimenti sui 32 (il 68,7 per cento delle strutture esistenti) sono risultati destinatari di finanziamenti Prin.
I cinque progetti scelti come capofila nazionali, sono stati presentati da altrettanti dipartimenti dell’Ateneo: il dipartimento biomedico di Medicina interna e specialistica, il Demetra (Agraria), il dipartimento di Ingegneria civile, ambientale, aerospaziale e dei materiali, quello di Matematica e Informatica, quello di Scienze e tecnologie molecolari e biomolecolari (Stembio).
Per la prima volta l’assegnazione è avvenuta con criteri diversi e sulla base di un doppio livello di selezione: il primo, svolto a livello locale dagli atenei  (Palermo lo ha fatto sulla base dei giudizi di referee esterni), il secondo da una commissione nazionale, sempre sulla base delle valutazione di referee. Metodo “misto” che ha suscitato da parte della comunità accademica una serie di richieste di revisione e aggiustamento. La Conferenza dei rettori ha elaborato un documento. E anche secondo il rettore Lagalla, “non mancano critiche e osservazioni, anche fondate e condivisibili, ai criteri posti in essere dal ministero dell’Università per la formulazione, la selezione e la valutazione dei Prin, e una revisione dei criteri potrebbe premiare ulteriormente la qualità della ricerca svolta dall’Ateneo di Palermo”.