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Prevenzione del fenomeno degli incendi | Studenti del SAAF spiegano su Linea Verde le attività necessarie per la ripresa floristica di un bosco dopo un rogo

Studenti del corso di laurea in “Scienze Forestali ed Ambientali” e di laurea magistrale in “Scienze e Tecnologie Forestali e Agro-Ambientali” del Dipartimento SAAF - Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, dell’Università degli Studi di Palermo, insieme al dott. Donato Salvatore La Mela Veca, ricercatore e docente di Selvicoltura al SAAF, sono stati tra i protagonisti della puntata di Linea Verde - RaiUno di sabato 3 ottobre 2020, che ha dedicato un servizio al fenomeno degli incendi con particolare focus su prevenzione e attività necessarie per la ripresa floristica di un bosco dopo un rogo. 

Le riprese sono state realizzate presso l’area forestale Moarda” nel Comune di Altofonte, interessata a fine agosto da un terribile incendio, e presso il bosco di pertinenza del Convento di Poggio San Francesco nel Comune di Monreale in provincia di Palermo. 

“Nel corso dell’intervento – spiegano - è stato affrontato il fenomeno degli incendi, che sta diventando sempre più catastrofico anche a causa del cambiamento climatico. Per contrastare il fenomeno si continuano a finanziare sempre più le attività di spegnimento, mentre si trascura l’importanza della prevenzione che, oltre ad evitare o ridurre gli effetti degli incendi, avrebbe anche un notevole beneficio sullo stato di salute degli ecosistemi forestali e sul territorio in generale. Per prevenire o ridurre gli effetti degli incendi in maniera efficace è prioritario mettere in atto tecniche di gestione selvicolturali specifiche, che consentirebbero allo stesso tempo di aumentare le capacità di resilienza delle foreste al cambiamento climatico. Una prevenzione antincendio efficace in ambiente Mediterraneo è subordinata quindi ad una gestione selvicolturale opportunamente pianificata e gli interventi devono essere mirati ad aumentare la complessità ecologica e strutturale dei popolamenti forestali. Nel caso dei boschi artificiali di conifere ad esempio gli interventi devono mirare a ridurre la quantità di combustibile e ad aumentare l’eterogeneità strutturale e floristica. Queste necessità sono maggiori e gli interventi urgenti soprattutto nei boschi che da molto tempo sono in abbandono colturale e vanno attuati con l’intervento di professionalità adeguate.”