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Il profilo professionale di “Insegnante di Italiano come Lingua Straniera”. Si concludono i tirocini all’estero

20-mar-2017

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1 settembre 2015. Si stanno concludendo i periodi di tirocinio all’estero degli studenti del Master. Si tratta soprattutto di studenti che hanno scelto il profilo professionale di “Docenti di italiano come LS” , fra i tre possibili profili professionali offerti dal Master: docenti di italiano come LS, docenti di italiano come L2, docenti di italiano per “utenti fragili”
Ecco alcune note di Giuseppe Fazio sulla sua esperienza a Barcellona.

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Ho svolto il mio tirocinio all’estero presso il Servei de llengües della Universitat Autònoma de Barcelona; il tirocinio è durato nove settimane, dal 25 maggio al 31 luglio 2015, per un totale di duecentocinquanta ore.

Durante questo periodo di tirocinio ho fatto osservazione e alcuni interventi in classe; ho ideato, scritto e registrato, su richiesta e con l’aiuto della prof.ssa d’italiano Adriana Padoan, una trentina di brevi dialoghi da usare come materiale audio per i corsi e per gli esami finali d’italiano di livello A1 e A2 ed ho collaborato, scrivendo il copione e recitando come unico attore, alla realizzazione di un video sugli stereotipi degli italiani, destinato agli studenti catalani in partenza per l’Erasmus in Italia.

Per quanto riguarda l’apprendimento professionale, questa esperienza è stata senz’altro densa e molto stimolante; mi ha permesso un confronto con un ambiente di lavoro fatto di colleghi e risorse che, come del resto ogni sano confronto, amplia le prospettive e arricchisce umanamente e professionalmente la persona.

Ho appreso a condividere la programmazione di ogni singola lezione con la classe; la lezione non deve essere un copione perfettamente redatto dall’insegnante che l’insegnante recita nelle ore in cui si trova ad essere con gli studenti.

La programmazione, quando diventa lezione concreta, deve interagire con gli apprendenti, le loro domande, le loro aspettative le loro difficoltà; del resto ogni macro o micro progettazione è fatta per gli apprendenti e l’insegnante deve essere ricettivo e capire le informazioni che, in ogni momento, vengono da loro.

Ho avuto la fortuna di poter osservare durante lo stesso corso due insegnanti diversi ciascuno per una settimana e mezza.

Ho osservato due stili di insegnamento completamente diversi all’interno del cosiddetto approccio comunicativo e questo a prova del fatto che, pur esistendo un orizzonte di riferimento comune, ogni singolo insegnate è originale con la sua attitudine personale e il suo stile d’insegnamento.

Un medesimo contenuto linguistico, programmato allo stesso modo e con il medesimo obiettivo comunicativo, può essere veicolato alla classe con stili e metodi completamente diversi e con risultati e feedback che cambiano, anche di molto, a seconda dello stile d’insegnamento.

L’aver osservato e seguito studenti bilingue, ispanofoni e catalanofoni, mi ha permesso di concentrare l’attenzione ad alcuni aspetti linguistici e culturali propri del bilinguismo; inoltre, grazie ad alcune ricerche e alla preziosa collaborazione con la professoressa Belén Garí, ho avuto modo di approfondire importanti aspetti dell’apprendimento dell’italiano da parte di apprendenti ispanofoni.