FAIR e open data
L’obiettivo del movimento open science è quello di rendere i dati aperti e riutilizzabili. Il loro riuso crea nuovo valore.
I concetti di dati FAIR e open data sono collegati, ma non coincidono. La differenza fondamentale è che i principi FAIR descrivono come i dati devono essere organizzati e gestiti, mentre la definizione "open" si riferisce a quanto liberamente possono essere consultati e riutilizzati.
I dati FAIR possono essere condivisi con eventuali restrizioni, ad esempio per la presenza di dati sensibili o informazioni commerciali riservate, o per ragioni di sicurezza militare, o per garantire la protezione di specie animali e vegetali o di siti archeologici: vale infatti il principio "as open as possibile, as closed as necessary".
Nella definizione più ampia, gli open data sono destinati principalmente a cittadini, imprese, ricercatori, pubbliche amministrazioni. I dati FAIR vengono strutturati per essere messi a disposizione di ricercatori, sistemi informatici, repository e infrastrutture digitali.
Da un punto di vista più tecnico, gli open data devono garantire dei formati largamente utilizzati, un set minimo di metadati e non necessariamente un identificativo persistente o l'interoperabilità, mentre i dati FAIR gestiti durante l'intero ciclo di un processo di ricerca devono soddisfare requisiti più stringenti, garantendo interoperabilità, identificati persistenti, formati standard e machine-readable, documentazione, metadati e standard tecnici, licenze standard (anch'esse machine readable), persistenza nel tempo, conformità al GDPR o altre normative pertinenti. Per i dati FAIR i ricercatori devono massimizzare la reperibilità, interoperabilità e riutilizzabilità dei dati.
Le diverse comunità scientifiche dovrebbero definire dei loro framework di condivisione dei dati (comprendenti standard, ontologie, metadati, ecc.) allo scopo di definire delle regole per la loro condivisione, che prevedano una graduazione nelle valutazioni di tipo etico e legale finalizzate a rendere i dati accessibili e aperti, nel rispetto del principio “as open as possible”.
E’ raccomandata l’esistenza di policies che pongano l'enfasi, per i ricercatori, i finanziatori e gli stakeholders, sui concetti di FAIR e open data, e che incentivino a pubblicare dati aperti, a meno di giustificate e fondate restrizioni, come già da diversi anni viene raccomandato dalla Commissione Europea (cfr. “Rec. 17: Align and harmonise FAIR and Open data policy: Policies should be aligned and consolidated to ensure that publicly-funded research data are made FAIR and Open, except for legitimate restrictions. The maxim ‘as Open as possible, as closed as necessary’ should be applied proportionately with genuine best efforts to share.”, Turning FAIR into reality, European Commission, https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/7769a148-f1f6-11e8-9982-01aa75ed71a1).
In Italia è attiva un'ampia legislazione che riguarda gli obblighi per i ricercatori sulla pubblicazione ad accesso aperto dei risultati della ricerca finanziata con fondi pubblici, descritta al paragrafo successivo.
Fonti:
OPEN DATA AND FAIR PRINCIPLES. https://forumforopen.org/what-we-do/resources/open-science-resources/open-data-and-fair-principles/
Putu Hadi Purnama JatiYi LinSara NodehiDwy Bagus CahyonoMirjam van Reisen; FAIR Versus Open Data: A Comparison of Objectives and Principles. Data Intelligence 2022; 4 (4): 867–881. doi: https://doi.org/10.1162/dint_a_00176
European Commission: Directorate-General for Research and Innovation. (2018). Turning FAIR into reality : final report and action plan from the European Commission expert group on FAIR data. Publications Office. https://data.europa.eu/doi/10.2777/1524.
