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EVENTI/Settimana intensa di appuntamenti con “UniverCittà”

24-set-2009

La rassegna di eventi culturali e musicali coordinata dal pro-rettore alle “Iniziative culturali” Maurizio Carta e sostenuti da Snai come main sponsor, questa settimana prevede una serie di appuntamenti che si svolgeranno da giovedì a sabato. In programma la presentazione di libri, spettacoli teatrali e concerti.

Si inizia giovedì 24 settembre 2009 con la presentazione del libro “I Florio” di Orazio Cancila (Edizioni Bompiani). Intervengono con l’autore: Francesco Benigno e Marcello Verga. L’incontro si svolgerà alle ore 17 nella Sala delle Armi dello Steri. La storia dei Florio, la più prestigiosa famiglia siciliana del secondo Ottocento e dei primissimi anni del Novecento è espressa molto bene dal sarcastico aforisma degli americani nei confronti di quelle famiglie di immigrati «che iniziarono in maniche di camicia e, nel corso di tre generazioni, si ritrovarono in maniche di camicia». Oggi il loro nome in Italia e all’estero è ricordato soltanto da una marca di liquori e da una corsa automobilistica su strada, la Targa Florio, tra le più antiche d’Europa. Ma per l’immaginario collettivo siciliano e meridionale in genere i Florio da tempo sono entrati nella leggenda e nel mito: rappresentano gli uomini simbolo delle capacità imprenditoriali del sud, i tempi nostalgicamente sempre rievocati in cui anche al sud fiorivano iniziative industriali vincenti.


Venerdì 25 settembre 2009 alle ore 17 nella Sala delle Capriate dello Steri sarà la volta della presentazione del libro “Labirinti familiari. Intrighi, grovigli, intrecci, nodi” di Ugo Marchetta (Edizioni Offset Studio). Intervengono con l’autore: Roberto Lagalla, Annamaria Amitrano, Teresa Antonacci, Mario Giacomarra, Patrizia Monterosso, Annamaria Pepi, Aurelio Rigoli e Giovanni Sprini. Modera Rosa Venuti. Saranno inoltre presenti i soci fondatori del Centro Studi e Ricerche di Terapia Familiare Sistemica di Palermo.
Il volume affronta il tema della famiglia nelle sue diverse componenti, analizzando i sistemi di alleanze e di coalizioni all’interno dei due sottosistemi fondamentali, genitoriale e filiale, e i rapporti tra gli stessi.  Il testo prende in esame le situazioni di crisi dei nuclei familiari, il loro attraversamento nel corso dell’intervento terapeutico, focalizzando sul significato positivo del termine crisi, inteso come momento propedeutico alle scelte. L’autore ha condotto varie ricerche sul funzionamento della famiglia e sui cosiddetti intrecci familiari, con l’obiettivo di approdare ad una condizione di benessere psicologico attraverso l’intervento psicoterapeutico: in particolare, i processi comunicativi assumono un ruolo fondamentale per la salute mentale tramite il consolidamento del processo di costruzione dell’identità personale e dell’autostima.


Sempre venerdì, in serata, alle ore 21.15 presso il Teatro Libero si svolgerà lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Adriana Castellucci: “Un uomo vestito di bianco. Omaggio a Mauro Rostagno” a cura dell’Associazione culturale e teatrale “Altiero Spinelli” (Torino). Interpreti: attori Chiara Bosco, Marta Campigotto, Vanessa Lonardelli, Francesco Marabeti, Gabriele Pupo, cantante Alina Carbone, musicisti Leonardo De Bortoli, Giacomo Marchisio, assistente tecnico Agostino Nardella. Seguirà dibattito. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Dedicato al coraggio e all’intelligenza di Mauro Rostagno, al suo impegno antimafia portato avanti anche a costo della vita, lo spettacolo corre sul filo della memoria a dipanare la trama di un’esistenza irrequieta e generosa: da Torino a Trento, a Palermo, a Milano, a Poona in India, fino a Trapani, città in cui avviò come giornalista televisivo una stagione di forte impegno nella lotta alla mafia. Sociologo poliedrico, militante politico, giornalista “d’assalto”, psicoterapeuta, la sua figura sfugge ad una facile definizione e, a più di vent’anni dalla sua uccisione, ancora incanta e coinvolge i giovani d’oggi per il fascino di un’esistenza vissuta con autenticità ed onestà intellettuale, sino al tragico epilogo dell’agguato mafioso del 26 settembre 1988, rimasto tuttora impunito.


Sabato 26 settembre 2009 alle ore 17 nella sala delle Capriate dello Steri si presenta il libro “Neuromania. Il cervello non spiega chi siamo” di Paolo Legrenzi e Carlo Umiltà (Edizioni Il Mulino). Intervengono: Roberto Lagalla, Paolo Legrenzi, Franco Di Maria, Antonino Mario Oliveri, Armando Massarenti e Pietro Perconti.
Neuroeconomia, neuromarketing, neuroestetica, neuroteologia: si affacciano, oggi, sulla scena nuove e sempre più fantasiose discipline frutto del cortocircuito tra saperi antichi – come l’economia, l’etica, la politica, la teologia – e scoperte recenti sul funzionamento del cervello. Sui media proliferano articoli divulgativi, corredati da foto a colori del cervello, che ci mostrano il luogo preciso dove si sviluppa un certo pensiero o una certa emozione, facendoci credere che sia possibile vedere direttamente, senza mediazioni, il cervello al lavoro. Ma le cose stanno veramente così? Questo volume, scritto da due studiosi di psicologia e neuropsicologia, discute alcuni luoghi comuni associati alla relazione mente-corpo, cervello-psiche, natura-cultura, mettendoci in guardia dalle ricadute culturali che un uso distorto delle possibilità aperte dalle nuove e potenti tecnologie di neuroimmagine può comportare.
 

Alle ore 19 - Steri “Palermo suona in C”, concerto dell’Associazione Siciliana “Amici della Musica”. Dirigono i maestri Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno. Evento a pagamento.
Nel sistema di notazione anglosassone la lettera “C” indica il Do. Per la prima volta verrà proposta a Palermo la versione integrale del celebre capolavoro di Terry Riley “In C” (1964) con grande ensemble dell’opera, un progetto che nasce dalla collaborazione artistica tra l’Associazione Siciliana “Amici della Musica” e i compositori Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno. Eseguito per la prima volta nel novembre del 1964 al San Francisco Tape Music Center, questo brano non presenta una specifica destinazione strumentale e si mantiene, sul piano del linguaggio e della struttura compositiva, in una sorta di equilibrio instabile fra la “musica scritta” della cultura occidentale e la “musica improvvisata” del jazz e del mondo orientale.