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Dottorato in Storia della Sicilia e del Mediterraneo Antico

5-mar-2013

Ciclo: XXII

Responsabile: Prof.ssa Rosalia Marino
Settore di ricerca: L-ANT/01 L-ANT/02 L-ANT/03 L-A

Sede amministrativa : Università degli Studi di Palermo-Dipartimento di Beni Culturali Storico Archeologici Socio-Antropologici e Geografici
Sede consorziata : nessuna sede consorziata

Coordinatore: Prof.ssa Rosalia Marino

Presentazione

Lo spessore degli studi riguardanti lo sviluppo della storia politica e culturale dei paesi del Mediterraneo nell’antichità legittima il profilo dell’attuale dottorato di ricerca in Storia della Sicilia e del Mediterraneo antico, che aderisce in termini più espliciti alle istanze di approfondimento che trovano terreno fertile presso organismi scientifici che a quelle si ispirano come ad esempio le riviste internazionali di studi Mediterraneo antico (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”); Kokalos: Rivista di Studi sulla Sicilia Antica (Università degli Studi di Palermo); Hesperia: Collana di studi sulla grecità d’Occidente (Università degli Studi di Padova); Studi sull’area elima (Scuola Normale Superiore di Pisa). 
La dilatazione degli spazi esplorativi a tutte quelle realtà – politiche, sociali e culturali- coinvolte nei processi di formazione e di sviluppo approdati nel corso di lunghi secoli all’idea di un’Europa quale nozione politica, permette di ripercorrere il complesso itinerario del dinamismo storico che connotò le vicende del Mediterraneo nell’antichità. 
La grande cesura politica e culturale prodotta dalla diffusione capillare del Cristianesimo nell’area mediterranea costituisce inoltre terreno privilegiato d’indagine su uno dei momenti cruciali della storia della civiltà che l’occhio smagato di studiosi aperti alla polimorfia disciplinare può penetrare , affrancandone la lettura da qualsiasi pregiudizio. 
La complessità dei percorsi storici che rivela l’intreccio indissolubile tra continuità e discontinuità esige analisi sincroniche e diacroniche quale premessa necessaria ad una visione di sintesi che i curricula in cui si articola il dottorato potranno esprimere. 

Curriculum 1) Storiografia greca e romana 
Momento centrale dell’ambito euristico individuato per la formazione di nuove competenze scientifiche, il curriculum storiografico consente di dare risposte alle numerose domande dello storico sugli incunaboli di una percorso millenario che ha reso visibile nel suo farsi il fitto intreccio che ha legato le vicende dei paesi del Mediterraneo. 
La riflessione degli storici antichi, pur se ancorata spesso ad una visione di tipo evenemenziale, ci consegna il clima politico e ideologico delle varie realtà che popolarono il caleidoscopico mondo mediterraneo nel quale la Sicilia assolse la funzione di un vero e proprio laboratorio di soluzioni istituzionali originali, oltre che paradigmatiche. 
Tale orientamento curriculare è supportato dalle riviste che si pubblicano nella sez. Storica del Dipartimento di Beni Culturali: Kokalos, Mythos, Thalassa, Hormos (quest’ultima aperta anche all’attività scientifica dei dottorandi). 


Curriculum 2) Economia, Società e cultura nei paesi del Mediterraneo antico 
I circuiti commerciali, la circolazione monetaria, le politiche economiche adattate di volta in volta alle strutture sociali e ai sistemi di produzione costituiscono l’ossatura dei processi di crescita e di aggregazione degli Stati del Mediterraneo antico. Paradigmatico delle logiche dirigistiche che imbrigliavano lo sviluppo delle numerose regioni dell’impero mediterraneo in età romana è il caso siciliano che, con l’applicazione su larga scala del sistema schiavile, orientò gli investimenti in agricoltura dei ceti aristocratici romani, accelerando i processi di cambiamento verso il colonato. 
I sistemi viari, ricostruibili attraverso gli Itineraria, oltre che sporadicamente sulle testimonianze archeologiche, i reperti monetali che scandiscono i tempi delle politiche economiche, le tracce più o meno cospicue di infrastrutture urbane e/o rurali concorrono a restituirci il profilo ancora sfumato dei livelli e degli stili di vita delle società antiche, la cui storia è anche la risposta alle aspettative di sviluppo economico di autoaffermazione. 
Una tradizione di studi ormai consolidata invita ad approfondire anche alcuni nodi del pensiero antico in relazione agli esiti prodotti sulle società del tempo. 
In questa prospettiva appare particolarmente interessante indagare sulla centralità del fenomeno teatrale e letterario in genere a Roma, di confronto di mentalità, di circolazione di idee. 
Il teatro e più in generale la letteratura latina costituiscono infatti un sicuro momento di elaborazione di idee ma anche, per così dire, di produzione di nuovi messaggi che a più riprese hanno orientato il dibattito critico. 

Curriculum 3) Religioni del Mediterraneo Antico 
All’interno delle società umane lo studio dei culti e dei miti mette in luce un sistema di logica esplicativa che consente agli uomini di affrontare tutti quegli eventi che sfuggono al ritmo normale dell'esistenza e al controllo. Nel Mediterraneo antico è facile, a questo proposito, osservare l’emergenza e la diffusione di un sistema politeistico per sua stessa natura fluido, capace di rivelare all’indagine un complesso intreccio di diffrazioni e di interferenze, individuabili in campi di densità simbolica e sociale. Gli dei esprimono, attraverso le tradizioni mitiche che li riguardano e le modalità cultuali, un quadro di collegialità e reciprocità tra le diverse divinità, e tra le divinità stesse e gli uomini, che si colloca in un orizzonte di mediazione e di comunicazione. Anche attraverso questo ambito di ricerca è possibile riconoscere in filigrana le linee di sviluppo delle società antiche, le concezioni e i quadri cognitivi degli uomini che ne facevano parte. 
La Sicilia antica non solo non si sottrae a questa ricchezza di dati e possibilità interpretative, ma si presenta come un laboratorio privilegiato, durante tutto l’arco cronologico che ci è stato documentato, per l’osservazione e lo studio di questi aspetti. L’eccezionale affollamento di culti e tradizioni mitiche non può del resto stupire in un’area che, da iniziale luogo di frontiera all’inizio della colonizzazione, diventa gradualmente un territorio di cerniera e di scambio osmotico, tanto a livello culturale in generale che storico-religioso in particolare, tra aree e contesti appartenenti a tutto il Mediterraneo. 
Ad arricchire un quadro già complesso e articolato, nel suo lungo sviluppo storico, non vanno trascurate (accanto all’“ovvia” preponderanza della documentazione greca e romana, e successivamente “orientale”) le poche tracce di religiosità indigena e la presenza dell’elemento fenicio-punico: esse rivelano fenomeni di persistenza e radicamento che consentono una riflessione accurata e di grande utilità (anche metodologica) sui problemi delle continuità e delle discontinuità, nel quadro del più generale interesse storiografico per tali questioni. 
Inoltre l’irrompere sulla scena geopolitica del messaggio evangelico costituì una forte cesura culturale ma anche politica e produsse notevoli cambiamenti della mentalità che si riverberarono nel concetto stesso di potere e negli equilibri sociali. 
Da questo punto di vista gli approfondimenti sugli elementi di discontinuità introdotti dalla diffusione della nuova fede rappresenta uno degli assi portanti del curriculum.


Elenco dottorandi

Bennardo Annalisa

Concordia Maria Grazia

Gelarda Igor

Marotta Giulia

Martorana Fabio

Vacanti Claudio

Vinci Marco

Visconti Girolamo

Materiale didattico

 

Descrizione
10 febbraio 2009. Seminario. Anna Beltrametti, Università di Pavia, "Temistocle e il sacrificio dei tre bellissimi prigionieri persiani. Plutarco, Temistocle, 13: Un passo controverso tra fonti e modelli, storia e teatro."
10 Marzo 2009. Seminario. Ewald Kislinger, Università di Vienna, I Vandali e la storia della Sicilia dal 410 al 535
12 dicembre 2008. Biblioteca di Storia Antica (ore 16). Seminario. Andrew Merrils, University of Leicester: "Piracy, Plunder and Political Blackmail: The Foreign Policy of the Vandal Kings".
12 gennaio 2009. Christian Jacob, Directeur de recherche-CNRS/Centre Louis Gernet, presenta "Lieux de savoir. Espaces et communautés".
15 dicembre 2008.Biblioteca di Storia antica (ore 10) Seminario. Salvatore D'Onofrio, Università di Palermo: "Dalla catastrofe all'antropologia". In occasione del centesimo compleanno di Claude Lévi-Strauss.
16 ottobre 2009. Seminario. Salavatore D'Onofrio, Università di Palermo, "Storie di Parentela. Da Flavio Giuseppe a Erodoto", Biblioteca di storia antica. ore 10.
16-17 novembre 2009. Convegno "Truppe e comandanti nel mondo antico"-Istituto siciliano per la storia antica "Eugenio Manni"
21-22 novembre 2008. Convegno "Guerra e diplomazia nel mondo antico. Tra istanze politiche e strategie culturali"
26-27 maggio 2009. Giorgio Camassa, Università di Udine, "Scrittura e mutamento delle leggi in quattro culture del mondo antico: Mesopotamia, Anatolia ittita, Israele biblico, Grecia"
27 novembre 2008. Presentazione del volume di François Hartog, Directeur d’études all’EHESS Centre Louis Gernet – Paris: "Regimi di storicità. Presentismo e esperienze del tempo"- Palazzo Steri
27 novembre 2008. Seminario. Marcello Carastro 
Maître de conférences, EHESS 
Centre Louis Gernet, Paris. I vincoli della scrittura. Spazio e tempo rituale nei katádesmoi
28 maggio 2009. Tavola rotonda "Lo straniero tra noi"
28 novembre 2008. Seminario. François Hartog, Directeur d’é tudes all’EHESS
Centre Louis Gernet – Paris: Le temps de l'histoire
28 ottobre 2009-ore 17. Nunzio Allegro (Università di Palermo) - Sandra Péré-Noguès (Université de Toulouse-UTM) - Nicola Cusumano (Università di Palermo) presenteranno il volume, Il santuario dei Palici 
Un centro di culto nella valle del Margi a cura di Laura Maniscalco-Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino
6 aprile 2009-Realtà universitarie a confronto. Incontro con gli studenti e i dottorandi dell'Universitè de Toulouse Le Mirail 
http://www.lettere.unipa.it/?nw=1&idp=695