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DIALETTI E CANZONI DIALETTALI A CONFRONTO. L'AMMASCANTE DALLA CALABRIA A PALERMO CON VERSI E MUSICA

23-apr-2015

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Una lezione – concerto dall’Università di Cosenza a quella di Palermo, per continuare a riflettere sulle varietà linguistiche e sui loro usi all’interno della lingua contemporanea. I linguisti John Trumper e Marta Maddalon, ospiti delle attività promosse dal dottorato in “Studi letterari, filologico-linguistici e storico-culturali” diretto dalla prof.ssa Mari D'Agostino, martedì pomeriggio hanno parlato ad una classe gremita del gergo, tracciando il profilo della sua vita. Dalla sua nascita subito dopo la caduta di Costantinopoli all’uso che se ne è fatto nel corso del tempo tra i vari mestieranti fino ad arrivare ad oggi, quando anche la criminalità organizzata si è avvalsa di questo codice linguistico per avere un sistema di comunicazione difficile da penetrare dall’esterno.
L’attenzione dei due studiosi si è posata, poi, sull’Ammascante, il gergo dei calderai di Dipignano. Un codice che, con il tempo, è stato abbandonato ma che oggi ricomincia a rivendicare la sua capacità di essere un codice identitario, distaccandosi dall’uso improprio della malavita. Così ha preso il via un processo di riscatto dell’Ammascante che, dopo essere stato oggetto di approfonditi studi da parte dei due linguisti, è passato dai libri scientifici all’arte. Prima il poeta Franco Araniti, che vive a Dipignano, ha creato dei testi dove emerge la forte capacità espressiva di questo gergo. Poi i musicisti del collettivo Dedalus hanno deciso di musicare i versi per farne un album. Il cd e il volume “Ammasca” dei due docenti, accompagnato da un dizionario, restituiscono al gergo calabrese una vitalità e una capacità espressiva che, ormai, si stavano perdendo.

Durante il seminario, si è deciso di dare una dimostrazione pratica di come uno studio scientifico possa essere utilizzato nell’arte e di come l’ammascante possa ancora oggi essere il codice di testi che parlano d’amore e di innamoramento, di sentimenti e di emozioni. L’esibizione dei Dadalus si è alternata agli interventi dei due docenti Trumper e Maddalon, regalando agli studenti di Palermo un concerto che si è concluso con una serenata dedicata dal collettivo a Rosa Balistreri e da una tarantella.

“L’evento di oggi si pone come un momento di continuità con il percorso di studi iniziato lo scorso anno – dice il prof. Roberto Sottile, promotore del seminario. – Lo scorso aprile, infatti, sempre in queste aule è stato presentato il volume Il dialetto nella canzone italiana degli ultimi vent’anni e in quell’occasione abbiamo sottolineato quanto ancora oggi determinate varietà linguistiche, come il siciliano, siano vitali. E oggi, con l’incontro con l’università di Cosenza, abbiamo continuato ad approfondire questi aspetti”.