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CODAU/Dal Ministero l'invito a farsi trovare con i conti in ordine

21-apr-2010

“Il passaggio dalla contabilità finanziaria ad un sistema di contabilità economico-patrimoniale può comportare, per le università italiane, una forte spinta all'innovazione, in termini di organizzazione delle risorse e delle strutture, di revisione delle procedure e dei sistemi di supporto tecnologico”.
Il direttore generale all'Università del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca scientifica, Marco Tomasi, ha così risposto alle numerose istanze dei direttori amministrativi e dei dirigenti degli atenei italiani, riuniti a Catania, per l'assemblea nazionale del Codau. Tomasi ha così continuato: “Mi rendo conto delle perplessità, poiché, a causa dei forti tagli ai finanziamenti statali, non è previsto che tutti questi cambiamenti siano adeguatamente sostenuti dal punto di vista economico: ma se le università vogliono sperare di recuperare fondi, e di rimediare ai vari errori compiuti nel passato in tema di programmazione e di offerta formativa, devono farsi trovare assolutamente con i conti in ordine”.
L'assise, introdotta dal rettore Antonino Recca, era incentrata infatti sulla questione “Quale contabilità pubblica”", alla luce dell'entrata in vigore della nuova legge di contabilità e finanza dello Stato italiano, e dei provvedimenti specifici contenuti nel disegno di legge di riforma proposto dal Ministro Gelmini, attualmente in corso di esame al Parlamento, che prevede l'obbligo di passaggio al sistema economico-patrimoniale. Secondo il ddl, le università italiane - oltre a dover rendere più chiari nel proprio bilancio debiti e crediti - saranno chiamate anche garantire la sostenibilità di tutte le attività dell'ateneo, eliminando gli sprechi e quelle spese di cui non è facile un monitoraggio. E persisterà il rischio di commissariamento per gli atenei in dissesto finanziario, che non saranno in grado di attuare un preciso piano di rientro.