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CLIL: usare una lingua per apprendere e apprendere a usare quella lingua

15-mar-2017

A cura di: dott.ssa Cinzia Spinzi, dott.ssa Marianna Zummo

Direttore: Prof.ssa Laura Auteri

 

Il percorso CLIL (Content and Language Integrated Learning), messo in atto nell’ateneo palermitano e gestito interamente dal Dipartimento di Scienze Umanistiche, si basa sul concetto per il quale l’uso della lingua come strumento operativo crea un forte impulso all’apprendimento così come l’uso veicolare della lingua nello studio di un’altra disciplina rappresenta un contesto di uso “autentico” della lingua nonché, a livello pratico, un passo verso quella mobilità auspicata dall’Unione Europea.

Con il termine CLIL (coniato da David Marsh e Anne Maljers nel 1994) ci si riferisce ad un approccio educativo centrato su due obiettivi in cui una seconda lingua viene usata per insegnare e apprendere sia lingua che contenuti. Il CLIL è un tipo di percorso educativo, più o meno lungo, caratterizzato da scelte strategiche, strutturali-metodologiche, atte ad assicurare l’apprendimento integrato duale – lingua e contenuto non-linguistico – da parte di discenti che imparano attraverso una lingua non nativa.

La nostra proposta prende in considerazione alcuni punti critici messi in rilievo dalla ricerca accademica nel settore CLIL (carenza di materiale didattico creato ad hoc dagli insegnanti, abilità linguiste degli alunni e dei docenti, programmi ministeriali e i contenuti della materia stessa, tempi della didattica) con lo scopo di realizzare di corsi di formazione di docenti di discipline non linguistiche al fine di sviluppare le competenze metodologiche-didattiche in lingua inglese o francese o spagnolo o tedesco usate come lingua veicolare nell’insegnamento di una disciplina scientifica e di una disciplina umanistica. La finalità generale del progetto è quella di formare figure che diventano a loro volta strumenti per obiettivi più ampi come la sensibilizzazione all’internazionalizzazione, lo sviluppo delle competenze della comunicazione interculturale e il miglioramento delle competenze della lingua specifica.

Le figure professionali impiegate nel progetto sono esperti interni al Dipartimento di Scienze Umanistiche e dell’Ateneo di Palermo, così come esperti esterni che favoriscono il dialogo con altre strutture presenti nel territorio.

I destinatari sono gli insegnanti di scuola secondaria superiore di discipline non linguistiche (area umanistica e area scientifica) che hanno seguito un percorso linguistico tale che consente loro di insegnare i contenuti della propria disciplina in lingua straniera.

La figura del docente CLIL che si formerà sarà in grado non solo di trasmettere in lingua straniera le strutture e i concetti fondamentali della microlingua, il lessico e la fraseologia che la caratterizza, ma sarà anche in grado di usare il metalinguaggio che gli consentirà di gestire, sempre in lingua straniera, la dimensione dei rapporti interpersonali in tutta la dinamica di classe, oltre ad acquisire gli aspetti di pianificazione, gestione e didattizzazione di materiali.

Attualmente sono stati attivati cinque corsi CLIL che coprono entrambe le aree, scientifica e umanistica, con circa 30 partecipanti per corso.