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ATENEO/Ridotti i corsi, più diffusa l’organizzazione interfacoltà

2-lug-2011

Dopo l’ok del Senato Accademico dell’Università di Palermo, nella seduta dello scorso 31 maggio 2011, via libera all’Offerta formativa dell’A.A. 2011/2012 sulla base del parere, vincolante, espresso dal Nucleo di Valutazione dell’Ateneo. L’offerta sottoposta al Nucleo di Valutazione aveva già subito dei tagli rispetto al precedente anno accademico imputabili sostanzialmente ai più stringenti requisiti di copertura degli insegnamenti, da raggiungere con docenti in servizio in Ateneo, previsti dal recente D.M. 17/2010.
“L’offerta formativa dell’anno accademico 2011/2012 – afferma il Delegato del rettore alla Didattica Vito Ferro – rappresenta innanzitutto il compimento di un antesignano percorso di razionalizzazione iniziato dall’Ateneo di Palermo nell’A.A. 2010/2011, subito a valle delle indicazioni ministeriali che adesso sono state tradotte nelle disposizioni legislative contenute nel D.M. 17/2010”.
L’Offerta Formativa 2011/2012, i cui Corsi di Studio sono tutti relativi all’Ordinamento DM/270, conteneva le proposte di attivazione relative a 123 Corsi di Studio, di cui 53 Lauree e 70 Lauree Magistrali. Il numero dei corsi di studio proposti al Nucleo di Valutazione dell’Ateneo, rispetto al precedente anno accademico, quindi, è stato ulteriormente ridotto di 12 unità.
Tra i Corsi di Laurea proposti tre sono interateneo (“Agroingegneria” (L-25) e “Scienze viticole ed enologiche” (LM-70) della Facoltà di Agraria e “Modelli di dinamica dei sistemi per lo sviluppo sostenibile delle organizzazioni”, nella classe LM-63, della Facoltà di Scienze Politiche) in collaborazione sia con atenei italiani che stranieri.
Più diffusa è, invece, l’organizzazione interfacoltà che presenta 9 esempi (Riqualificazione ambientale ed Ingegneria Naturalistica, Scienze del Turismo, Sviluppo economico e cooperazione internazionale, Servizio sociale, Storia, Studi storici e geografici, Servizio sociale e politiche sociali, Cooperazione e Sviluppo, Biotecnologie).
“La riduzione del numero dei corsi di studio – precisa il prof. Ferro – ha la finalità di utilizzare al meglio le risorse umane e di strutture disponibili, nel percorso di efficienza iniziato con il rettore Lagalla, seguendo l’indicazione chiara del Nucleo di Valutazione di Ateneo di utilizzare la docenza disponibile per attivare un numero minore di Corsi di Studio, ma con una più elevata numerosità degli studenti potenzialmente iscrivibili”.
La vera novità è rappresentata dalla scelta del Senato Accademico di sottoporre al parere del Nucleo di Valutazione solo le proposte di attivazione dei Corsi di Studio corredate dalle attribuzioni di carico didattico ai Professori e dalle dichiarazioni di disponibilità dei Ricercatori.
In pratica questo mette a riparo gli studenti dal rischio di iscriversi a Corsi di Studio di cui le lezioni potrebbero non partire in assenza di docenti che non hanno dato alcuna disponibilità formale e scritta, come indicato da una mozione del Consiglio Universitario Nazionale che è l’organo consultivo del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, all’insegnamento.
In questa stessa direzione va la decisione del Senato Accademico di elevare, al fine di garantire “l’efficienza nell’utilizzo del personale docente” prevista dal D.M. 17/2010 e dal “Regolamento per il conferimento di incarichi di insegnamento gratuiti e retribuiti” dell’Ateneo di Palermo, approvato nel febbraio del 2011, l’impegno orario relativo al compito didattico istituzionale dei Professori ad almeno 120 ore di didattica frontale per i professori a tempo pieno e ad almeno 80 ore di didattica frontale per i professori a tempo definito.
Nonostante questi interventi il Nucleo di Valutazione ha “bocciato” la laurea magistrale della classe LM-87 “Servizio Sociale Politiche Sociali” perché sprovvista dei requisiti necessari di docenza, e quattro Lauree Magistrali (Ingegneria Elettronica e Fotonica, Teatro, cinema e spettacolo multimediale, Cooperazione e Sviluppo e Scienze Ambientali) che nell’Anno Accademico 2010/2011 hanno avuto un numero di iscritti troppo basso (inferiore al valore minimo stabilito dal Ministero).