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ATENEO/Riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici, l’Università in prima fila

9-ott-2012

La prima micro-area ecologica siciliana dove raccogliere i cosiddetti Raee, sigla che sta per rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, cioè lavatrici, computer, televisori, e tutti quegli elettrodomestici che – una volta vecchi e inservibili – rischiano di accumularsi nelle discariche abusive della città e invece potrebbero essere una risorsa economica, come fonte di materie prime riciclabili. A impegnarsi nel progetto è l’Università degli Studi di Palermo, che ha firmato un protocollo d’intesa con gli assessorati all’Energia e al Territorio della Regione siciliana e con l’Ancra Sicilia Palermo Confcommercio imprese per l’Italia, l’associazione che svolge attività a supporto del settore del commercio.
I quattro partner aderiscono alla gestione e allo sviluppo del progetto “network Raee”, che si collega al sistema “uno contro uno” previsto dal decreto legislativo 151/2005, che impone ai distributori di assicurare al momento dell’acquisto di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica, da parte di un privato, il ritiro gratuito dell’apparecchiatura usata. Disposizione attualmente non applicata, tanto che a oggi il cittadino che deve liberarsi di un elettrodomestico vecchio deve porsi il problema dello smaltimento. L’obiettivo comunitario è la raccolta di quattro chili di rifiuti Raee pro capite, ma la Sicilia è ferma al 2,2. Ecco allora il progetto del network, che conta di aggregare una rete di negozi aderenti all’iniziativa attraverso un portale internet gestito dall’Ancra e di avviare una campagna informativa per operatori e cittadini e un call center con numero verde per rispondere e indirizzare la cittadinanza.
L’Università di Palermo si impegna a valutare ubicazione e compatibilità dell’area ecologica all’interno della cittadella universitaria e a collaborare sviluppando piano di ricerca e progetti scientifici e tecnologici nel campo della sostenibilità ambientale e delle fonti rinnovabili sul territorio siciliano. “Vogliamo mettere a disposizione della collettività – dice il rettore Roberto Lagalla – il patrimonio di conoscenze che l’Ateneo possiede nel settore dell’energia e della sostenibilità ambientale. Acquisiremo la disponibilità delle nostre strutture competenti e interessate per partecipare ad attività volte a sviluppare piano di ricerca e progetti scientifici e tecnologici”.
“L’obiettivo del progetto è di rendere le città pulite - spiega Maurizio Calaciura, presidente provinciale Palermo Ancra Confcommercio e delegato consigliere nazionale -. La legge ha previsto con un decreto sui rifiuti Raee di dare una funzione accessoria ai commercianti, cioè di evitare che il prodotto finisca per strada. Con il nostro progetto l’esercente potrà comunicare tramite un logo preciso, messo all’ingresso del proprio esercizio commerciale, quanti rifiuti ha potuto raccogliere. Palermo diventerà così una città ecologicamente all’avanguardia sia in tema di coordinamento attivo per la raccolta e lo smaltimento, sia in materia di innovazione attraverso lo studio di metodologie a costi ridotti per la trasformazione dei prodotti elettrici ed elettronici a fine corsa”.
"Le isole ecologiche per la raccolta di elettrodomestici e apparecchiature elettroniche – dice l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Alessandro Aricò - devono essere sempre più potenziate. Come assessorato, abbiamo già promosso due isole, insieme a WWF e Electolux, in due comuni a forte vocazione ambientale, Castelbuono nel parco delle Madonie, e Burgio nel Parco dei Monti Sicani. I primi risultati sono entusiasmanti, segno che anche nelle popolazioni siciliane inizia a prevalere la voglia di un corretto smaltimento di questi materiali fortemente inquinanti per l'ambiente. Questo protocollo va nella giusta direzione”.
“La collaborazione con l'Università di Palermo – dice l’assessore regionale all’Energia, Claudio Torrisi - rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso che abbiamo avviato di incentivazione della raccolta differenziata, come previsto dalle normative vigenti. Questo protocollo deve essere condiviso anche negli altri atenei siciliani per garantire la diffusione di un sistema di formazione uniforme in tutta la regione. È necessario che Confcommercio sensibilizzi le aziende di piccola, media e grande distribuzione sull’ “uno contro uno”, sistema con cui si consente al cittadino che acquista un elettrodomestico di rottamare senza costi aggiuntivi quello vecchio, che verrà ritirato dal negoziante e opportunamente smaltito. Questo consente di poter monitorare adeguatamente il percorso di smaltimento degli elettrodomestici che contengono metalli ed altre sostanze inquinanti”.