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ATENEI/Lagalla eletto alla guida del Comitato dei rettori dell’Isola

27-dic-2009

Un patto per lo sviluppo e la formazione tra la Regione siciliana e i vertici delle quattro Università dell’Isola. È stato stipulato nel corso di un incontro a cui hanno partecipato il presidente della Regione Raffaele Lombardo, l’assessore ai Beni culturali Nicola Leanza, il direttore generale della Pubblica istruzione, Patrizia Monterosso e i rettori degli Atenei siciliani. Roberto Lagalla dell’Università di Palermo è stato eletto presidente del Comitato dei rettori dell’Isola (Crus), succedendo al collega di Enna, Salvo Andò che è stato ringraziato per quanto fatto.
È stato il rettore dell’Ateneo di Catania, Antonino Recca, cui spettava l’incarico in base a una turnazione decisa in passato, a proporre spontaneamente il nome di Lagalla per la presidenza, anche in virtù del ruolo della sede di Palermo, che è direttamente in rapporto con la Regione. L’intesa prevede che nell’utilizzo dei fondi strutturali siano considerate strategiche l’innovazione, la qualificazione e la razionalizzazione dell’offerta formativa degli Atenei, la valorizzazione dei Beni culturali e delle culture umanistiche, l’occupazione dei laureati. I tre rettori delle Università con Policlinici, cioè Palermo, Catania e Messina hanno poi definitivamente approvato, con il presidente della Regione, i protocolli d’intesa sui Policlinici, sulla base delle intese già raggiunte con l’assessore alla Sanità Massimo Russo.
Il Comitato dei rettori delle Università siciliane ha poi varato due novità: l’estensione a due anni del mandato del presidente (finora di un solo anno) e l’istituzione di quattro commissioni: Relazioni internazionali, affidata all’Università di Enna; Ricerca scientifica e trasferimento tecnologico, di cui si occuperà l’Ateneo di Messina; Offerta formativa, affidata a Catania; Policlinici universitari, di competenza di Palermo. “Ringrazio il Comitato per avermi voluto conferirmi questo prestigioso incarico – dice Lagalla -. Per me è un’ulteriore conferma della necessità di impegnarsi collegialmente per ripensare attraverso l’alta formazione e lo sviluppo i modelli di sviluppo locale in un contesto aperto alla competizione sovranazionale in termini di valorizzazione della cultura scientifica e umanistica e di internazionalizzazione delle relazioni accademiche”.