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TECA 3

L’ABILITAZIONE PER LA LIBERA DOCENZA IN DIRITTO COSTITUZIONALE

10-mag-2022

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Il 2 gennaio 1885 (prot. del 4 gennaio) il «Dottore in legge» Gaetano Mosca presenta al Ministro della Pubblica Istruzione un’istanza [FOTO_T3A] su carta bollata da una lira con la quale chiede «di essere ammesso all’esame di libero docente di Diritto costituzionale nella Regia Università di Palermo». Da quanto si legge in calce al documento risulta che in quel momento Mosca risiedeva nel capoluogo siciliano in via 4 aprile, nel quartiere della Kalsa, fra lo Steri e la via Alloro.

Il 20 febbraio successivo, Emanuele Paternò (1847-1935), Rettore dell’Ateneo palermitano, provvedeva a comunicare a Giovanni Bruno che il Ministero della Pubblica Istruzione lo aveva nominato «Presidente della Commissione chiamata a giudicare il D[otto]r Gaetano Mosca nella libera docenza, da lui chiesta in Diritto Costituzionale» e che la commissione era composta da altri due membri ‘Ufficiali’ (ossia effettivi) e due membri ‘Estranei’ (ossia supplenti). I primi due erano Alessandro Paternostro (1852-1899), ordinario di Diritto costituzionale, e Giuseppe Salvioli (1857-1928), ordinario di Storia del diritto. Quali membri ‘Estranei’, invece, erano stati designati il Presidente della Corte d’Appello Giuseppe Di Menza (1822-1896) e l’avvocato Giuseppe Mario Puglia (1823-1893).

Il 4 marzo 1885 il Rettore dell’Ateneo palermitano comunica «per opportuna norma» a Mosca che la «Commissione Esaminatrice per la libera <docenza> in Diritto Costituzionale» si era riunita in quel giorno e aveva scelto «per la dissertazione» il tema Dei rapporti fra il Parlamento ed il potere giudiziario, in ispecie, in relazione ai giudizii di costituzionalità delle leggi, alla verifica delle elezioni ed al sindacato delle Camere sull’azione del potere giudiziario. L’Archivio Storico dell’Università di Palermo conserva la bozza di questa nota rettorale con cui si comunicava al candidato che avrebbe dovuto presentare «la dissertazione sudd[ett]a infra novanta giorni a far tempo dal 5 corrente Marzo», ossia dal giorno successivo. Nella stessa data del 4 marzo Mosca dichiara di avere ricevuto tale tema [FOTO_T3B].

Come risulta da questo verbale [FOTO_T3C] redatto dal Direttore della Segreteria della Regia Università di Palermo, Francesco Paolo Errante, «assistito dal Vice Segretario Sig[no]r Avv[oca]to Gaetano Zangara Sutera», il 14 luglio 1885, alle ore 8 del mattino, Gaetano Mosca si presenta negli uffici di Segreteria dell’Università di Palermo perché gli venga consegnato il «piego con cinque suggelli in ceralacca» [FOTO_T3Cbis], su cui si leggono le firme di Giuseppe Salvioli e di Antonino Garajo jr. Il plico, consegnato il giorno precedente dalla Commissione, contiene «il tema della pubblica lezione per l’ultima prova di esame» per conseguire la libera docenza in Diritto costituzionale: Del suffragio politico quanto al principio su cui può fondarsi. Mosca dichiara che il tema è di «sua soddisfazione» e tre ore dopo, «alle ore 11 antimeridiane», si presenterà in una delle aule dell’Ateneo dinanzi alla Commissione per tenere la sua lezione su questo tema. La pubblicità della prova è garantita dall’avviso che il Rettore aveva dato il giorno precedente alla comunità accademica e dalla sua comunicazione ai direttori dei «Giornali della città» di Palermo, perché ne dessero notizia sui loro «accreditati periodici».

In una nota inviata il 16 luglio 1885 al Ministero per la Pubblica Istruzione per accompagnare la trasmissione dei verbali originali riguardanti la libera docenza in Diritto costituzionale di Gaetano Mosca, il Rettore dell’Università di Palermo lo informa che, a causa dell’infermità di Giovanni Bruno, la Commissione è stata presieduta da Antonio Garajo jr. Dopo avere approvato gli atti, il Ministero trasmette il decreto di abilitazione alla libera docenza «cogli effetti legali nel Diritto Costituzionale presso la R[egia] Università di Palermo». 

Il 26 luglio 1885 Ferdinando Martini (1841-1928), che dal 1884 era segretario generale (vale a dire sottosegretario di Stato) del Ministero della Pubblica Istruzione, firma per conto del Ministro Michele Coppino (1822-1901) il decreto con cui il «Dottor Gaetano Mosca è abilitato alla libera docenza, cogli effetti legali, nel Diritto Costituzionale, presso la R[egia] Università di Palermo». A chiusura del provvedimento si dispone che «Il Rettore di detta Università è incaricato della esecuzione del presento Decreto.» Il giorno seguente lo stesso Martini firma sempre per conto del Ministro una nota di accompagnamento con la quale trasmette il decreto al Rettore dell’Ateneo Palermitano [FOTO_T3D] «per l’esecuzione e per la successiva consegna all’interessato». La nota si chiude invitando il Rettore ad «avvisare il D[otto]r Mosca e la Facoltà di Giurisprudenza di questa disposizione, e ringraziare la Commissione esaminatrice in nome dello scrivente». Nel fascicolo custodito nell’Archivio Storico dell’Università di Palermo è conservata la minuta della lettera con cui il 30 luglio 1885 il Rettore Emanuele Paternò provvede a scrivere a Mosca per dargli avviso dell’invio del decreto.


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