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FABRIZIO PEPE

Ampiezza e tassi dei movimenti verticali a Capo Vaticano (Calabria occidentale,Italia) negli ultimi 20 mila anni determinati sulla base di cunei progradanti epiattaforme di abrasione.

  • Autori: Pepe, F.; Ferranti, L.; Sacchi, M.; Bertotti, G.; Collura, A.; Sulli, A.
  • Anno di pubblicazione: 2013
  • Tipologia: Proceedings (TIPOLOGIA NON ATTIVA)
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/115873

Abstract

Ampiezza e tassi dei movimenti tettonici verticali sono stati quantificati nel settore offshore di Capo Vaticano (Calabria occidentale), nell’intervallo Pleistocene superiore – Olocene, sulla base delle profondità del ciglio dei cunei progradanti infralitorali e delle piattaforme di abrasione formatesi durante l’ultimo massimo glaciale (LGM). I cunei progradanti sono stati riconosciuti in profili sismici a riflessione ad alta risoluzione Sparker. I dati sismici sono stati acquisiti lungo la piattaforma e la scarpata continentale superiore, durante le crociere oceanografiche Marisk 2010 e 2012 organizzate dall’IAMC del CNR di Napoli, il DISTEM dell’Università di Palermo e il Dip. di Scienze della Terra dell’Università di Napoli. La deformazione tettonica verticale del promontorio di Capo Vaticano e del suo prolungamento offshore è caratterizzata da una marcata asimmetria, con profondità dei cigli dei cunei infralitorali che si approfondisce progressivamente procedendo verso NE. La rimozione della componente non tettonica dei movimenti verticali, ottenuta utilizzando dati sulle variazioni glacio-eustatiche del tardo Quaternario [Lambeck et al., 2011], indica nell’area in esame ~11 (± 5) m di sollevamento e di ~25 (± 5) m di subsidenza, nell’intervallo post-LGM, muovendoci da sud-ovest verso nord-est, su una distanza di ~22 km. Il valore medio del tasso di sollevamento e di subsidenza (considerando la componente sia regionale sia locale) per gli ultimi 20.350 (± 1,35) anni sono pari a 0,52 (± 0,28) mm/anno e di 1,23 (± 0,32) mm/anno, rispettivamente. I valori dell’ampiezza e il pattern dei movimenti verticali ottenuti attraverso l’analisi dei cunei progradanti infralitorali sono comparabili, sebbene a tassi parzialmente differenti, sia con quelli determinati attraverso marker geomorfologici tardo Olocenici [Spampinato et al., 2012] che con i tassi di sollevamento a lungo termine calcolati sulla base delle posizioni dei terrazzi marini formatisi a 80 a 215 mila anni [Cucci & Tertulliani, 2010]. L’integrazione dei nuovi dati con quelli disponibili in letteratura indica che il basculamento del promontorio di Capo Vaticano è episodico ed è avvenuto principalmente tra 215 e 125 mila anni e nel post-LGM.