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BEATRICE LA PORTA

Parte IV, Capitolo III, L’informazione, l’etichettatura e la tracciabilità. Il principio di precauzione. I controlli ufficiali e il pacchetto igiene

Abstract

Questo volume nasce dalla necessità di offrire una lettura aggiornata, contemporanea appunto, delle peculiari regole che tradizionalmente han- no attribuito al Diritto agrario un carattere di specialità. Facciamo riferimento alle norme che in un’ottica di programmazione di un settore produttivo peculiare disciplinano l’impresa agricola, la proprietà terriera, i contratti agrari, il lavoro agricolo, il credito agrario, il mercato dei prodotti agricoli. Regole la cui chiave di lettura è sempre passata dalla considerazione dell’esistenza di un legame stretto tra “agricoltura” e “terra”, considerazione che non riteniamo superata, ma piuttosto aggiornata, dalle numerose innovazioni legislative per lo più ispirate dal diritto europeo che si candida a fonte di primaria importanza, insieme alle fonti interne e a quel- le internazionali. Non vi è dubbio, infatti, che le trasformazioni del mondo dell’“agri- coltura” – che il Diritto agrario è chiamato a regolare – e le nuove funzioni che la stessa è chiamata a svolgere hanno sensibilmente condizionato l’evoluzione del quadro normativo di riferimento del Diritto agrario che si è arricchito e appare destinato, in prospettiva, a mutare ancora per adeguarsi agli ulteriori cambiamenti sollecitati dai princìpi contenuti nel “Green Deal” cui la nuova politica agricola europea si ispira. E tuttavia, proprio gli obiettivi di quest’ultima PAC richiamano ancora e con forza il legame tra “agricoltura” e “terra” nonché la responsabilità di chi esercita le attività agricole in vista del mantenimento in buona salute del pianeta. In questo senso, l’esigenza di agganciare l’attività agricola alla rigenerazione e alla tutela degli spazi destinati all’agricoltura può diventare l’occasione per porre le basi di una nuova idea di specialità dell’impresa agricola e del diritto agrario che, recuperato il suo collegamento con la terra in un’ottica rinnovata con riguardo al ruolo essenziale svolto per la salvaguardia del pianeta, possa anche giustificare quelle distinzioni che han- no contribuito a fondare appunto la specialità del diritto agrario e che permangono nel sistema proprio in vista di questa sua peculiare funzione. Oggi la sfida del Diritto agrario è riuscire a combinare gli obiettivi della crescita e dell’ammodernamento del comparto agricolo con quelli della tutela dell’ambiente, del mantenimento del suolo e della “sostenibilità” delle relazioni nel mercato agro-alimentare, apparentemente tra loro inconciliabili ma destinati a convivere in vista del raggiungimento dei pressanti obiettivi climatici. Il Diritto agrario contemporaneo si conferma speciale pur adeguandosi al costante mutamento degli obiettivi delle politiche di programmazione, che alle volte appaiono tra loro contrastanti, perché mantiene inalterata la sua giustificazione di fondo: la relazione con la Terra.