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RICCARDO GUARINO

Oasi di Slander

Abstract

L’Oasi di Slander, naturalmente, non esiste. Ma è del tutto pensabile, immaginabile, e viene in- fatti descritta, in maniera agile intelligente e creativamente perfida. È un gioco, ma non un gioco innocente, anzi crudele per le allusioni e per i sentimenti che lascia trasparire. Soprattutto è anche un lavoro di mano competente e talora geniale. Racconta, con non sempre caritatevole humour, di una “derelict land” che il Signor Slander vuole far diventare un parco in- cantato e fruibile. Non senza introdurre sconcertanti regole urbanistiche, botaniche ed altro che condurranno a imprevedibili complicazioni. È una malizia letteraria. Ma, attenzione: sembra puro divertimento per i nostri lettori, cosa peral- tro quanto mai opportuna in questo periodo in cui vediamo sventolare solo bandiere di pericolo. È invece una lezione realistica e amara che ci indica quanto sia facile premere il bottone rosso dell’autodistruzione (E.G.)