La prevenzione del plagio
Il problema della dilagante diffusione del plagio riguarda innanzitutto un piano etico e di norme informali oltre che giuridiche: per questa ragione è utile che i docenti universitari incoraggino i futuri ricercatori ad essere originali e creativi e forniscano consigli necessari per riconoscere e individuare le diverse forme di plagio così da poterlo evitare.
I bibliotecari assistono i giovani ricercatori nell’acquisizione di competenze, fondamentali per la carriera accademica, di organizzazione, registrazione e citazione delle fonti recuperate tramite la ricerca bibliografica (es. uso di software come Endnote, Zotero e Mendeley), mediante assistenza diretta, corsi in biblioteca, seminari specifici dedicati ai dottorandi e ai giovani ricercatori.
Infine, la comunicazione scientifica, caratterizzata dalla presenza di prodotti scientifici digitali, richiede la conoscenza di regole nuove. Le relazioni con gli editori impongono oggi il rispetto di accordi e clausole specifiche per cui è necessario offrire ai giovani ricercatori strumenti utili per agire in maniera consapevole. Anche la riflessione sulle regole che accompagnano l’uso consapevole di dati e immagini permette di rispettare i principi di trasparenza e di copyright.
In sintesi, produrre onestamente il proprio lavoro accademico significa
- garantire il progresso scientifico
- diffondere informazioni corrette
- promuovere comportamenti etici rinforzando le responsabilità degli autori della ricerca
- migliorare la reputazione personale e ricevere crediti
- procurare nuove opportunità anche all’istituzione alla quale si appartiene
Pubblicare in maniera etica significa evitare
- ogni forma di plagio (copiare in maniera letterale, copiare in maniera sostanziale, paragrafare, riciclare il testo, auto-plagio)
- la falsificazione di dati
- la manipolazione di immagini
- la collusione (accordi nascosti-intese segrete)
- la presentazione degli stessi articoli ad editori diversi
- fare un uso corretto di citazioni e bibliografia.
