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ROSARIO SCAGLIONE

L’obesità fattore o co-fattore di rischio?

  • Autori: Licata, G.; Argano, C.; DI CHIARA, T.; Colomba, D.; Scaglione, R.; BORMIO SO, A.
  • Anno di pubblicazione: 2005
  • Tipologia: Altro
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/8136

Abstract

L’obesità rappresenta odiernamente uno dei problemi più rilevanti di salute pubblica al punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) sostiene che essa debba essere considerata una vera e propria “epidemia globale” . L’obesità e le malattie ad essa correlate rappresentano nei paesi occidentali una delle cause principali di mortalità precoce e di morbilità. La prevalenza dell’obesità e del sovrappeso nei paesi industrializzati ed in quelli in via di sviluppo è stimata tra il 40% ed il 60%. Negli Stati Uniti d’America, i dati più recenti del National Health and Nutrition Survey (1999-2000) sottolineano come circa il 64.5% degli adulti (67.2% uomini e 61.9% donne) sono in sovrappeso ed il 30.5% degli adulti (27.5% uomini e 33.4% donne) sono obesi. Questi dati indicano un incremento della popolazione degli obesi pari al 7.6% tra il 1988 ed il 1994. Il Behavorial Risk Factor Survelliance System rivela che la percentuale di popolazione con un body mass index (BMI) ≥ 40 è quasi triplicato negli Stati Uniti dal 1990 al 2000 (0.78% versus 2.2%). Odiernamente più di 44 milioni di Americani sono da considerarsi obesi, con un incremento pari al 74% dal 1991. Allo stesso tempo, nell’Europa Occidentale più del 50% degli adulti sono da considerarsi in sovrappeso o obesi con un drammatico incremento tra il 10 ed il 40% negli ultimi 10 anni. Nella popolazione adulta europea, secondo i dati del WHO, la prevalenza dell’obesità varia tra il 10 al 20% per gli uomini e tra il 10 ed il 25% per le donne e le spese sanitarie ad essa correlate si stimano in un range tra il 2% ed il 7% di tutte le spese per la salute pubblica.