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FILIPPO SCHILLECI

Costruzioni di ‘identità’. I cinquant’anni della comunità belicina

Abstract

Il territorio è un essere vivente di grande complessità: il risultato di processi sinergici di co-evoluzione tra gli insediamenti umani e l’ambiente. Rappresenta quindi il campo in cui i diversi attori possono sviluppare un senso di identità, di appartenenza e di riconoscimento con il proprio luogo: l’identità spaziale, che varia da luogo a luogo e nel tempo. Nel 1968 la Valle del Belice (Sicilia) è stata danneggiata da un violento terremoto che ha trasformato radicalmente la regione e le sue comunità. A cinquant’anni dall’evento, il presente scritto analizza questa parte del territorio secondo tre diverse narrazioni: - caratteristiche fisico-materiali; - una prospettiva locale come area di identificazione e di appartenenza; - strategie e scenari assunti dagli strumenti di pianificazione. Questi tre diversi livelli di interpretazione ci permettono di individuare un’area spaziale basata sulla coerenza delle complesse dinamiche, sulla domanda di cittadinanza e sull’ “imposizione” di regole e comportamenti che le strategie di gestione sovra-locale hanno avviato dopo il terremoto. L’incontro di queste tre narrazioni, in un quadro progettuale ampio e strutturato, potrebbe in futuro produrre una visione comune di identità e sviluppo, tenendo conto delle specificità locali e dell’autonomia di ciascun comune.