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FRANCO PALLA

Caratterizzazione della biodiversità della grotta dei santi a Licodia Eubea (Catania, Sicilia)

  • Autori: Billeci, N.; Mancuso, F.; Pellegrino, L.; Palla, F.
  • Anno di pubblicazione: 2009
  • Tipologia: Proceedings (TIPOLOGIA NON ATTIVA)
  • Parole Chiave: biodiversità, macrosistemi, microsistemi, analisi morfologica, analisi molecolare
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/43309

Abstract

Il complesso rupestre, di cui fa parte la Grotta dei Santi, si sviluppa su due terrazzamenti nel territorio di Licodia Eubea, in Contrada Alia. Le testimonianze archeologiche e documentarie lasciano ipotizzare che il sito abbia subito, a partire dalla tarda antichità, varie frequentazioni. Rivestì un’importante ruolo sociale e religioso, fino almeno al XV secolo, quando fu completamente abbandonato, per essere riscoperto solo durante il secolo scorso. La denominazione della Grotta, è riconducibile alla presenza di tracce di pannelli raffiguranti una teoria di Santi, la quale doveva ornare le pareti dell’antro rivolto a nord-est, destinato in epoca paleocristiana alla sepoltura di importanti membri della comunità religiosa del luogo. A testimonianza della successiva destinazione d’uso della Grotta, adibita nel basso Medioevo ad oratorio, rimane il catino absidale ricavato nella parete orientale dell’antro adiacente, che accoglie il pannello raffigurante la Crocifissione. L’obiettivo primario di questo studio, che rientra in un intervento di conservazione sia delle testimonianze artistiche sia antropologiche, è la caratterizzazione di micro e macrosistemi biologici, sia fototrofi sia eterotrofi, coinvolti in processi di degrado e la cui proliferazione è favorita dalle peculiari condizioni microclimatiche di questo particolare ambiente. La biorecettività dei materiali in ambienti semiconfinati, come quello oggetto di questo studio, è fortemente influenzata da diversi parametri ambientali i cui effetti favoriscono l’instaurarsi di specifiche biocenosi. In particolare, la presenza di fonti nutrizionali, elevata umidità (acqua percolante), la continua azione degli agenti atmosferici e lo scambio aerobiologico con la campagna circostante, rendono estremamente difficoltoso il controllo sia dei parametri ambientali sia della veicolazione del particellato atmosferico dall’esterno, come spore, e allo stesso tempo anche il monitoraggio delle condizioni microclimatiche (rilevanti escursioni termiche giornaliere) a cui è sottoposto l’ambiente. Ricorrendo ad indagini di microscopia ottica e confocale (CLSM), associate all’analisi molecolare sono state identificate alcune delle specie colonizzanti. Le patine biologiche analizzate hanno mostrato una prevalenza di sistemi fotosintetici, in particolare alghe, briofite, pteridofite e cianobatteri. L’attenzione è stata quindi focalizzata sui processi di degrado indotti dai sistemi biologici, in vista della messa a punto di una strategia di controllo e prevenzione, senza trascurare inoltre, l’impatto di eventuali prodotti del metabolismo delle biocenosi, sulla salute dei visitatori e quindi la restituzione del sito, in un futuro non lontano, alla fruizione pubblica.