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PIERLUIGI MAZZAMUTO

L’USURARIETÀ DEGLI INTERESSI MORATORI. CONSIDERAZIONI CRITICHE SULLA SENTENZA DELLE SEZIONI UNITE 18 SETTEMBRE 2020, N. 19597

Abstract

L’intervento della Suprema corte investe la questione dei controversi rapporti tra la mora e l’usura, nel faticoso tentativo di fronteggiare le incertezze generate da un’ondivaga giurisprudenza di merito e di guidare l’interprete nell’eterogeneità di vedute in dottrina. Già in precedenza la Suprema corte aveva ricavato la rilevanza usuraria degli interessi moratori da una sostanziale identità di funzione tra interessi corrispettivi e moratori, da cui discende l’irragionevolezza di un trattamento differenziato ai fini del rilievo dell’usura. Pronunziatesi in senso favorevole all’inclusione degli interessi di mora nella fattispecie di usura in astratto, le Sezioni Unite si occupano dell’ulteriore questione delle modalità di accertamento dell’usurarietà di tale species di interessi, quindi si pronunciano sulle controverse conseguenze della nullità dell’interesse di mora usurario sul rapporto obbligatorio e, infine, affrontano il nodo della possibilità per il debitore di agire per l’accertamento del carattere usurario degli interessi anche prima che si sia verificato l’inadempimento presupposto per la decorrenza degli interessi di mora. L’A., dopo un’attenta disamina delle soluzioni delle Sezioni Unite, ne pone in rilievo gli aspetti critici e, in conclusione, reputa il quadro ricomposto dalla Cassazione non puntualmente supportato dal sistema delle regole legislative e afflitto da non poche aporie, frutto del tentativo di conciliare interessi contrapposti anche a discapito della coerenza.