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FERDINANDO MAZZARELLA

Una crisi annunciata. Aporie e incrinature dello Stato liberale di diritto

Abstract

Negli stessi anni in cui la giuspubblicistica tedesca metteva a punto in chiave monistica la nozione di Rechtsstaat, la società si andava risistemando secondo moduli organizzativi e statuti complessi, rinnovando il suo carico di contraddizioni, differenziazioni, spinte aggregative e tendenze autonomistiche. La rassicurante immagine di uno Stato-persona in grado di neutralizzare mediante il suo diritto le tendenze centrifughe e di dissolvere nella sua unità politica le particolarità frazionali strideva con l’articolazione complessa e pluralistica della società industriale, con una realtà che non era formata da individui astratti, eguali e indifferenziati, ma da soggetti concreti, diseguali e differenti. Tra fine Ottocento e primo Novecento un insieme di teorie ispirate al pluralismo, al comunitarismo e all’istituzionalismo, dava voce all’esigenza di individuare giuridicamente la relazione tra Stato e corpi sociali, frantumando il monismo statualistico e restituendo pluralità al quadro delle fonti, fino a denunciare, secondo la celebre formula di Santi Romano, «una specie di crisi nello Stato moderno». La tentazione di un’unità semplificante, ora all’insegna del sistema normativo, ora dello Stato, ora del diritto popolare, si sarebbe tuttavia perpetuata, a livello teorico e costituzionale, in molte delle soluzioni elaborate nell’Europa continentale della prima metà del Novecento.