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PAOLA CAVANI

Consumo di cannabis, gruppo dei pari e strutturazione del Sè in adolescenza

Abstract

La conquista di un nuovo senso di identità e la rappresentazione di essa come frutto dell’integrazione delle trasformazioni psico-fisiche che travolgono il proprio corpo, è un percorso lento e di certo non privo di tensioni, che si snoda nel corso di tutta l’adolescenza. La costruzione identitaria adolescenziale non è però solo un processo intrapsichico, essa si articola anche attraverso il confronto che il giovane ha all’interno dello spazio sociale che lo circonda, mediante il rapporto con i pari ed i nuovi ruoli sociali progressivamente ricoperti. In questa fase di vita, il gruppo dei pari assume nuove valenze e funzioni specifiche, fornendo un modello di confronto e identificazione con cui mettere in discussione la vecchia autorità genitoriale e sperimentare nuovi valori, ponendosi come “famiglia sociale” (Pietropolli Charmet G., 2000). In tal senso, il gruppo dei pari è il luogo primario delle sperimentazioni e delle trasgressioni: primo fra tutti quelle relative all’uso delle sostanze psicoattive, nello specifico la cannabis. Come indicano i dati ottenuti attraverso un nostro recente studio, la cannabis, oltre ad essere una delle sostanze illecite più diffuse fra i giovani, sembra intercettare, nel corso della fase adolescenziale, numerosi bisogni che caratterizzano lo sviluppo identitario: ricerca di un senso di appartenenza, facilitazione delle esperienze sociali, ricerca di sensazioni forti, autonomia, sfida, trasgressione, bisogno di ridurre gli stati di disagio e di regolare le proprie emozioni, assumendo la funzione di “oggetto generazionale” che media la costruzione identitaria adolescenziale.