The Role of Visuospatial Working Memory in Chemistry Learning Assessed in a Sample of Italian Undergraduate Students
È stato pubblicato sul Journal of Science Education and Technology il nostro articolo “The Role of Visuospatial Working Memory in Chemistry Learning Assessed in a Sample of Italian Undergraduate Students”, realizzato insieme a Francesca De Vita, Elena Ghibaudi, Barbara Sini, Antonella Maggio e Anna Maria Re.
Lo studio nasce da una domanda che ha importanti implicazioni per chi insegna chimica: perché alcuni studenti trovano particolarmente difficile comprendere strutture molecolari, stereochimica o altre rappresentazioni del mondo microscopico, anche quando possiedono le conoscenze teoriche necessarie?
Per affrontare questo problema abbiamo coinvolto 315 studenti universitari provenienti da diversi corsi di laurea, valutando le loro prestazioni in un compito di apprendimento della chimica e, in un sottogruppo, alcune funzioni cognitive, tra cui la memoria di lavoro verbale e quella visuospaziale.
I risultati mostrano che la memoria di lavoro visuospaziale svolge un ruolo fondamentale nell'apprendimento della chimica. Gli studenti con migliori capacità di elaborazione visuospaziale ottengono risultati migliori non solo nelle domande che richiedono l'interpretazione di immagini e strutture molecolari, ma anche in quelle testuali quando implicano la costruzione di rappresentazioni mentali del livello microscopico. Al contrario, la memoria di lavoro verbale e il quoziente intellettivo stimato non risultano predittori significativi della prestazione nel compito proposto.
Questi risultati rafforzano l'idea che comprendere la chimica non significhi soltanto memorizzare formule o definizioni, ma sviluppare la capacità di costruire e manipolare rappresentazioni mentali di fenomeni che non possiamo osservare direttamente.
Dal punto di vista didattico, il lavoro suggerisce l'importanza di progettare attività e strumenti che aiutino gli studenti a visualizzare il mondo molecolare, riducendo il carico cognitivo e sostenendo quei processi di rappresentazione che sono alla base del ragionamento chimico.
