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Ricerca Unipa valutata di grande interesse pubblico dalla Società americana di chimica

13-nov-2017

Il gruppo di ricerca di Biologia cellulare e Genetica del Dipartimento STEBICEF, coordinato dai professori Claudio Luparello e Fabio Caradonna, ha ricevuto un riconoscimento da parte della American Chemical Society (ACS). I componenti della prestigiosa società hanno riconosciuto la pubblicazione dei due studiosi palermitani e del loro team:” Molecular signatures associated with the treatment of triple-negative MDA-MB231 breast cancer cells with the histone deacetylase inhibitors JAHA and SAHA”, accettata per la pubblicazione sulla rivista “Chemical Research in Toxicology”, un lavoro di “grande interesse pubblico” e per questo meritevole di una diffusione più capillare rispetto a quella che normalmente avrebbe avuto in riferimento alla rivista su cui sarà pubblicata. L’articolo, quindi, sarà inviato a più repository open access con costi a carico della ACS: un onore, viene riferito nella lettera di notifica,  dato a solo un articolo all’anno, in tutto il mondo, in riferimento al portfolio a disposizione della società.
L’articolo riporta i risultati di ricerche svolte nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Biologia cellulare e Scienza e Tecnologia del Farmaco e condotte dalla Dott.ssa Mariangela Librizzi per la sua tesi di Dottorato e riguardano l’effetto che una molecola, chiamata JAHA, inibitore delle deacetilasi istoniche, ottenuta dopo sintesi nel laboratorio del Dott. John Spencer dell’Università del Sussex (UK) nell’ambito di una collaborazione internazionale. “L’aspetto più interessante di questa ricerca”, riferisce il prof. Caradonna, docente di Genetica e Citogenetica umana, che ha coordinato le indagini di genetica tossicologica eseguite dalla Dott.ssa Ilenia Cruciata, borsista del Dipartimento STEBICEF, “è che questa molecola ha degli effetti molto interessanti riguardanti la possibilità di modulare anche l’espressione dei geni della riparazione del DNA in cellule, coltivate in vitro, di carcinoma mammario triplo negativo, uno dei più aggressivi cancri alla mammella umano. “Questo nostro contributo apre la strada a successivi passi per un probabile uso di questa molecola nella cura del tumore alla mammella” continua il prof. Claudio Luparello, coordinatore del Corso di laurea in Scienze biologiche e tutor della dottoranda Librizzi.
Gli autori hanno ringraziato la Società Americana di Chimica ed hanno espresso compiacimento per il riconoscimento ricevuto.
L’articolo è già pubblicato online al link: http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.chemrestox.7b00269 e sarà anche esposto, come poster, al XX Congresso Nazionale della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU, Napoli, 15-18 Novembre 2017).