RESWA - Dynamics of Conflict and Instability in the West African Regional Security Complex (Versione Italiana)
Progetto FIS-2 Starting Grant SH2
RESWA - Dynamics of Conflict and Instability in the West African Regional Security Complex, CUP C53C25000190001 – Codice progetto FIS-2023-03566 - Decreto Direttoriale di ammissione a finanziamento prot. n.3942 del 06-03-2025
Importo finanziamento ministeriale: € 1.324.466,00
Presentazione del progetto
Il progetto RESWA - Dynamics of Conflict and Instability in the West African Regional Security Complex si propone di indagare le principali cause e dinamiche di insicurezza e conflitto in Africa occidentale e nel Sahel, esplorando come la competizione internazionale, il deterioramento democratico e le insurrezioni jihadiste interagiscano e contribuiscano reciprocamente a delineare un sistema di regionalismo della (in)sicurezza che sta ridefinendo i confini, il funzionamento e i modelli di cooperazione e conflitto all’interno di un nuovo complesso geopolitico. A tal fine, il progetto concentra l’attenzione sull’agency, sulle strategie e sui meccanismi di negoziazione, competizione e riappropriazione messi in campo dai tre principali gruppi di attori coinvolti nella (ri)strutturazione del complesso regionale dell’Africa occidentale/Sahel: gli attori internazionali, i regimi locali e i gruppi insorgenti jihadisti.
Attraverso questo approccio analitico, RESWA intende elaborare e offrire nuovi contributi sia a livello accademico sia a livello di policy, con l’obiettivo di apprendere lezioni dal caso saheliano e formulare raccomandazioni su come gestire l’espansione della crisi verso l’Africa occidentale.
Su questa base, RESWA mira a produrre impatti su diversi livelli. In primo luogo, il progetto intende generare nuova conoscenza su un’area in cui fare ricerca sta diventando sempre più complesso. La produzione di conoscenza sulle aree colpite da conflitto è infatti sempre più rilevante sia per la comunità scientifica sia per i decisori politici. Il lavoro sul campo consente di evitare le distorsioni derivanti da un’eccessiva dipendenza da teorie, modelli causali e assunti elaborati a distanza. Ciò è particolarmente importante in contesti di conflitto e crisi, dove significati, identità e motivazioni sono mutevoli e costantemente contestati. Al tempo stesso, la produzione di conoscenza sta attraversando trasformazioni significative, anche a causa di un processo di securitizzazione della ricerca derivante da pratiche istituzionali e disciplinari. Pur impegnandosi nel rispetto dei più avanzati protocolli di sicurezza ed etici previsti per questo tipo di attività, RESWA è concepito per affrontare tali limiti e barriere potenziali, elaborando un piano di ricerca fondato su un’interazione critica e fruttuosa tra il team di ricerca e ricercatori e collaboratori locali. In questo senso, RESWA mira a offrire soluzioni innovative per lo sviluppo di metodologie mixed-method capaci di sostenere la progettazione di ulteriori ricerche dedicate all’esplorazione di aree colpite da conflitto.
In secondo luogo, RESWA intercetta e amplia in modo originale diversi dibattiti accademici che cercano di comprendere alcune delle più rilevanti trasformazioni in atto nel panorama della sicurezza internazionale. In particolare, il progetto indaga in parallelo come la competizione geopolitica internazionale e il deterioramento democratico nel Sud globale stiano influenzando forme, norme e pratiche degli interventi internazionali e della gestione delle crisi, e come tali cambiamenti plasmino le risposte degli attori e delle organizzazioni armate transnazionali. In tal modo, RESWA si propone di:
- Promuovere un dialogo rinnovato tra le letterature sugli interventi internazionali – liberali e illiberali –, sulle trasformazioni attuali dello Stato e delle istituzioni politiche africane e sulle insurrezioni violente;
- Aprire un nuovo filone di ricerca dedicato all’esplorazione della relazione co-costitutiva tra regioni e sicurezza, capace di cogliere le connessioni esistenti tra un sistema internazionale in transizione e l’emergere di nuove forme di progetti e complessi di sicurezza regionale nel Sud globale;
- Proporre uno schema analitico originale per individuare quei meccanismi di spillover che consentono all’insicurezza di “viaggiare”, con l’obiettivo di definire possibili strategie di mitigazione del conflitto.
Infine, alla luce della crescente centralità dell’Africa occidentale e del Sahel per i decisori politici e gli esperti di sicurezza europei, RESWA intercetta il dibattito internazionale di policy relativo al rischio di diffusione delle minacce nel continente africano e mira a formulare raccomandazioni per affrontare l’insicurezza e l’instabilità politica in Africa occidentale.
Team di ricerca
Principal Investigator
Edoardo Baldaro è professore associato in Scienza Politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università degli studi di Palermo, ove ha preso servizio nel dicembre del 2023. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienza Politica presso la Scuola Normale Superiore – sede di Firenze nel 2017, e ha successivamente svolto attività di ricerca post-dottorale o di insegnamento tra le altre, presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, l’Université Libre de Bruxelles (ULB, Belgio), la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e l’Université Catholique de Lille (Lille, Francia). E’ stato inoltre visiting researcher presso SciencesPo Bordeaux (Bordeaux, Francia), SciencesPo Paris (Parigi, Francia), l’Université Laval (Québec, Canada) e l’Università di Nouakchott (Mauritania). I suoi principali interessi di ricerca riguardano gli studi critici della sicurezza, gli interventi internazionali, la violenza politica, le nuove forme di regionalismo, e la politica e la sicurezza in Africa Sub-Sahariana. In passato ha diretto i progetti di ricerca “When Chiefs Fall Apart”, finanziato dal programma “Security, Society and the State” 2020 n. AZ 02/KF/20 della Gerda Henkel Stiftung (Cologna, Germania), e il progetto “EURECOMS - European Union Region and Conflict-Management in the Sahel”, finanziato dal Fonds Nationale de la Recherche Scientifique (FNRS, Belgio). Ha pubblicato estensivamente i risultati delle proprie ricerche su riviste internazionali, tra cui Security Dialogue, Territory, politics, governance, Geopolitics, Third World Quarterly, Small Wars & Insurgencies e Italian Political Science Review. Ha inoltre curato (insieme a Luca Raineri) il volume “Jihad in Africa. Terrorismo e controterrorismo in Sahel” (Bologna: Il Mulino, 2022) e pubblicato l’opera monografica “Sahel: Geopolitiche di una crisi. Jihadismo, fragilità statale e intervento internazionale” (Roma: Carocci, 2022).
Membri del gruppo di ricerca
Alessio Iocchi è contrattista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi di Palermo. Le sue aree di ricerca riguardano la storia della violenza in Africa, in particolare in Africa occidentale e nel Sahel. Ha estesa esperienza di lavoro sul campo e di insegnamento della storia, dei sistemi politici e delle relazioni internazionali africane. Ha pubblicato su numerose riviste italiane ed internazionali ed è inoltre autore di tre studi monografici: Living through Crisis by Lake Chad. Violence, Labor and Resources (Londra e New York: Routledge, 2022); Resistenti, ribelli e terroristi nel Sahel. Dall’occupazione coloniale alle crisi contemporanee (1897-2022), (Roma: Carocci, 2023); and Il Niger e le nuove frontiere dell’Europa. Una ricerca su migrazioni e lavoro nell’Africa subsahariana (Bologna: Socialmente, 2020).
Daniela Musina è contrattista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell'Università degli Studi di Palermo. Ha svolto il dottorato di ricerca congiunto tra la Scuola Normale Superiore e la Sant'Anna School of Advanced Studies con una tesi che indaga le relazioni tra pratiche securitarie e riformismo nella Tunisia post-rivoluzionaria, perfezionando metodologie etnografiche e di estesa ricerca sul campo. I suoi interessi di ricerca più ampi riguardano policing transnazionale, interventismo securitario e sistemi coercitivi postcoloniali, con particolare sguardo all'area del Mediterraneo allargato. Ha svolto precedentemente esperienze professionali presso il Servizio Europeo per l'Azione Esterna e la School of Transnational Governance – EUI, collaborando inoltre a progetti di ricerca socialmente impegnata con diverse organizzazioni non governative internazionali.
Silvia Peirolo è ricercatrice post-doc presso il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi di Palermo. Le sue aree di ricerca riguardano la governance della sicurezza, le pratiche di intervento internazionale e la produzione di conoscenza, con particolare attenzione all’Africa occidentale. Ha ampia esperienza di ricerca sul campo e ha svolto attività di consulenza e collaborazione con organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, ACLED (Armed Conflict Location & Event Data Project) e la Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC), occupandosi di analisi dei conflitti, raccolta e sistematizzazione di dati e studio delle dinamiche di violenza politica.
