TimeCLASH – Temporalità in collisione. Culture, letteratura, scienza e storia dall’origine dell’ecologia all’Antropocene
|
|
Titolo del Progetto: TimeCLASH – Temporalità in collisione. Culture, letteratura, scienza e storia dall’origine dell’ecologia all’Antropocene AREA CUN 11 Settore Concorsuale: 11/C4 - Estetica e Filosofia dei Linguaggi Settore Scientifico Disciplinare: M-FIL/04 - Estetica PI del Progetto: Dott.ssa Valeria Maggiore Altri componenti, oltre al responsabile scientifico, del gruppo di ricerca:
Altri partecipanti al gruppo di ricerca (titolari di assegni di ricerca, dottorandi, titolari di borsa di ricerca:
Link utili: https://www.unipa.it/dipartimenti/scienzeumanistiche/ricerca/progetti.html |
ATTIVITA' DI COMUNICAZIONE DELLA RICERCA PROGETTUALE
Nel quadro del progetto TimeCLASH – Temporalità in collisione. Culture, letteratura, scienza e storia dall’origine dell’ecologia all’Antropocene sono state realizzate le seguenti attività di comunicazione della ricerca:
1. CICLO DI SEMINARI "Il tempo dell’Antropocene. Nuove narrazioni dell’essere umano e dell’ambiente"
DESCRIZIONE DETTAGLIATA:
Il ciclo di seminari Il tempo dell’Antropocene si inserisce nel quadro del progetto TimeCLASH – Temporalità in collisione. Culture, letteratura, scienza e storia dall’origine dell’ecologia all’Antropocene, finanziato nell’ambito del bando EUROSTART 2025, e ne sviluppa in chiave pubblica e interdisciplinare alcune delle principali linee di ricerca.
Muovendo dall’arco storico individuato dal progetto (1866–1962), cruciale per la formazione del pensiero ecologico moderno, il ciclo intende interrogare le genealogie culturali, filosofiche e artistiche attraverso cui si è progressivamente configurata una nuova consapevolezza delle temporalità plurali del vivente e della Terra. È in questo periodo infatti – che va dalla nascita dell’ecologia scientifica alle prime svolte ecopolitiche globali – che, tra ecologia scientifica, arti, letteratura e filosofia, emergono categorie come durata, metamorfosi, stratificazione e ritmo, capaci di mettere in crisi la concezione lineare e omogenea del tempo moderno.
Allo stesso tempo, il ciclo si propone di estendere questa indagine genealogica alla contemporaneità, esplorando come tali tensioni temporali si manifestino oggi nelle pratiche culturali, nei linguaggi artistici e nei nuovi paradigmi teorici. Parlare di “oltre” l’Antropocene non significa immaginare un semplice “dopo”, ma piuttosto abitare il campo di tensione tra diversi regimi del tempo — storico, biologico, geologico, tecnologico — che la crisi ecologica rende simultaneamente visibili e conflittuali.
In questa prospettiva, l’Antropocene non è soltanto una categoria scientifica o politico-culturale, ma il nome di una trasformazione più radicale che investe le categorie fondamentali del pensiero occidentale: la centralità dell’umano, la separazione tra natura e cultura, il rapporto tra soggetto e oggetto, il ruolo della tecnica e delle immagini, il senso stesso di ciò che chiamiamo mondo. Interrogare l’Antropocene significa dunque interrogare le forme attraverso cui il tempo viene percepito, narrato e reso sensibile, nonché comprendere come l’umano si trovi oggi esposto a temporalità che eccedono la sua misura.
La prospettiva adottata è quella di un umanesimo in trasformazione, capace di ripensare sé stesso a partire dai propri limiti temporali, percettivi e ontologici. Se la crisi climatica e tecnologica ha messo in discussione la misura umana delle cose, in particolare la linearità e l’omogeneità del tempo moderno, le scienze dello spirito — nelle loro molteplici forme di espressione, dal linguaggio al racconto, dalla memoria storica alla rappresentazione artistica — possono tornare a svolgere un ruolo decisivo: non come deposito del passato, ma come laboratorio critico per elaborare nuove forme di coesistenza, nuovi lessici e nuove sensibilità.
Il ciclo di seminari intende quindi articolarsi lungo alcune direttrici tematiche principali:
- Genealogie del pensiero ecologico (1866–1962): filosofia, scienze della vita, arti e letteratura tra Europa e nascita dell’ecologia;
- Temporalità ecologiche e crisi del tempo moderno: durata, deep time, accelerazione, catastrofe;
- Paesaggio e percezione: trasformazioni dell’esperienza estetica dell’ambiente tra modernità e contemporaneità;
- Svolta ontologica e nuovi materialismi: ripensare le relazioni tra umano e non-umano, tra vivente e inanimato;
- Cinema, arti visive e media: rappresentazioni del tempo della Terra, dell’estinzione e della crisi climatica;
- Narrazioni contemporanee dell’ambiente: letteratura, ecocritica, pratiche artistiche e immaginari ecologici.
In questa prospettiva, l’umano non appare più come il protagonista isolato di una storia lineare, ma come uno dei nodi di una rete di relazioni temporali e materiali che includono viventi, materia, tecnologie e immagini. Il mondo emerge così come una trama complessa di ritmi e durate eterogenee, in cui si ridefiniscono le possibilità stesse del pensiero e della rappresentazione.
Il tempo dell’Antropocene si configura dunque come uno spazio di confronto interdisciplinare in cui filosofia, letteratura, arti, studi visuali e scienze umane possano interrogare insieme le trasformazioni della temporalità nell’età della crisi ecologica. Le domande che guidano il ciclo — in continuità con quelle del progetto TimeCLASH — sono al tempo stesso teoriche e urgenti:
- come rappresentare un mondo che eccede il tempo umano?
- come ripensare l’umano quando la sua centralità vacilla?
- quali forme narrative, estetiche e percettive possono rendere sensibile la complessità temporale dell’Antropocene?
È possibile visionare il programma del ciclo di seminari, il calendario degli incontri e gli abstract dei singoli interventi al seguente link.
2. NATIONAL WORKSHOP "The Visibility of Ecological Time. Aesthetic Devices between Perception and Representation"
DESCRIZIONE DETTAGLIATA:
Il National workshop The Visibility of Ecological Time. Aesthetic Devices between Perception and Representation intende sviluppare un ulteriore avanzamento teorico del progetto TIMECLASH, concentrandosi sui dispositivi estetici, percettivi e mediali attraverso cui il tempo ecologico diventa visibile, esperibile e pensabile. Se l’Antropocene può essere interpretato come il luogo di collisione tra regimi temporali eterogenei — il tempo profondo della Terra, le temporalità biologiche del vivente, il tempo storico dell’umano e quello accelerato della tecnica — il workshop si propone d’interrogare le modalità attraverso cui tale collisione si traduce in esperienza sensibile, ridefinendo le forme stesse della percezione contemporanea.
L’assunto teorico di partenza è che le temporalità ecologiche eccedano la misura immediata dell’esperienza umana: fenomeni come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, l’alterazione degli ecosistemi o la trasformazione geologica del pianeta non sono direttamente percepibili nella loro totalità, ma richiedono dispositivi di mediazione capaci di renderli sensibili. In questo quadro, arti visive, letteratura, cinema, immagini scientifiche, cartografie, pratiche espositive e media digitali non vengono considerati semplici strumenti rappresentativi, ma veri e propri operatori epistemici attraverso cui il tempo della Terra acquista forma percettiva e immaginabilità culturale.
Il workshop intende dunque interrogare criticamente le forme attraverso cui il tempo ecologico viene costruito, visualizzato e narrato, esplorando il ruolo delle immagini e delle pratiche estetiche nella produzione di nuove sensibilità ambientali. Particolare attenzione sarà rivolta alle tensioni tra visibile e invisibile, immediatezza e mediazione, esperienza locale e scala planetaria, nonché al modo in cui le arti e le scienze abbiano elaborato strategie capaci di rappresentare processi lenti, stratificati e distribuiti nel tempo.
In questa prospettiva, il workshop si configura come uno spazio di confronto interdisciplinare tra estetica, filosofia, ecocritica, storia dell’arte, media studies e storia delle scienze, con l’obiettivo di comprendere come le forme della rappresentazione contemporanea contribuiscano non soltanto a descrivere la crisi ecologica, ma anche a trasformare il modo in cui l’umano percepisce sé stesso all’interno delle temporalità del vivente e della Terra.
PUBBLICAZIONI
|
1. V. Maggiore (a cura di), Il tempo della Terra, il tempo dell’umano. Genealogie estetiche della temporalità ecologica, Meltemi, Milano, 2027 (expected release Spring 2027).
|
|
|
2. V. Maggiore, D. Di Maio (eds.), Temporalities in Collision. Aesthetics, Arts, and Ecological Knowledge from the Origins of Ecology to the Anthropocene, in "Itinera. Journal of Philosophy and Theory of the Arts" - Double Special Issue (December 2026/July 2027) CfP: https://riviste.unimi.it/index.php/itinera/cfp In recent decades, the growing awareness of global ecological crises has brought the concept of the Anthropocene to the forefront, designating a new epoch in which human activity has become a geological force shaping the Earth system. While philosophical, political, and artistic debates have extensively addressed ecological risks and responsibilities, the aesthetic and temporal implications of the Anthropocene remain comparatively underexplored. This special issue of Itinera aims to investigate the Anthropocene as a site of collision between heterogeneous temporal regimes: the deep time of the Earth, the biological temporalities of living beings, and the historical and cultural time of humanity. These temporal clashes challenge key modern dichotomies—nature/culture, subject/object, animate/inanimate, natural history/cultural history—and call for a rethinking of aesthetics beyond the paradigm of beauty, toward an understanding of aesthetics as a theory of perception, form, and relationality. Adopting an interdisciplinary perspective, the issue explores how aesthetics, the arts, literature, and the sciences—from the nineteenth century to the present—have sought to give form and meaning to new experiences of ecological time. Particular attention will be paid to the period spanning from the emergence of scientific ecology in the nineteenth century to the ecological and political turns of the twentieth century, as well as to their contemporary resonances. Topics may include (but are not limited to):
The Call is open to scholars in philosophy, aesthetics, art history, literary studies, ecocriticism, history of science, and related fields. |



