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Progetto Cefalù - MUR PRIN-PNRR 2022 - PRJ-1606

4-giu-2026

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ItaliaDomani PRIN_MUR

 

1. Titolo del Progetto

"Development of innovative therapeutic strategies for the treatment of Familial Hypercholesterolemia"

Acronimo: 

Codice identificativo progetto: PRJ-1606 - P20224C95A

CUP: B53D23031340001

2. Responsabile Scientifico e Unità Coinvolte

Istituzione coordinatrice

Sede 1
Ente: Università degli Studi di Napoli Federico II
Responsabile: PASTORE Lucio
Finanziamento: 97.916,00 €

Unità 2 – Associated Investigator

Sede 2
Ente: Università degli Studi di PALERMO
Responsabile: CEFALU' Angelo Baldassare
Finanziamento: 65.278,00 €

Durata del progetto

Durata in mesi: 24

Finanziamento totale

163.194,00 €

 

3. Breve Descrizione

La ricerca scientifica per il trattamento dell'Ipercolesterolemia Familiare (FH) punta a colmare i limiti delle terapie classiche.

Gli obiettivi includono la normalizzazione permanente dei livelli di colesterolo LDL (target \(<55-70 \text{ mg/dl}\)) e la prevenzione precoce degli eventi cardiovascolari, con risultati clinici sempre più mirati tramite approcci genici e terapie RNA.

3.1. Descrizione degli Approcci Terapeutici

La cura dell'Ipercolesterolemia Familiare si è evoluta verso la medicina di precisione, sfruttando percorsi biochimici diversi dal classico recettore LDL.

  • Terapie RNA e Inibitori Biologici: Sfruttano piccole molecole interferenti (siRNA, es. Inclisiran) e oligonucleotidi antisenso (ASO) per "spegnere" l'espressione di proteine chiave (PCSK9, ANGPTL3) che regolano il metabolismo lipidico.
  • Terapie Geniche e di Editing: Utilizzano vettori virali (AAV) o nanoparticelle lipidiche per veicolare geni funzionanti nel fegato o tecniche di base editing (es. CRISPR-Cas9) per correggere la mutazione genetica alla radice.
  • Inibitori della proteina MTP: Farmaci di sintesi (es. Lomitapide) che bloccano la produzione di lipoproteine aterogene nell'intestino e nel fegato, usati per le forme più gravi.

 

4. Obiettivi e Risultati Conseguiti

4.1. Obiettivi Clinici

Riduzione aggressiva dell'LDL: Raggiungere una riduzione di almeno il \(50\%\) rispetto ai valori basali.

L'obiettivo primario per pazienti ad altissimo rischio è mantenere i livelli di colesterolo LDL \(<70 \text{ mg/dl}\) (o \(<55 \text{ mg/dl}\) in prevenzione secondaria).

  • Efficacia indipendente dal recettore: Sviluppare opzioni terapeutiche efficaci anche per i pazienti con Ipercolesterolemia Familiare Omozigote (HoFH), nei quali l'attività del recettore LDL è quasi nulla.
  • Prevenzione precoce: Avviare il trattamento in età pediatrica per azzerare il danno da esposizione cronica al colesterolo fin dalla nascita.

4.2. Risultati Raggiunti

  • Efficacia dei farmaci biologici: Gli inibitori di PCSK9 e i farmaci a RNA hanno dimostrato riduzioni del colesterolo LDL comprese tra il \(40\%\) e il 60%, risultando ben tollerati e offrendo una somministrazione dilazionata nel tempo (es. iniezioni sottocutanee ogni pochi mesi).
  • Evinacumab: Per le forme omozigoti gravi, l'inibitore di ANGPTL3 ha garantito riduzioni del colesterolo LDL superiori al 40% anche in pazienti che non rispondono alle terapie tradizionali o all'aferesi.
  • Sperimentazione genica: Studi clinici in fase iniziale (fase I/II) per le terapie di editing genico mirato tramite CRISPR hanno evidenziato una capacità di soppressione duratura dei geni bersaglio, aprendo la strada a quella che in futuro potrebbe configurarsi come una cura definitiva per la patologia.

 

5. Stato di Avanzamento

 

 

6. Fonte di Finanziamento