Presentata la II edizione del Festival S.U.D.: Storie Umanità Dialoghi
Venerdì 16 gennaio 2026, nella suggestiva cornice dei Cantieri culturali della Zisa di Palermo, è stata presentata la II edizione del Festival S.U.D., ideato e promosso dal Dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo, che si svolgerà dal 20 al 22 maggio 2026.
Valentina Favarò, direttrice del Dipartimento, ha annunciato che nel 2026 S.U.D. verrà declinato sul tema Storie, Umanità, Dialoghi: l’obiettivo principale del Festival sarà quello di dialogare su argomenti di rilevante attualità, partendo da una prospettiva che considera il "SUD sia come punto di osservazione che come oggetto di analisi".
Dopo l’esperienza del 2025, che ha realizzato sul tema Spazi, Utopie, Derive un’inedita apertura di UNIPA verso la città, anche in questa seconda edizione verranno proposti incontri e dibattiti con studenti delle scuole superiori, istituzioni ed esperti in luoghi diversi dalle aule universitarie. Dinanzi alle drammatiche crisi politiche ed umanitarie della contemporaneità, la prof.ssa Favarò ha ribadito il ruolo centrale dell’Università nella società e nel territorio, in quanto soggetto indispensabile e centrale del dibattito pubblico. Con il Festival S.U.D. l’Università vuole dialogare con la città, mostrando una reale capacità di "dare il nome ai fenomeni" sociali, culturali e politici in cui siamo immersi. In un contesto dominato da narrazioni mediali troppo spesso opache o parziali, studiosi di discipline differenti e professionisti della comunicazione focalizzeranno l’attenzione sull’esigenza imprescindibile di "legare umanità e giornalismo", riflettendo sui risvolti più problematici della relazione tra informazione, libertà di espressione e rispetto.
All’evento ha partecipato il Rettore, prof. Massimo Midiri, che nel suo intervento, ha riconosciuto l’importanza del Festival e delle sue attività: "si tratta di un momento di riflessione importante contro la massificazione dell’informazione, rivolto soprattutto ai giovani, alle loro famiglie e alle istituzioni cittadine, in un’ottica inclusiva di dialogo e di scambio".
Ospite dell’incontro è stata Giuliana Sgrena, giornalista impegnata da decenni nel racconto dele vicende politiche e sociali più significative dei paesi mediterranei, che ha offerto un viaggio nella memoria appassionato e appassionante, ricordando alcune sue significative esperienze professionali in Algeria, Tunisia, Egitto, Medioriente. Dall’intervento di Giuliana Sgrena è emersa l’importanza di un giornalismo qualificato, competente ed intellettualmente onesto; in un contesto informativo dominato dalle logiche delle piattaforme, questa testimonianza ha confermato che per i professionisti della comunicazione è ancora possibile "raccontare il mondo", servendosi del dialogo continuo con i protagonisti delle storie, come strumento in grado di arginare fake news e intenti manipolativi.







