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Orto Botanico, 5 sponsor per il restauro e il 5xmille alla ricerca

14-apr-2016


1 Foto di gruppo Sponsor - Unipa 12 aprile 2016















 

Diversi sponsor (Confcommercio, Rotary e Lions, Inner Wheel Palermo, Normanna, e Confindustria Palermo), sono pronti a restaurare cinque delle dieci vasche dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo. Nel contempo la stessa Università mobilita i suoi tecnici per la redazione di progetti e capitolati e l’ipotesi che nell’intervento venga inclusa anche una statua storica come il “Paride” di Nunzio Morello, oggi in precarie condizioni come richiesto dell'ex direttore dell’Orto Francesco Maria Raimondo e sostenuto dall’attuale Cristina Salmeri.

Tra gli altri interventi a sostegno della struttura, la Campagna del 5 per mille dell'Ateneo i cui introiti saranno destinati a finanziare progetti di ricerca per il rilancio dell'Orto Botanico, che sarà completamente fruibile alla cittadinanza attraverso l’organizzazione di eventi e il prolungamento dell’apertura serale della struttura.

“In questi mesi ho registrato profonda attenzione alla vita e agli eventi della città, non solo a livello descrittivo, ma soprattutto in un’ottica di miglioramento – afferma il rettore Fabrizio Micari -. In questa città le cose vanno avanti con alcuni problemi, nonostante agli sforzi di molti, ed è importante non limitarsi a raccontarlo ma pensare e concretizzare delle soluzioni. Porsi il problema dell'Orto Botanico a cui destiniamo l’1 per cento del nostro Bilancio per gli operai agricoli e sollecitare e coinvolgere la società civile è estremamente importante. La prima area di intervento su cui ci concentriamo è quella delle vasche, poi ci sarà il terreno incolto ceduto da UniCredit, una grande donazione che comunque richiede interventi. Queste attività si inseriscono in un’azione complessiva del Sistema Museale in cui l’Orto Botanico e le altre sue parti sono inseriti sempre più nella cornice cittadina. Inoltre dal Comune dovremmo ricevere i locali di San Francesco, dove si trovava l’Esattoria che potrebbe diventare un ottimo spazio espositivo che arricchirebbe l’Università e la Città stessa”.