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Open access in breve

15-giu-2023

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L’Open Access riguarda la letteratura online scientifica e di ricerca che gli autori mettono volutamente a disposizione della comunità in modo immediato e gratuito, grazie all’abolizione di alcune tra le  restrizioni dettate dalle licenze editoriali per i diritti di sfruttamento economico.

L’Open Access si applica alle pubblicazioni e ai dati della ricerca finanziata con fondi pubblici (con l'esclusione di dati sensibili o soggetti a brevetto).


L’Open Access è:

  • accesso libero, immediato e non soggetto a limitazioni ai risultati e ai dati della ricerca scientifica
  • un modo per far sì che i lavori scientifici siano liberamente accessibili a tutti, senza barriere e restrizioni
  • un insieme di strategie pensate per consentire alle istituzioni di ricerca di riprendere il controllo sulla disseminazione dei risultati della ricerca scientifica e per garantire la più ampia diffusione e la libera fruizione delle risorse scientifiche prodotte da ricercatori, studiosi e scienziati
  • un canale alternativo e complementare che la comunicazione scientifica ha scelto per una libera disseminazione dei risultati delle ricerche finanziate con fondi pubblici.

 L’Open Access NON è:

  • un canale di serie B: abbattere le barriere di accesso non significa rinunciare alla qualità. L’Open Access non è in contrasto con la peer-review, la cui importanza è anzi ribadita da tutte le più importanti iniziative a sostegno dell'accesso aperto alla letteratura scientifica e accademica. Gli archivi aperti accolgono prodotti di letteratura scientifica sottoposti alla peer-review e le stesse riviste OA garantiscono una revisione di qualità e trasparente e hanno sempre più alti indici di impact factor.
  • un veicolo di plagio: pubblicare in Open Access non rende più facile il plagio, anzi con il deposito in un archivio aperto si ottiene la certificazione evidente della paternità intellettuale con una data certa. Le licenze Creative Commons, spesso associate al materiale pubblicato su riviste Open Access, hanno come requisito minimo proprio l'attribuzione della paternità intellettuale. Se qualcuno copia un articolo circolante sul web, basta un motore di ricerca per scoprirlo… mentre se si copia un articolo disponibile su una rivista a pagamento, sarà ben difficile accorgersene se non si è abbonati
  • incompatibile con il diritto d’autore, anzi ne costituisce una maggiore presa di coscienza e un rafforzamento perché l’autore mantiene tutti i diritti sulla sua produzione intellettuale. Pubblicare in Open Access garantisce la massima circolazione delle idee, nel rispetto delle norme sul diritto d'autore; negli archivi aperti è garantito il rispetto delle politiche di copyright degli editori e degli accordi tra autori e case editirici. I contributi originali pubblicati negli archivi aperti possono essere tutelati sia applicando una licenza Creative Commons che inserendo previamente nel contratto editoriale uno specifico addendum che garantisca all’autore di detenere quei diritti che gli permettono di riutilizzare liberamente la propria opera: gli autori mantengono sempre i propri diritti morali e il diritto di venire citati e riconosciuti in quanto autori dell’opera archiviata, garantendo allo stesso tempo alla comunità la possibilità di leggere, scaricare, copiare, distribuire, stampare, indicizzare i testi delle opere, effettuare dei link di rimando e in generale utilizzarli per ogni altro scopo legale.

 

L’Open Access garantisce:

  • più visibilità per l’autore e per l’istituzione a cui afferisce
  • maggiore diffusione della letteratura scientifica
  • accesso più immediato ai prodotti della ricerca
  • maggiore impatto dei risultati della ricerca sulla comunità accademica nazionale e internazionale
  • controllo sulle proprie pubblicazioni dal punto di vista del diritto d’autore