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MOSTRA/Alla biblioteca “Donato Spataro” rassegna sull’800 italiano

24-feb-2011

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I volontari del Servizio Civile nazionale Roberto Bruno, Vincenza Di Maio e Giulia Viani, in servizio presso la Biblioteca “Donato Spataro”, hanno contribuito alla commemorazione del Centocinquantesimo anniversario dell'Unità nazionale presentando una parte delle ottocentine presenti nelle collezioni.
La Biblioteca Donato Spataro prosegue con questa mostra l’iniziativa di promozione della conoscenza delle opere più significative del suo patrimonio antico, già avviata con l’esposizione online “I documenti del 1700”, svoltasi in coincidenza del “XXXII Convegno di idraulica e costruzioni idrauliche”. L’occasione viene fornita stavolta dall’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia (17 marzo 1861), evento che riveste particolare importanza soprattutto per noi Volontari del Servizio Civile Nazionale. Si è ritenuto, pertanto, di dare il proprio contributo culturale alle celebrazioni, “ritagliando”, all’interno del vasto corpus di documenti, un percorso che privilegiasse le opere degli autori nati nel territorio che solo pochi decenni più tardi, dopo le lotte risorgimentali, sarebbe divenuto Italia. La Biblioteca ha, infatti, il privilegio di conservare un cospicuo numero di testi del primo Ottocento, gran parte dei quali acquistati nel secolo successivo durante l’illuminata guida del suo direttore eponimo. È proprio a Donato Spataro, infatti, che si deve la presenza di uno dei patrimoni più importanti della Biblioteca: la “Raccolta” e la “Nuova raccolta degli autori italiani che trattano del moto dell’acque”, 16 tomi (pubblicati tra il 1821 e il 1829) che raccolgono la migliore produzione della scienza idraulica nostrana e che per il loro prestigio sono stati scelti come incipit di questa mostra. Conclusa l’esposizione delle pagine più significative delle due Raccolte, vengono proposte tavole di singoli autori, che operarono dal 1805 fino agli anni a ridosso dell’unificazione nazionale. I primi documenti in mostra sono rappresentati dalle “Recherches” e dalle “Experiences”(1805-1829) di Georges Bidone (il nome dell’autore e i titoli delle opere in francese non traggano in inganno!), ingegnere piemontese tra i più insigni sperimentatori nel campo dell’Idraulica; da notare le illustrazioni a colori, insolite negli scritti del tempo. Seguono i due volumi “Elementi di meccanica e d’idraulica” (1826) di Giuseppe Venturoli, direttore della Scuola di ingegneri di Roma; la “tascabile” “Memoria sulla Dispensa delle acque” (1827) di Vincenzo Brunacci, di cui possiamo ammirare il ritratto nell’antiporta del testo; i due tomi “Istituzioni di architettura statica e idraulica” (1826-27) di Nicola Cavalieri San-Bertolo, uno dei più autorevoli esponenti di quella cultura politecnica capace di integrare tradizione antica e nuove acquisizioni tecnico-scientifiche. Con gli ultimi due studiosi, le cui storie personali si intrecciano agli eventi politici di quegli anni, ci avviciniamo anche cronologicamente al periodo più “caldo” delle vicende preunitarie. Politicamente attivo è l’autore del trattato in più volumi “Della condotta delle acque” (1836), Gian Domenico Romagnosi, legato a Silvio Pellico, col quale condivise l’arresto e la prigionia ai Piombi di Venezia con l’accusa di aver partecipato alla congiura. Chiude questa antologia la figura di Pietro Paleocapa, autore di “Memorie d’idraulica pratica” (1859), patriota convinto e influente personalità politica del tempo, ministro al fianco di Cavour nell’amministrazione del suo governo e nella condivisione del disegno di unità nazionale.
Info: http://www.idra.unipa.it/mostra1700/mostra%201800/index.html