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Laurea magistrale “ad honorem” al premio Nobel Mario Vargas Llosa

10-set-2015

Conferita a Mario Vargas Llosa, lo scrittore insignito nel 2010 del Premio Nobel per la letteratura, la laurea Magistrale “ad honorem” in "Lingue e Letterature moderne dell'Occidente e dell'Oriente". La cerimonia si è svolta nella sala Magna del Complesso monumentale dello Steri, lunedì 14 settembre 2015.
Dopo i saluti del rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla e del presidente della Scuola delle Scienze umane e del patrimonio culturale Girolamo Cusimano è intervenuta Enrica Cancelliere, presidente del corso di laurea in “Lingue e letterature moderne” ed ha fatto seguito la "Laudatio" di Giovanna Minardi, associato di “Letterature ispano – americane”. Quindi Mario Vargas Llosa ha svolto la lectio magistralis dal titolo “Riflessioni di uno scrittore”.
Mario Vargas Llosa nato a Arquipa (Perù) il 28 marzo 1936, cresciuto in Bolivia fino ai dieci anni, dopo la riconciliazione dei genitori torna a vivere in Perù. Ma il rapporto col padre è conflittuale e il futuro scrittore finisce in un collegio militare. La letteratura diventa un'evasione che lo accompagnerà per tutti gli anni universitari. Studia prima a Lima per poi trasferirsi a Madrid e lì concludere il percorso universitario.
Come molti intellettuali del suo tempo è però inesorabilmente attratto da Parigi, vero centro nevralgico di tutto ciò che di importante stava capitando in ambito artistico (e non solo) nei brillanti fine anni cinquanta. Nel frattempo, aveva sposato una zia acquisita di parecchi anni più vecchia di lui. Gli anni Parigini segneranno profondamente la personalità dello scrittore, colorando la sua vena narrativa di tradizioni e disincanto europeo, tanto che Vargas Llosa non si è mai di fatto allineato a certi stilemi consunti e talvolta stereotipati della narrativa sudamericana, plasmata per molto tempo dal modello marqueziano. Basti dire che proprio nella capitale francese ha modo di frequentare un intellettuale del calibro di Sartre, diventandone amico e difendendone le idee, tanto che i suoi amici lo soprannominarono "il piccolo valoroso Sartre".
Collabora con vari giornali e nel '63 scrive La città e i cani, che in Europa ottiene un successo enorme ma in Perù viene bruciato in piazza, perché considerato dissacrante. Due anni dopo pubblica La casa verde, un altro romanzo destinato a essere tradotto in venti lingue. Come del resto la trentina di romanzi successivi, cui si aggiungono testi per il teatro e il cinema, saggi, articoli politici su giornali e riviste. In questi anni conosce anche Gabriel Garcia Marquez e si avvicina alla rivoluzione cubana, mantenendone però una posizione critica. Ormai è lanciato sul mercato editoriale e viene insignito di svariati riconoscimenti tra cui il Premio nazionale del romanzo del Perù, il Premio Ritz Parigi Hemingway, il Premio Principe di asturias e molti altri. La sua opera si compone nel complesso non solo di romanzi ma è da sempre sensibile ad altre forme letterarie: il cinema, il teatro, la saggistica oltre che dalla sempre intensa attività giornalistica.
Anche i suoi impegni pubblici si infittiscono, tiene conferenze nelle università di tutto il mondo e ottiene cariche importanti, tra cui quella di presidente del Pen Club International. Accetta anche la cattedra di Simon Bolivar all'Università di Cambridge dove tiene corsi di letteratura. Malgrado risieda in Europa, nel 1990 concorre alle elezioni presidenziali in Perù, ma viene sconfitto da Alberto Fujimori. Nel '96 è tra i fondatori della Fondazione Hispano Cubana che si propone di rafforzare e sviluppare i vincoli che da oltre cinque secoli legano i cubani agli spagnoli. Nel 1996 ha fondato la Fondazione Hispano Cubana, un organismo che si propone di mantenere, rafforzare e sviluppare i vincoli che da oltre 500 anni esistono tra il popolo cubano e il popolo spagnolo.
Oggi Vargas Llosa abita a Londra, città da dove diffonde i suoi sempre acuti ed interessanti articoli sui più disparati argomenti. Nel 2010 riceve il Premio Nobel per la Letteratura per "la propria cartografia delle strutture del potere e per la sua immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell'individuo". Nel 2013 vince il Premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che si svolge ogni anno a Santa Margherita di Belìce.
Dell'imponente produzione letteraria di Mario Vargas Llosa segnaliamo alcune opere tradotte in italiano: La città e i cani (Rizzoli 1986, Einaudi 1998); La casa verde (Einaudi,1991); I cuccioli (Rizzoli,1996); Conversazione nella Cattedrale (Einaudi, Rizzoli 1994); Pantaleon e le visitatrici (Rizzoli,1987); L'orgia perpetua. Flaubert e Madame Bovary (Rizzoli 1986); La zia Julia e lo scribacchino (Einaudi 1994); La guerra della fine del mondo (Einaudi 1992); Storia di Mayta (Rizzoli 1988); Chi ha ucciso Palomino Molero? (Rizzoli 1987); La Chunga (Costa & Nolan 1987); Il narratore ambulante (Rizzoli 1989); Elogio della matrigna (Rizzoli 1990 e 1997); La verità delle menzogne (Rizzoli 1992); Il pesce nell'acqua (Rizzoli 1994); Il caporale Lituma sulle Ande (Rizzoli 1995); I quaderni di don Rigoberto (Einaudi 2000); Lettere a un aspirante romanziere (Einaudi 2000); La festa del caprone (Einaudi 2000). Il paradiso è altrove 2003) Avventure della ragazza cattiva (2006).

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