Investigating the differential effect of static pictures versus dynamic animations on students’ performance in a chemistry learning task performed by Italian undergraduate
È stato pubblicato su Chemistry Teacher International il nostro articolo “Investigating the differential effect of static pictures versus dynamic animations on students’ performance in a chemistry learning task performed by Italian undergraduates”, realizzato insieme a Francesca De Vita, Elena Ghibaudi, Barbara Sini, Anna Maria Re e Antonella Maggio.
Lo studio nasce da una domanda apparentemente semplice: quando insegniamo concetti chimici che coinvolgono strutture molecolari tridimensionali, è meglio utilizzare immagini statiche o animazioni?
Per rispondere abbiamo coinvolto 205 studenti universitari di diverse lauree scientifiche, valutando non solo i risultati di apprendimento, ma anche alcune caratteristiche cognitive come memoria di lavoro visuospaziale, memoria verbale e intelligenza fluida.
I risultati mostrano che le animazioni non migliorano necessariamente le prestazioni medie della classe. Tuttavia, emergono effetti molto interessanti quando si considerano le differenze individuali: le rappresentazioni dinamiche sembrano aiutare in particolare gli studenti con minori capacità visuospaziali, riducendo le differenze di prestazione osservate quando gli stessi contenuti vengono presentati attraverso immagini statiche.
Il lavoro contribuisce al dibattito, ancora aperto, sul ruolo delle visualizzazioni nell'insegnamento della chimica e suggerisce che l'efficacia di uno strumento didattico non dipende soltanto dalle sue caratteristiche tecniche, ma anche dal modo in cui interagisce con i processi cognitivi degli studenti.
Un piccolo contributo all'incontro tra didattica della chimica e psicologia cognitiva, due ambiti che hanno ancora molto da dirsi.
