Incentivi economici per favorire la permanenza all'estero dei dottorandi
Approvate le misure di incentivazione economica per sostenere i dottorandi che svolgono periodi di ricerca all’estero.
Le misure erano già state approvate dal CdA nella seduta del 16 settembre 2025 e prevedevano: un contributo forfettario di 500 euro per i dottorandi in mobilità Erasmus per tirocinio e un incentivo mensile di 300 euro, per un massimo di sei mesi, destinato ai dottorandi con periodi all’estero di almeno tre mesi. Per questa seconda misura è stato introdotto anche un coefficiente di correzione, variabile in base al Paese ospitante. Entrambe le misure continuano a essere rivolte ai dottorandi con borsa Ateneo o senza borsa.
Successivamente, il Senato Accademico ha suggerito di ampliare la platea dei beneficiari, includendo anche i dottorandi finanziati con fondi esterni.
E’ stata pertanto effettuata una stima dei costi connessi con l’applicazione della misura. Considerando l’intera popolazione dei dottorandi dei cicli in corso e dei due cicli futuri, sulla base di un’ipotesi prudenziale, secondo cui solo il 20% degli studenti usufruirebbe dell’incentivo in ciascun anno e assumendo una permanenza media di tre mesi, viene stimato un costo complessivo di circa 604 mila euro nel triennio 2026–2028 qualora la misura fosse estesa anche ai titolari di borse esterne. In alternativa, mantenendo la misura solo per dottorandi con fondi Ateneo o senza borsa e riconoscendo ai borsisti esterni un contributo fisso di 500 euro, il costo complessivo si ridurrebbe a circa 469 mila euro. A questi importi si aggiungono i 75 mila euro previsti per la misura Erasmus nel triennio 2026–2029. Nel complesso, quindi, il fabbisogno finanziario per le due misure potrebbe variare tra circa 544 mila e 679 mila euro.
Il Consiglio, accogliendo parzialmente la proposta del Senato, ha deliberato di prevedere un contributo forfetario di 500 euro per i dottorandi con borsa finanziata da fondi esterni con obbligo di svolgimento di un periodo all’estero.
