Salta al contenuto principale
Passa alla visualizzazione normale.

In ricordo del prof. Paolo Emilio Carapezza

Ascolta

L’Università degli Studi di Palermo esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa del prof. Paolo Emilio Carapezza, già Ordinario di “Storia della musica” ed Emerito dell’Ateneo.

«Nato a Roma nel 1937 da genitori siciliani, negli anni Sessanta era stato assistente di Luigi Rognoni (che nel 1958 aveva fondato a Palermo l’Istituto di Storia della Musica - il primo nel Meridione d’Italia - e sotto la cui guida si era laureato); succeduto a Rognoni nel 1970, Carapezza ha poi diretto a sua volta l’Istituto per trent’anni, fino al 2000 – ricordano i colleghi.
Il suo magistero nell’Università di Palermo lascia un segno indelebile in molte generazioni di studenti e colleghi. Tutti ne ricordano, oltre all’alto profilo intellettuale, l’entusiasmo contagioso e la generosità umana.
Studioso di fama internazionale, Carapezza ha contribuito agli studi musicologici con inusuale ampiezza di sguardo e profondità di riflessione.
Il suo nome si lega in particolare all’edizione delle "Antiche Musiche Elleniche" (incise anche in cd), agli studi sulla musica rinascimentale (ha fondato e diretto la collana “Musiche rinascimentali siciliane” che ha consentito la riscoperta di grandi musicisti siciliani come Pietro Vinci, Antonio Il Verso e Sigismondo d'India), all’indagine d’ampio respiro sulle Costituzioni della musica (un volume edito da Flaccovio e più volte ristampato), agli studi sul teatro  musicale di Mozart e agli interessi verso le musiche del XX secolo.
In quest’ultimo ambito vanno ricordati il suo contributo, ancor giovanissimo e al fianco del collega e amico Antonino Titone, alle “Settimane Internazionali Nuova Musica” (1960-1968) e a “Collage. Rivista internazionale di musica e arti visive contemporanee” (1963-1970), i rapporti di studio e di ricerca con gli istituti musicologici polacchi e i numerosi saggi scientifici dedicati a compositori anche emergenti.
Dell’insegnamento e della generosità di Carapezza si sono giovati molti giovani compositori palermitani, alcuni di rilievo come Salvatore Sciarrino, Federico Incardona e Giovanni Damiani.
Numerosi suoi scritti sono stati raccolti di recente nel volume “Sicelides Musae: musiche in Sicilia dall'antichità ai nostri giorni” (Roma, Aracne, 2019) curato dai colleghi musicologi dell’Ateneo palermitano in segno d’affetto e riconoscenza».