Il grande abbraccio di Jovanotti agli studenti di UniPa: "Siete fantastici, state studiando nel cuore culturale dell'Europa"
L’aria carica di sabbia sahariana, la luce ovattata e densa, come filtrata da un velo sottile che arriva dal deserto. È in questo scenario che Jovanotti ha fatto il suo ingresso ieri a Palermo, come se il vento avesse deciso di accompagnarlo, con una carezza calda, dentro la città e dentro l’Ateneo.
All’Università degli Studi di Palermo, l’Aula Magna “Vincenzo Li Donni” del Dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche è diventata uno spazio denso di significati: non solo luogo di incontro, ma ambiente vivo che ha messo in relazione musica, parole ed emozioni provenienti da coordinate lontane e, al tempo stesso, sorprendentemente vicine.
Un incontro esclusivo tra gli studenti dell’Università di Palermo e Jovanotti dal titolo “Il suono in viaggio. Radici, ricerche e prospettive” per esplorare il mondo della musica, le sue radici e le sue prospettive future. Circa 400 i ragazzi presenti in sala. Migliaia collegati in diretta.
È come se lo spazio si fosse dilatato e il tempo si fosse fatto continuo, senza confini netti. Jovanotti è arrivato con il suo linguaggio naturale fatto di movimento e colore: abiti informali, cromie accese, una presenza che ha rifiutato la staticità e si è affidata a una vibrazione continua. Le sue parole hanno seguito lo stesso principio: non una lezione, ma un ritmo. Racconti che si sono aperti come improvvisazioni musicali, dove la vita personale è diventata materia condivisa.
E mentre fuori il vento di scirocco si placava, dentro l’aula l’energia cresceva e si concentrava, fino a mescolarsi alla città e al suo respiro. Non semplice ascolto, ma partecipazione. Jovanotti ha dialogato con gli studenti e si è entusiasmato per i loro percorsi di studio: neuroscienze, ingegneria, medicina, discipline scientifiche e umanistiche si sono intrecciati in un’unica domanda di futuro. L’artista li ha ascoltati, si è fermato, ha sorriso e li ha incitati: “Siete fantastici e vivete un’epoca senza certezze ma piena di opportunità”.
Una frase semplice, ma che nell’aula ha rimbalzato come un’onda: un’onda di energia e positività che gli studenti hanno incarnato e che Jovanotti ha riconosciuto come possibilità viva. “Non restate fermi – ha spiegato loro – trasformate l’incertezza in possibilità, il percorso di studio in slancio”.
Non è stato un caso che l’incontro sia stato coordinato e accompagnato dal contributo del professor di etnomusicologia Sergio Bonanzinga, che ha offerto una chiave di lettura più profonda del rapporto tra suono, radici e ricerca, collocando l’esperienza musicale dentro una dimensione culturale e antropologica. Sul palco anche Mimmo Cuticchio, evocato come simbolo di una tradizione narrativa e performativa che attraversa i secoli e continua a dialogare con il presente.
La Sicilia e Palermo si sono confermate non sfondo ma centro simbolico: luogo in cui le culture si stratificano e si rilanciano. “Ragazzi, state studiando nel cuore culturale dell’Europa”, ha sottolineato Jovanotti.
In questo flusso si è inserita anche la riflessione del rettore Massimo Midiri, che ha riconosciuto il valore della giornata. “Lorenzo Jovanotti rappresenta, nel mondo giovanile, un esempio di linguaggio e di pulizia anche nei comportamenti – ha detto – capace di attivare nei giovani una risposta immediata. Spero che anche l’artista possa trarre da questi ragazzi tanti stimoli e magari tornare in futuro facendosi testimonial di un nostro progetto”.
Accanto all’Università, anche il Comune ha voluto fortemente sostenere l’iniziativa, "Organizzando – come ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla - questo momento di incontro e confronto dedicato agli studenti, grazie alla presenza d’eccezione di un artista come Jovanotti, capace di parlare a generazioni diverse con autenticità e profondità”.









